Cosa puo' provare un iper-romantico

La sezione dedicata all'attrazione romantica e all'aromanticismo.
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Haderian
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Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Haderian »

vorrei provare a descrivere con precisione cosa provo cercando di escludere le sensazioni di natura sessuale dalla mia analisi.
spero possa essere utile in qualche modo a chi e' interessato a capire meglio l'attrazione romantica.
Premetto che: sono monoamoroso. non sono asessuale ma tendo alla demisessualita'.
se ho capito bene l'attrazione sessuale che provo senza coinvolgimento non e' molto intensa al contrario di quella romantica.
per me il sesso ha una forte connotazione romantica.
Vivo il sesso principalmente come espressione dell'amore romantico.
c'e' comunque da considerare che l'attrazione romantica proprio come quella sessuale e' un spettro, può' variare molto di intensità' e frequenza da persona a persona. in più' per i romantici la capacita' di provare attrazione e di innamorarsi può' cambiare nel tempo a seconda del vissuto personale.


Attrazione romantica primaria:
come da definizione di AVEN queste sensazioni si basano su informazioni immediatamente disponibili, (prima fra tutte per me l'aspetto fisico, poi l'atteggiamento e la voce) che portano a desiderare un rapporto o un legame romantico.
Le sensazioni che si provano sono uno stimolo ad interagire con le persone oggetto dell'attrazione o comunque a focalizzare i propri pensieri su di loro, (anche solo inconsciamente) e come conseguenza di cio' si può' arrivare all'innamoramento.
Nel mio caso, come accade molto spesso c'e' la componente sensuale, cioè' le sensazioni che provo mi portano a desiderare un contatto fisico ed effusioni come dormire abbracciati, accarezzarci, giocare a fare la lotta o il solletico, baciarci (se in modo molto passionale avverto una componente erotica più' forte).
quando una persona mi attrae prima mi affascina a livello estetico, poi inizio ad accorgermi che il suo aspetto mi fa tenerezza e mi suggerisce un senso di protezione. vorrei che mi notasse come io ho notato lui. mi viene voglia di interagire con lui, di stargli vicino. mi imbarazza. non voglio metterlo a disagio fissandolo ma vorrei continuare a guardarlo. i miei pensieri e la mia attenzione si focalizzano su quella persona. se ci sono più' persone che mi piacciono nello stesso momento e nello stesso posto tendo automaticamente a preferirne uno e a focalizzarmi su di lui.

Desiderio:
e' semplicemente il desiderio a prescindere (non riferito a qualcuno di reale) di incontrare una persona che mi faccia sentire queste sensazioni.
Lo avverto come il bisogno di incontrare qualcuno che mi attrae, per cui io sia attraente, il bisogno astratto di essere corteggiato e di intraprendere una relazione romantica.

Attrazione romantica secondaria:
Se devo ricondurla a quello che provo la interpreto come la cosiddetta cotta, o sbandata, in inglese "crash".
per me questo e' l'inizio dell'innamoramento, e' qualcosa che mi dice: "ops ti stai innamorando!"
a questo punto il desiderio di avere un legame romantico e un interazione sensuale con la persona diventa più forte.
la persona appare particolarmente interessante, i miei pensieri tendono ad andare verso questa persona anche quando non e' presente.
Mi piace anche più di prima e stare in sua compagnia mi fa sentire particolarmente bene.
l'idea di essere ricambiato o anche solo di averne la possibilità' risulta entusiasmante.
trovo molto affascinante e seducente il suo aspetto fisico e il suo modo di fare, la sua voce, il suo odore, ne sono ammaliato, coinvolto e rapito, e tendo ad associare questi suoi aspetti a cose che non necessariamente corrispondono ai suoi desideri. scambiarci effusioni, addormentarci l'uno tra le braccia dell'altro, stringerci trasmettci un senso di sicurezza l'un l'altro. in pratica le sensazioni date dall'attrazione romantica diventano più' forti e sono focalizzate su quella persona.
gli altri iniziano ad interessarmi meno. vorrei che i miei sentimenti fossero ricambiati, sviluppo una certa empatia per la persona, sento le cosiddette farfalle nello stomaco quando lo vedo, vorrei conoscerlo, vorrei stargli vicino. vorrei innamorarmi di lui e vorrei che lui si innamorasse di me.
tendo a fantasticare su di lui, su di noi insieme o in qualche modo legati da qualcosa, dal destino.
mi accorgo che tutto questo non e' razionale ma e' piuttosto difficile sfuggirgli.


L'amore romantico:

se la persona mi attrae e' possibile che mi innamori ma perché' questo accada e' necessario almeno conoscerlo un po' e avere un livello sufficiente di stima e fiducia nei suoi confronti. l'innamoramento da la sensazione di essere vittima di un meccanismo per cui si e' predisposti naturalmente. Non e' una reazione emotiva delimitata ad un particolare evento e momento ma e' una condizione che una volta innescata permane almeno per un po' di tempo a prescindere da ciò' che accade, dopodiché, in certe condizioni può' anche lentamente sparire del tutto. (a me succede quando perdo stima e fiducia verso la persona, quando abbandono l'idea di poter condividere un rapporto romantico con lei e smetto di interagire allontanandola dalla mia mente ma comunque ci vogliono mesi o anni a seconda di quanto e' intenso e profondo, altrimenti puo' rimanere pressoche' invariato per molti anni, forse per sempre ma questo non posso saperlo)
potrei descrivere l'amore romantico così:

-Un senso generale di euforia e di gioia e la sensazione di vivere in una atmosfera "da sogno". sensazione slegata dal pensiero conscio della persona. in pratica ci si sente come drogati, come sotto l'effetto di una sostanza psicotropa.
(questa sensazione va scemando col tempo anche se gli altri aspetti rimangono o aumentano)
-La persona amata risulta molto speciale, si tende ad esaltare la sua unicità.
la persona e' come "luminosa" rispetto alle altre.
-Aumenta l'attrazione. il suo aspetto risulta ancora più' affascinante.
-Aumenta l'empatia e inizia a nascere un profondo affetto per la persona
-Il suo aspetto, in particolare il suo volto, e le esperienze vissute insieme alla persona sembrano rimanere impresse nell'inconscio e legarsi ad emozioni di intenso piacere e coinvolgimento emotivo.
-Senso di appartenenza. e' come la sensazione che la persona faccia parte di se, come se fosse un'estensione del proprio corpo.
-Dipendenza. si sente la mancanza della persona quando non le si sta vicino,
la sensazione e' simile ad una astinenza da droghe
-Idealizzazione. si tende ad idealizzarla, ad attribuirle senza accorgersene le caratteristiche che si cercano in un partner ideale anche se non ha ancora dimostrato di averle
-Ossessione. si tende a pensare molto spesso alla persona amata e a farla essere "il centro del proprio mondo"
-Desiderio di intimita' e di connessione fisica ed emotiva
-Gelosia. in particolare se si instaura un rapporto romantico, se non si ha abbastanza fiducia nell'onesta' della persona e se non si e' sicuri dei suoi sentimenti il sospetto che possa essere seriamente interessata ad un approccio romantico (o sessuale) con qualcun'altro fa paura e fa stare male.
In generale se questo accade veramente ci si sente profondamente delusi e traditi se in un rapporto o ci si sente leggermente tristi ed esclusi se al di fuori da un rapporto.
-Esclusivita'. l'attrazione verso gli altri diminuisce drasticamente e l'interesse scompare
-e infine si prova il desiderio che il proprio amore, in ogni suo aspetto, sia corrisposto, cosa che si avverte come una necessita' quando si instaura un rapporto.

(la presenza di sentimenti di gelosia e di esclusività' mi hanno sempre portato ad instaurare rapporti esclusivi. immagino che la versione poliamorosa sia priva di uno o meglio entrambi questi aspetti, o perlomeno che siano meno determinanti)

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Valkyrie
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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Valkyrie »

wooooooooooooooh hai fatto uno studio davvero approfondito, complimenti:D:D c'è qualche "fase" che ti dispiace??? qualche "lato oscuro"??? la riesci a vivere in maniera serena???

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Edward
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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Edward »

Haderian, bel post!
Lo sto rileggendo cercando di capire se ho delle parti comuni o meno... molto interessante.

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Haderian
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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Haderian »

Valkyrie ha scritto:wooooooooooooooh hai fatto uno studio davvero approfondito, complimenti:D:D c'è qualche "fase" che ti dispiace??? qualche "lato oscuro"??? la riesci a vivere in maniera serena???
per me e' tutta una gran scocciatura, se potessi ne farei volentieri a meno.
comunque dipende da tante cose.
in particolare l'amore romantico puo' fare sentire in estasi ma puo' anche diventare un tormento se un rapporto non funziona.
bisogna imparare a gestirlo per evitare gli aspetti dannosi.

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Bianca
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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Bianca »

Hade, la tua analisi è precisa, dettagliata e rende l'idea.
Posso confermare tutto quello che c'è scritto, salvo piccole sottigliezze.
Sì, è così che succede.

Quickie
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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Quickie »

Davvero molto interessante. Avrei alcune domande. ^^
Nel tuo caso l'attrazione romantica è espressa verso gli uomini, se non ho capito male.
Supponiamo che tu conosca una donna anatomicamente uomo, quindi con disforia. Sapendo che questa persona, pur apparendo uomo, mentalmente è donna, avresti comunque interesse per lei?
La domanda è estesa a tutti, ovviamente, per esempio per Bianca che è etero rimarrebbe : Proveresti attrazione per una donna fisicamente uomo, sapendo che in realtà questa persona è donna e non uomo?
Oppure per un uomo etero: Proveresti attrazione romantica per un uomo nato in un corpo femminile, sapendo che questa persona è in realtà un uomo e non una donna come appare?
Il contrario a tuo parere sarebbe possibile? Ovvero, supponiamo che tu conosca un uomo che anatomicamente è donna, pensi che riusciresti a vedere oltre il corpo e avere una relazione con lui, anche se fisicamente è donna? Anche questa domanda è estesa a tutti ovviamente, con le ovvie modificazioni.
Chiedo questo per capire la rilevanza della componente fisica
Intanto grazie per questo bello scritto, tutto è espresso molto chiaramente e sto cercando di fare un confronto tra ciò che provi tu e ciò che provo io.

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Haderian
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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Haderian »

Grazie a te e a Valkyrie Edward e Bianca per i commenti ^^ mi fa piacere che la mia analisi risulti interessante.

Bellissima domanda. Vorrei poterti rispondere di si, in realta' non lo so con certezza perche' non mi e' mai capitato ma purtroppo penso di no. L'aspetto fisico e' troppo determinante per me, c'e' una soglia di attrazione fisica entro la quale la persona deve rientrare per forza. Infatti qui si tratta di una pulsione viscerale soggetta ad un orientamento che non si puo' controllare. La questione sarebbe diversa con un FtM che abbia per esempio iniziato la terapia ormonale, e non sarebbero cosi' determinanti seno e vagina che perquanto non mi suscitino attrazione quasi mai non sarebbero un problema. Parte dell'attrazione si basa sull'atteggiamento, il comportamento della persona ma questo solo secondariamente, cioe' prima di tutto e' necessaria l'attrazione fisica. L'innamoramento invece e' più forte. Non faccio fatica ad immaginare di continuare ad essere ugualmente innamorato e attratto da un maschio che per qualche ragione diventa fisicamente femmina o più femminile (genderfluid che decide di fare la transizione o sbalzi ormonali per esempio). L'innamoramento rimarrebbe invariato ma deve esere innescato prima. Questo vale per qualsiasi modificazione corporea eventuale della persona che amo, anche se diventasse un cervello in una teca per dire.

EDIT: mi sono accorto di aver letto male la tua domanda. Tu mi chiedevi se posso essere interessato ad una donna nel corpo di un uomo e non ad un uomo nel corpo di una donna. Anche in questo caso la tua domanda mi piace molto. Allora la risposta e' che inizialmente si potrei sicuramente essere attratto da lei, cioe' dal suo corpo se ha un aspetto che mi piace, ma conoscendola penso che la sua identita' femminile mi impedirebbe di concentrare su di lei la mia attrazione perche' per quanto l'aspetto fisico sia fondamentale non penso sia sufficiente. Magari si tratta pure di una donna attiva/dominante e con fare mascolino ma sapere che in realta' la sua essenza e' femminile mi bloccherebbe l'interesse

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Bianca
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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Bianca »

Ciao Had! Buona domenica!
Ho riletto tutto quello che hai scritto e i vari interventi...
Sai che hai fatto proprio una bella analisi?
Ci sono due cose che mi fanno sorridere..
Una, è quando tu dici che è tutta una gran scocciatura di cui faresti a meno.
L'altra è quando Qui commenta: davvero molto interessante.
Ma quando tu provi i sentimenti e le emozioni che hai descritto, non pensi che sei vivo?
Che fai parte dell'armonia in cui è inserito l'universo? Di quell'amore che muove il sole? (che non è facile da far muovere:))
Il commento di Qui, mi fa pensare che abbia scoperto una cosa completamente nuova, una cosa che per me è innata e che ha sempre caratterizzato la mia vita e i miei passi.

Mi viene da dire che è molto bello che ci sia questo luogo in cui, vengono fuori riflessioni interessanti, pacate e serene, dove la gente può esprimersi, imparare, sorridere.

PS: io non mi ritengo "iper" che mi suona come "eccessiva".
Penso di essere capace di amare nel tempo, con fedeltà ed equilibrio.
Qualcosa era innato, molto si è formato e consolidato nel tempo, soprattutto l'amare in modo generoso, nato da errori e sofferenze.
A volte penso anche che il mio modo di amare sia completamente al contrario di quello che gli uomini desiderano...
Molti preferiscono quella che li tiene sempre sulla corda, che fa girar l'anima in continuazione, che li costringe continuamente ad arrovellarsi ed inseguirla.
Non sono così e non riesco neppure a farlo per finta, perché la prima cosa che mi viene da pensare è: perché far soffrire una persona? Perché vederla morire per me? Dovrei esserne gratificata?
Detesto e non le ritengo neppure intelligenti, quelle che: te la do, te la do e poi non te la dà mai.
Questo non è il posto giusto e l'espressione è un po' volgare, ma rende l'idea.

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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Haderian »

Bianca grazie! Buona domenica anche a te ^_^
Grazie ho cercato di essere più preciso possibile ma rileggendo quello che ho scritto mi viene da aggiungere qualche dettaglio, ad esempio sulla parte empatica e affettiva che e' molto potente. Per rispondere alla tua domanda si l'innamoramento fa sentire vivo anche me, mi da una grande energia ma la controparte e' terribile e davvero pericolosa a livello emotivo. Appare il fatto che io per mia natura sento proprio il bisogno di un compagno e di innamorarmi e questo bisogno se a lungo andare non lo soddisfo mi fa stare male, mi fa sentire depresso e molto insoddisfatto e nient'altro puo' colmare questa insoddisfazione. Poi l'innamoramento rende tutto piu' rischioso, idealizzare la persona e' rischioso, osessionarsi e' rischioso, rischi di fare un sacco di sbagli nei tuoi e nei confronti dell'altra persona. C'e' la gelosia che e' un rischio, senti la mancanza della persona.. e se la perdi, diventa un inferno. Dopo la fine della mia prima relazione, ero stato tradito e l'ho lasciato, lo amavo ancora e ho sofferto moltissimo per un anno e mezzo. Non solo lui mi mancava, lo sognavo ogni notte, mi preoccupavo addirittura per lui.. spesso non riuscivo a dormire, piangevo non stop, mi abbuffavo o digiunavo, mi sentivo soffocare e morire. Un incubo. Un incubo che si e' ripetuto dopo la fine della seconda relazione in modo forse ancora più estenuante e logorante, cosa che dopo ti senti un morto che cammina.

Io mi ritengo iper nel senso che anch'io posso amare nel tempo con fedelta' ed equilibrio ma le sensazioni che provo si direbbero piu' forti. ovivamente sulla base di cio' che le persone dicono e da come si comportano quindi con tutti i limiti del caso nella comprensione. In piu' c'e' sto bisogno che molti romantici sentono meno forte.

In merito al modo di amare di cui parli anche io sono come te. Non mi piacerebbe affatto mostrare un interesse instabile e intermittente e non vorrei neppure che lo facesse l'altra persona. Detesto il gioco dell'io scappo tu mi rincorri e viceversa. E in più trovo inutile mettere in atto qualsiasi strategia, non ne vale la pena, sarebbe degradante anche se funzionasse. Penso che le persone che sono meno interessate a te se non metti in atto un comportamento del genere non siano veramente interessate a te o a qualcuno in generale ma ti usano come stimolo temporaneo.

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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Bianca »

Quando si vuole amare, non si possono fare tanti conti....
Bisogna un po' buttarsi e crederci.
Eventuali sofferenze, che possono anche essere fortissime, fanno parte del gioco e bisogna assumersene i rischi.
È difficile mettere in conto fin dall'inizio che l'altro può tradire, non amarti più, prendersi gioco di te.

Adesso che il dolore che hai vissuto, si è assopito, non pensi che i legami finiti male, ti abbiano comunque arricchito e fortificato?

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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Haderian »

No al contrario mi hanno indebolito e impoverito

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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Quickie »

Haderian ha scritto:Grazie a te e a Valkyrie Edward e Bianca per i commenti ^^ mi fa piacere che la mia analisi risulti interessante.

Bellissima domanda. Vorrei poterti rispondere di si, in realta' non lo so con certezza perche' non mi e' mai capitato ma purtroppo penso di no. L'aspetto fisico e' troppo determinante per me, c'e' una soglia di attrazione fisica entro la quale la persona deve rientrare per forza. Infatti qui si tratta di una pulsione viscerale soggetta ad un orientamento che non si puo' controllare. La questione sarebbe diversa con un FtM che abbia per esempio iniziato la terapia ormonale, e non sarebbero cosi' determinanti seno e vagina che perquanto non mi suscitino attrazione quasi mai non sarebbero un problema. Parte dell'attrazione si basa sull'atteggiamento, il comportamento della persona ma questo solo secondariamente, cioe' prima di tutto e' necessaria l'attrazione fisica. L'innamoramento invece e' più forte. Non faccio fatica ad immaginare di continuare ad essere ugualmente innamorato e attratto da un maschio che per qualche ragione diventa fisicamente femmina o più femminile (genderfluid che decide di fare la transizione o sbalzi ormonali per esempio). L'innamoramento rimarrebbe invariato ma deve esere innescato prima. Questo vale per qualsiasi modificazione corporea eventuale della persona che amo, anche se diventasse un cervello in una teca per dire.

EDIT: mi sono accorto di aver letto male la tua domanda. Tu mi chiedevi se posso essere interessato ad una donna nel corpo di un uomo e non ad un uomo nel corpo di una donna. Anche in questo caso la tua domanda mi piace molto. Allora la risposta e' che inizialmente si potrei sicuramente essere attratto da lei, cioe' dal suo corpo se ha un aspetto che mi piace, ma conoscendola penso che la sua identita' femminile mi impedirebbe di concentrare su di lei la mia attrazione perche' per quanto l'aspetto fisico sia fondamentale non penso sia sufficiente. Magari si tratta pure di una donna attiva/dominante e con fare mascolino ma sapere che in realta' la sua essenza e' femminile mi bloccherebbe l'interesse
Capisco. Quindi mi pare di capire che tu passi prima dall'attrazione romantica primaria e subito dopo quella secondaria, giusto? Inoltre senza che entrambe siano attivate (con una preponderanza della primaria) non scatta il meccanismo, se non ho capito male. Interessante, davvero.
Questo probabilmente (correggimi se sbaglio) è dovuto al fatto che è come dici tu una pulsione naturale innata con determinate regole, soggetta ad un orientamento, e tu ovviamente essendo omosessuale e omoromantico sarai attratto di conseguenza. Grazie della risposta.
Da ciò che ho capito inoltre vi è proprio un'attrazione di tipo fisico oltre che di genere, ovvero determinati stimoli causano una reazione conseguente, giusto?

Ora vediamo se ritrovo alcune delle cose che hai scritto in ciò che posso provare per un amico.
Allora, di tutto trovo alcune cose comuni, anche se poi le sensazioni connesse credo che siano molto diverse.

Il senso di euforia c'è nel mio caso ma in una forma diversa, non la definirei neanche euforia, per dire riesco a provarlo anche per un cane che conosco e che è mio amico, è davvero forte e però non provoca in me l'atmosfera da sogno di cui tu parli, piuttosto tende a far acuire i sensi, aumentare la prontezza dei riflessi e a gonfiare i muscoli, oltre che farmi ragionare piuttosto velocemente, credo quindi che siano endorfine + adrenalina piuttosto che endorfine + ossiticina (ma d'altronde le aree del cervello interessate sono diverse da quelle stimolate dall'amore romantico).
Per il secondo punto direi che in parte combacia, ovvero la persona a cui voglio bene tende a risultare molto speciale, soprattutto se ho un contatto con lui (telefonico, virtuale, reale, l'importante è che ci sia uno scambio). Tuttavia non vedo la persona ''luminosa'' rispetto alle altre, e soprattutto non tendo ad esaltare la sua unicità, piuttosto tendo a considerare la sua unicità e ad ammirarla.
Aumenta l'empatia: Si, direi proprio di si, molto, e tendo a stabilizzare nella mia mente il rapporto con quell'individuo (dico individuo perché potrebbe anche essere un animale) e considerarlo importante nella mia vita, come se ci fosse un legame. Tale legame è in genere eterno, ovvero posso non vedere o sentire quella persona per anni e anni, eppure il mio legame con lei resta forte come nell'ultima volta con cui ho avuto un contatto di qualunque tipo con essa. Credo che un esempio per questo possa essere quello dei cani o degli elefanti, i quali indipendentemente dal numero di volte in cui vedono una persona non se ne dimenticano e non sono soggetti ad indebolimento del legame. Infatti non sento la mancanza come magari la può sentire un romantico, la sento in modo diverso.
Quanto al fatto che il suo viso e il suo aspetto rimangono impresse nell'inconscio, insieme alle esperienze vissute e che questi elementi si legano ad emozioni di piacere e coinvolgimento emotivo direi che in un certo senso avviene, ma non credo che per te sia lo stesso che per me. Non è infatti il suo aspetto che desta in me qualcosa di particolare, quanto ciò che quella persona è per me..l'aspetto diventa soltanto una forma, ciò che mi rimane impresso è ciò che quella persona è e ciò che abbiamo fatto, i sentimenti d'amore che mi legano a lei e i suoi desideri e sogni, e queste cose diventano per sempre parte della mia vita, non è possibile in alcun modo cancellarle.
Senso di appartenenza: In un certo senso si, però non nel modo da te descritto. La tua (almeno questa è stata la mia impressione) sembra essere una sensazione molto fisica, ''carnale'' (carnale nel senso di molto pratica, concreta, quasi come una sensazione dettata dai sensi), nel mio caso invece è una cosa molto astratta (nel senso di non riconducibile ai sensi), mentale, ma allo stesso tempo altrettanto concreta, ovvero per usare il tuo esempio non è come se la persona (in generale l'individuo, uomo, cavallo, cane ecc nel mio caso) '' fosse un estensione del proprio corpo'' bensì come se facesse parte della mia anima..è un po' difficile da spiegare, in realtà ^^
Le parti in comune sono queste, che da quanto ho capito sono quelle diciamo più riconducibili al senso di ''amore'' che è alla base dell'amore romantico sia di quello non romantico. Le altre cose non mi appartengono, non fanno parte di ciò che provo.
Quanto all'attrazione no, questo non succede ma questo credo che sia legato appunto all'attrazione romantica che in me non c'è.
Idealizzazione: No, questo non accade, credo che infatti questo sia tipico dell'attrazione romantica.
Ossessione: No, assolutamente. Piuttosto l'individuo diventa parte del mio modo di pensare, che ci pensi o meno. Non diventa il centro del mio mondo ma piuttosto il mio mondo, parte integrante del mio modo di essere e di ciò che ho.
Desiderio di intimità: Connessione fisica direi di no, nella maniera più assoluta, però dipende cosa intendi per intimità. Nel mio caso diventando l'individuo parte integrante della mia vita, desidero imparare da lui, confrontarmi, avere una connessione mentale ed ''affettiva'' molto forte. L'eventuale componente fisica sarebbe manifestazione di amore fraterno, e comunque verrebbe dall'altro perché personalmente il mio rispetto assoluto per quella persona molto difficilmente mi permetterebbe di scambiare con lui effusioni come baci, abbracci, ecc.. perché avrei paura di invadere la sua persona e di arrecargli fastidio.
Gelosia: No, mai. Non ce ne sarebbe motivo
Esclusività: No, con tutti ho un rapporto esclusivo. E' difficile da spiegare, posso dire che con ognuno ho sensazioni diverse e provo cose diverse, se dovessi per esempio dire ''i miei amici'' non mi viene da dire ''i miei amici'' ma Alessandro, Silvia, Chiara, Giuliano ecc...anche se poi ovviamente dico '' i miei amici'' per ovvie ragioni.

Per favore, non prendetemi in giro >.< So di essere sdolcinato in maniera assurda, ma non posso farci nulla. Probabilmente sono la versione aromantica di Bianca ^^(non dico che tu sia sdolcinata, ma solo che ami in una maniera estremamente profonda, tu in un modo io in un altro)

Queste sono dunque i miei confronti tra ciò che hai scritto e ciò che posso provare, ci sarebbero moltissime cose da dire, in luogo delle cose che hai scritto tu e che costituiscono la differenza tra il tuo modo di amare un compagno e il mio modo di amare un individuo a cui voglio bene, cose molto difficili da spiegare perché pur razionali estremamente istintive e spontanee che rendono il mio concetto di amore non romantico molto particolare, sensazioni indescrivibili e sentimenti estremamente intimi, ma per questo dovrei fare delle attente riflessioni perché è tutto appunto molto istintivo, e quindi devo ragionare per trovare il modo di porlo a parole, cosa molto difficile.
Anche perché pure dal punto di vista linguistico è difficile. Per identificare l'amore veicolato dall'attrazione romantica puoi dire ''amore romantico'', per indicare un amore diverso da quello romantico non c'è una parola in italiano (quello romantico è il più tipico, in genere), potrei dire solo amore ma in base a come uno lo intende potrebbe risultare fuorviante o ambiguo.
Potrei forse usare la parola greca Agape, ma non tutti capirebbero e soprattutto sarebbe probabilmente riduttivo da un punto di vista qualitativo.
Bianca ha scritto:Ciao Had! Buona domenica!
Ho riletto tutto quello che hai scritto e i vari interventi...
Sai che hai fatto proprio una bella analisi?
Ci sono due cose che mi fanno sorridere..
Una, è quando tu dici che è tutta una gran scocciatura di cui faresti a meno.
L'altra è quando Qui commenta: davvero molto interessante.
Ma quando tu provi i sentimenti e le emozioni che hai descritto, non pensi che sei vivo?
Che fai parte dell'armonia in cui è inserito l'universo? Di quell'amore che muove il sole? (che non è facile da far muovere:))
Il commento di Qui, mi fa pensare che abbia scoperto una cosa completamente nuova, una cosa che per me è innata e che ha sempre caratterizzato la mia vita e i miei passi.

Mi viene da dire che è molto bello che ci sia questo luogo in cui, vengono fuori riflessioni interessanti, pacate e serene, dove la gente può esprimersi, imparare, sorridere.

PS: io non mi ritengo "iper" che mi suona come "eccessiva".
Penso di essere capace di amare nel tempo, con fedeltà ed equilibrio.
Qualcosa era innato, molto si è formato e consolidato nel tempo, soprattutto l'amare in modo generoso, nato da errori e sofferenze.
A volte penso anche che il mio modo di amare sia completamente al contrario di quello che gli uomini desiderano...
Molti preferiscono quella che li tiene sempre sulla corda, che fa girar l'anima in continuazione, che li costringe continuamente ad arrovellarsi ed inseguirla.
Non sono così e non riesco neppure a farlo per finta, perché la prima cosa che mi viene da pensare è: perché far soffrire una persona? Perché vederla morire per me? Dovrei esserne gratificata?
Detesto e non le ritengo neppure intelligenti, quelle che: te la do, te la do e poi non te la dà mai.
Questo non è il posto giusto e l'espressione è un po' volgare, ma rende l'idea.
Ma infatti Bianca è innata, come anche l'attrazione sessuale, solo che in me innatamente non c'è, esattamente come in un asessuale (come me, d'altronde) innatamente non c'è l'attrazione sessuale. E' per questo che per me è qualcosa di non naturale e quindi oggetto per me di ragionamento
Ho trovato questo molto interessante perché appunto spiega molto bene cosa può provare un romantico, ed è bello poter imparare ciò che qualcuno con natura e caratteristiche diverse dalle tue può provare, ed è interessante vedere i punti in comune e fare confronti, perché alla fine sempre di amore si tratta, solo di amore non romantico.
Anche il mio modo di amare è innato, ha caratterizzato il mio modo di condurmi e la mia vita fin da quando ero piccolo. Sapevo bene di essere diverso, c'era qualcosa nel mio cervello che era diversa, nel mio modo di vedere, nel mio modo di comportarmi.
Vedevo le persone, miei compagni, baciarsi o farsi coccole in maniera attrattiva, e guardandoli non capivo. Non è che non capivo i gesti, quelli erano perfettamente comprensibili e potevo averli anch'io con le persone a cui voglio bene, anche se in modo diverso, ciò che non capivo era proprio questa pulsione naturale, l'attrazione romanica, che in me non esiste. Vedevo l'amore tra le due persone e capivo che era pari a ciò che provavo io per le persone a cui voglio bene, ma non aveva la stessa forma.
Amavo gli animali come le persone, senza distinzione, mi era ed è estraneo il concetto maschio/femmina, e soprattutto non avevo ovviamente attrazione per nessuno.
Con le ragazze mi trovavo in genere molto bene ma non perché fossi io a fare la differenza, erano loro a vedermi diverso dagli altri, forse appunto perché ragionando molto diversamente da un ragazzo sessuale romantico, attirato da esse, mi vedevano fisicamente maschio ma contemporaneamente in modo particolare come amico, mentre i ragazzi non capivano il mio modo di vedere e di percepire. Cose che per loro erano scontate per me non avevano alcun senso, mi davano il ribrezzo, non perché fossero sbagliate, ma perché non facenti parte della mia natura. Credo che in questo sia responsabile anche il mio essere agender, dato che di solito la gente, da quanto ho capito, ragiona in termini di maschio-femmina.
Non so cosa possano provare gli altri e non provo i meccanismi che spingono due o più persone ad amarsi in un certo modo, per questo il messaggio di Hade è per me istruttivo, ma posso solo sapere che il mio modo di amare, non romantico, non attrattivo, fatto di fedeltà assoluta, disponibilità, profondissimo rispetto, immutabilità e dal donare se stessi alla persona a cui vuoi bene, in tutto e per tutto, senza se e senza ma fino al sacrificio, è puro e forte come quello di un romantico, e sebbene abbia diversi meccanismi e regole è pur sempre amore.

Oltre questo una delle cose che ho notato più differente è appunto l'attrazione, voglio dire, se una persona è innamorata spesso trova estremamente pesante stare lontano dalla persona amata (poi dipende perché varia da persona a persona), nel mio caso invece no. Questo perché appunto seguono regole diverse e non avendo il bisogno ''carnale'' (sempre nel significato di ''legato anche ai sensi'') non sento la mancanza fisica. Certo, poi il fatto di non poter nemmeno chiamare (come nel mio caso, dato che è quasi un anno che non ho potuto chiamare nessuno a causa di problemi alla voce) mi fa sentire la mancanza mentale, ma appunto portando dentro di me l'individuo e sapendo che esso c'è, anche se lontano, fa si che pur non potendo avere uno scambio con lui non mi mancherà (mi mancherà appunto avere uno scambio con lui, non lui stesso.)
Hade, entro domani apro la discussione di cui parlavamo, questo argomento è molto interessante!
Haderian ha scritto:Bianca grazie! Buona domenica anche a te ^_^
Grazie ho cercato di essere più preciso possibile ma rileggendo quello che ho scritto mi viene da aggiungere qualche dettaglio, ad esempio sulla parte empatica e affettiva che e' molto potente. Per rispondere alla tua domanda si l'innamoramento fa sentire vivo anche me, mi da una grande energia ma la controparte e' terribile e davvero pericolosa a livello emotivo. Appare il fatto che io per mia natura sento proprio il bisogno di un compagno e di innamorarmi e questo bisogno se a lungo andare non lo soddisfo mi fa stare male, mi fa sentire depresso e molto insoddisfatto e nient'altro puo' colmare questa insoddisfazione. Poi l'innamoramento rende tutto piu' rischioso, idealizzare la persona e' rischioso, osessionarsi e' rischioso, rischi di fare un sacco di sbagli nei tuoi e nei confronti dell'altra persona. C'e' la gelosia che e' un rischio, senti la mancanza della persona.. e se la perdi, diventa un inferno. Dopo la fine della mia prima relazione, ero stato tradito e l'ho lasciato, lo amavo ancora e ho sofferto moltissimo per un anno e mezzo. Non solo lui mi mancava, lo sognavo ogni notte, mi preoccupavo addirittura per lui.. spesso non riuscivo a dormire, piangevo non stop, mi abbuffavo o digiunavo, mi sentivo soffocare e morire. Un incubo. Un incubo che si e' ripetuto dopo la fine della seconda relazione in modo forse ancora più estenuante e logorante, cosa che dopo ti senti un morto che cammina.

Io mi ritengo iper nel senso che anch'io posso amare nel tempo con fedelta' ed equilibrio ma le sensazioni che provo si direbbero piu' forti. ovivamente sulla base di cio' che le persone dicono e da come si comportano quindi con tutti i limiti del caso nella comprensione. In piu' c'e' sto bisogno che molti romantici sentono meno forte.

In merito al modo di amare di cui parli anche io sono come te. Non mi piacerebbe affatto mostrare un interesse instabile e intermittente e non vorrei neppure che lo facesse l'altra persona. Detesto il gioco dell'io scappo tu mi rincorri e viceversa. E in più trovo inutile mettere in atto qualsiasi strategia, non ne vale la pena, sarebbe degradante anche se funzionasse. Penso che le persone che sono meno interessate a te se non metti in atto un comportamento del genere non siano veramente interessate a te o a qualcuno in generale ma ti usano come stimolo temporaneo.
Cavolo, mi dispiace, davvero.. Posso capire ciò che provi, ma come dice Bianca l'importante sono i sentimenti che si hanno per la persona che ami, se veramente la ami e vuoi condividere la tua vita con lei. Il resto, qualunque cosa succeda, va affrontato, sapendo di aver vissuto in maniera corretta, senza essersi comprati male o aver fatto qualcosa che possa aver ferito l'altro. Sapendo di amarlo. Poi vada come vada.
Posso capirti, poco tempo fa persi una persona a me molto cara, mio fratello, anche se sono figlio unico. Ciò che c'era tra di noi era indescrivibile, lo amavo con tutto me stesso e sebbene non in sia in alcun modo dispiaciuto per la sua morte (non ha per me un significato negativo, quando seppi della sua morte risposi ''Ok''e lo stesso direi per mia madre o mio padre qualora morissero) mi mancano i momenti assieme, il modo in cui parlavamo, il capire l'uno i pensieri dell'altro e lo stare al telefono a parlare, per ore ed ore. Era ed è una persona speciale, e nonostante lui non sia più qui ciò che provo per lui non cambierà mai.
Ultima modifica di Quickie il dom set 27, 2015 7:26 pm, modificato 2 volte in totale.

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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Bianca »

Forse perché tu non hai voluto farne tesoro?
Hai preferito sviluppare rabbia e rancore?
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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Quickie »

Haderian ha scritto:No al contrario mi hanno indebolito e impoverito
Non posso dirti come andare avanti, ma sappi che tutto ciò che ci succede ci porta delle esperienze, la cosa importante e non farsi condizionare negativamente da ciò che che accade (soprattutto se tu non avevi alcuna colpa nella chiusura della relazione), allontanare tutti gli effetti negativi ed andare avanti.

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Re: Cosa puo' provare un iper-romantico

Messaggio da Quickie »

Quickie ha scritto:
Haderian ha scritto:Grazie a te e a Valkyrie Edward e Bianca per i commenti ^^ mi fa piacere che la mia analisi risulti interessante.

Bellissima domanda. Vorrei poterti rispondere di si, in realta' non lo so con certezza perche' non mi e' mai capitato ma purtroppo penso di no. L'aspetto fisico e' troppo determinante per me, c'e' una soglia di attrazione fisica entro la quale la persona deve rientrare per forza. Infatti qui si tratta di una pulsione viscerale soggetta ad un orientamento che non si puo' controllare. La questione sarebbe diversa con un FtM che abbia per esempio iniziato la terapia ormonale, e non sarebbero cosi' determinanti seno e vagina che perquanto non mi suscitino attrazione quasi mai non sarebbero un problema. Parte dell'attrazione si basa sull'atteggiamento, il comportamento della persona ma questo solo secondariamente, cioe' prima di tutto e' necessaria l'attrazione fisica. L'innamoramento invece e' più forte. Non faccio fatica ad immaginare di continuare ad essere ugualmente innamorato e attratto da un maschio che per qualche ragione diventa fisicamente femmina o più femminile (genderfluid che decide di fare la transizione o sbalzi ormonali per esempio). L'innamoramento rimarrebbe invariato ma deve esere innescato prima. Questo vale per qualsiasi modificazione corporea eventuale della persona che amo, anche se diventasse un cervello in una teca per dire.

EDIT: mi sono accorto di aver letto male la tua domanda. Tu mi chiedevi se posso essere interessato ad una donna nel corpo di un uomo e non ad un uomo nel corpo di una donna. Anche in questo caso la tua domanda mi piace molto. Allora la risposta e' che inizialmente si potrei sicuramente essere attratto da lei, cioe' dal suo corpo se ha un aspetto che mi piace, ma conoscendola penso che la sua identita' femminile mi impedirebbe di concentrare su di lei la mia attrazione perche' per quanto l'aspetto fisico sia fondamentale non penso sia sufficiente. Magari si tratta pure di una donna attiva/dominante e con fare mascolino ma sapere che in realta' la sua essenza e' femminile mi bloccherebbe l'interesse
Capisco. Quindi mi pare di capire che tu passi prima dall'attrazione romantica primaria e subito dopo quella secondaria, giusto? Inoltre senza che entrambe siano attivate (con una preponderanza della primaria) non scatta il meccanismo, se non ho capito male. Interessante, davvero.
Questo probabilmente (correggimi se sbaglio) è dovuto al fatto che è come dici tu una pulsione naturale innata con determinate regole, soggetta ad un orientamento, e tu ovviamente essendo omosessuale e omoromantico sarai attratto di conseguenza. Grazie della risposta.
Da ciò che ho capito inoltre vi è proprio un'attrazione di tipo fisico oltre che di genere, ovvero determinati stimoli causano una reazione conseguente, giusto?

Ora vediamo se ritrovo alcune delle cose che hai scritto in ciò che posso provare per un amico.
Allora, di tutto trovo alcune cose comuni, anche se poi le sensazioni connesse credo che siano molto diverse.

Il senso di euforiac'è nel mio caso ma in una forma diversa, non la definirei neanche euforia, per dire riesco a provarlo anche per un cane che conosco e che è mio amico, è davvero forte e però non provoca in me l'atmosfera da sogno di cui tu parli, piuttosto tende a far acuire i sensi, aumentare la prontezza dei riflessi e a gonfiare i muscoli, oltre che farmi ragionare piuttosto velocemente, credo quindi che siano endorfine + adrenalina piuttosto che endorfine + ossiticina (ma d'altronde le aree del cervello interessate sono diverse da quelle stimolate dall'amore romantico).
Per il secondo punto direi che in parte combacia, ovvero la persona a cui voglio bene tende a risultare molto speciale, soprattutto se ho un contatto con lui (telefonico, virtuale, reale, l'importante è che ci sia uno scambio). Tuttavia non vedo la persona ''luminosa'' rispetto alle altre, e soprattutto non tendo ad esaltare la sua unicità, piuttosto tendo a considerare la sua unicità e ad ammirarla.
Aumenta l'empatia: Si, direi proprio di si, molto, e tendo a stabilizzare nella mia mente il rapporto con quell'individuo (dico individuo perché potrebbe anche essere un animale) e considerarlo importante nella mia vita, come se ci fosse un legame. Tale legame è in genere eterno, ovvero posso non vedere o sentire quella persona per anni e anni, eppure il mio legame con lei resta forte come nell'ultima volta con cui ho avuto un contatto di qualunque tipo con essa. Credo che un esempio per questo possa essere quello dei cani o degli elefanti, i quali indipendentemente dal numero di volte in cui vedono una persona non se ne dimenticano e non sono soggetti ad indebolimento del legame. Infatti non sento la mancanza come magari la può sentire un romantico, la sento in modo diverso.
Quanto al fatto che il suo viso e il suo aspetto rimangono impresse nell'inconscio, insieme alle esperienze vissute e che questi elementi si legano ad emozioni di piacere e coinvolgimento emotivo direi che in un certo senso avviene, ma non credo che per te sia lo stesso che per me. Non è infatti il suo aspetto che desta in me qualcosa di particolare, quanto ciò che quella persona è per me..l'aspetto diventa soltanto una forma, ciò che mi rimane impresso è ciò che quella persona è e ciò che abbiamo fatto, i sentimenti d'amore che mi legano a lei e i suoi desideri e sogni, e queste cose diventano per sempre parte della mia vita, non è possibile in alcun modo cancellarle.
Senso di appartenenza: In un certo senso si, però non nel modo da te descritto. La tua (almeno questa è stata la mia impressione) sembra essere una sensazione molto fisica, ''carnale'' (carnale nel senso di molto pratica, concreta, quasi come una sensazione dettata dai sensi), nel mio caso invece è una cosa molto astratta (nel senso di non riconducibile ai sensi), mentale, ma allo stesso tempo altrettanto concreta, ovvero per usare il tuo esempio non è come se la persona (in generale l'individuo, uomo, cavallo, cane ecc nel mio caso) '' fosse un estensione del proprio corpo'' bensì come se facesse parte della mia anima..è un po' difficile da spiegare, in realtà ^^
Le parti in comune sono queste, che da quanto ho capito sono quelle diciamo più riconducibili al senso di ''amore'' che è alla base dell'amore romantico sia di quello non romantico. Le altre cose non mi appartengono, non fanno parte di ciò che provo.
Quanto all'attrazione no, questo non succede ma questo credo che sia legato appunto all'attrazione romantica che in me non c'è.
Idealizzazione: No, questo non accade, credo che infatti questo sia tipico dell'attrazione romantica.
Ossessione: No, assolutamente. Piuttosto l'individuo diventa parte del mio modo di pensare, che ci pensi o meno. Non diventa il centro del mio mondo ma piuttosto il mio mondo, parte integrante del mio modo di essere e di ciò che ho.
Desiderio di intimità: Connessione fisica direi di no, nella maniera più assoluta, però dipende cosa intendi per intimità. Nel mio caso diventando l'individuo parte integrante della mia vita, desidero imparare da lui, confrontarmi, avere una connessione mentale ed ''affettiva'' molto forte. L'eventuale componente fisica sarebbe manifestazione di amore fraterno, e comunque verrebbe dall'altro perché personalmente il mio rispetto assoluto per quella persona molto difficilmente mi permetterebbe di scambiare con lui effusioni come baci, abbracci, ecc.. perché avrei paura di invadere la sua persona e di arrecargli fastidio.
Gelosia: No, mai. Non ce ne sarebbe motivo
Esclusività: No, con tutti ho un rapporto esclusivo. E' difficile da spiegare, posso dire che con ognuno ho sensazioni diverse e provo cose diverse, se dovessi per esempio dire ''i miei amici'' non mi viene da dire ''i miei amici'' ma Alessandro, Silvia, Chiara, Giuliano ecc...anche se poi ovviamente dico '' i miei amici'' per ovvie ragioni.

Per favore, non prendetemi in giro >.< So di essere sdolcinato in maniera assurda, ma non posso farci nulla. Probabilmente sono la versione aromantica di Bianca ^^(non dico che tu sia sdolcinata, ma solo che ami in una maniera estremamente profonda, tu in un modo io in un altro)

Queste sono dunque i miei confronti tra ciò che hai scritto e ciò che posso provare, ci sarebbero moltissime cose da dire, in luogo delle cose che hai scritto tu e che costituiscono la differenza tra il tuo modo di amare un compagno e il mio modo di amare un individuo a cui voglio bene, cose molto difficili da spiegare perché pur razionali estremamente istintive e spontanee che rendono il mio concetto di amore non romantico molto particolare, sensazioni indescrivibili e sentimenti estremamente intimi, ma per questo dovrei fare delle attente riflessioni perché è tutto appunto molto istintivo, e quindi devo ragionare per trovare il modo di porlo a parole, cosa molto difficile.
Anche perché pure dal punto di vista linguistico è difficile. Per identificare l'amore veicolato dall'attrazione romantica puoi dire ''amore romantico'', per indicare un amore diverso da quello romantico non c'è una parola in italiano (quello romantico è il più tipico, in genere), potrei dire solo amore ma in base a come uno lo intende potrebbe risultare fuorviante o ambiguo.
Potrei forse usare la parola greca Agape, ma non tutti capirebbero e soprattutto sarebbe probabilmente riduttivo da un punto di vista qualitativo.
Bianca ha scritto:Ciao Had! Buona domenica!
Ho riletto tutto quello che hai scritto e i vari interventi...
Sai che hai fatto proprio una bella analisi?
Ci sono due cose che mi fanno sorridere..
Una, è quando tu dici che è tutta una gran scocciatura di cui faresti a meno.
L'altra è quando Qui commenta: davvero molto interessante.
Ma quando tu provi i sentimenti e le emozioni che hai descritto, non pensi che sei vivo?
Che fai parte dell'armonia in cui è inserito l'universo? Di quell'amore che muove il sole? (che non è facile da far muovere:))
Il commento di Qui, mi fa pensare che abbia scoperto una cosa completamente nuova, una cosa che per me è innata e che ha sempre caratterizzato la mia vita e i miei passi.

Mi viene da dire che è molto bello che ci sia questo luogo in cui, vengono fuori riflessioni interessanti, pacate e serene, dove la gente può esprimersi, imparare, sorridere.

PS: io non mi ritengo "iper" che mi suona come "eccessiva".
Penso di essere capace di amare nel tempo, con fedeltà ed equilibrio.
Qualcosa era innato, molto si è formato e consolidato nel tempo, soprattutto l'amare in modo generoso, nato da errori e sofferenze.
A volte penso anche che il mio modo di amare sia completamente al contrario di quello che gli uomini desiderano...
Molti preferiscono quella che li tiene sempre sulla corda, che fa girar l'anima in continuazione, che li costringe continuamente ad arrovellarsi ed inseguirla.
Non sono così e non riesco neppure a farlo per finta, perché la prima cosa che mi viene da pensare è: perché far soffrire una persona? Perché vederla morire per me? Dovrei esserne gratificata?
Detesto e non le ritengo neppure intelligenti, quelle che: te la do, te la do e poi non te la dà mai.
Questo non è il posto giusto e l'espressione è un po' volgare, ma rende l'idea.
Ma infatti Bianca è innata, come anche l'attrazione sessuale, solo che in me innatamente non c'è, esattamente come in un asessuale (come me, d'altronde) innatamente non c'è l'attrazione sessuale. E' per questo che per me è qualcosa di non naturale e quindi oggetto per me di ragionamento
Ho trovato questo molto interessante perché appunto spiega molto bene cosa può provare un romantico, ed è bello poter imparare ciò che qualcuno con natura e caratteristiche diverse dalle tue può provare, ed è interessante vedere i punti in comune e fare confronti, perché alla fine sempre di amore si tratta, solo di amore non romantico.
Anche il mio modo di amare è innato, ha caratterizzato il mio modo di condurmi e la mia vita fin da quando ero piccolo. Sapevo bene di essere diverso, c'era qualcosa nel mio cervello che era diversa, nel mio modo di vedere, nel mio modo di comportarmi.
Vedevo le persone, miei compagni, baciarsi o farsi coccole in maniera attrattiva, e guardandoli non capivo. Non è che non capivo i gesti, quelli erano perfettamente comprensibili e potevo averli anch'io con le persone a cui voglio bene, anche se in modo diverso, ciò che non capivo era proprio questa pulsione naturale, l'attrazione romanica, che in me non esiste. Vedevo l'amore tra le due persone e capivo che era pari a ciò che provavo io per le persone a cui voglio bene, ma non aveva la stessa forma.
Amavo gli animali come le persone, senza distinzione, mi era ed è estraneo il concetto maschio/femmina, e soprattutto non avevo ovviamente attrazione per nessuno.
Con le ragazze mi trovavo in genere molto bene ma non perché fossi io a fare la differenza, erano loro a vedermi diverso dagli altri, forse appunto perché ragionando molto diversamente da un ragazzo sessuale romantico, attirato da esse, mi vedevano fisicamente maschio ma contemporaneamente in modo particolare come amico, mentre i ragazzi non capivano il mio modo di vedere e di percepire. Cose che per loro erano scontate per me non avevano alcun senso, mi davano il ribrezzo, non perché fossero sbagliate, ma perché non facenti parte della mia natura. Credo che in questo sia responsabile anche il mio essere agender, dato che di solito la gente, da quanto ho capito, ragiona in termini di maschio-femmina.
Non so cosa possano provare gli altri e non provo i meccanismi che spingono due o più persone ad amarsi in un certo modo, per questo il messaggio di Hade è per me istruttivo, ma posso solo sapere che il mio modo di amare, non romantico, non attrattivo, fatto di fedeltà assoluta, disponibilità, profondissimo rispetto, immutabilità e dal donare se stessi alla persona a cui vuoi bene, in tutto e per tutto, senza se e senza ma fino al sacrificio, è puro e forte come quello di un romantico, e sebbene abbia diversi meccanismi e regole è pur sempre amore.

Oltre questo una delle cose che ho notato più differente è appunto l'attrazione, voglio dire, se una persona è innamorata spesso trova estremamente pesante stare lontano dalla persona amata (poi dipende perché varia da persona a persona), nel mio caso invece no. Questo perché appunto seguono regole diverse e non avendo il bisogno ''carnale'' (sempre nel significato di ''legato anche ai sensi'') non sento la mancanza fisica. Certo, poi il fatto di non poter nemmeno chiamare (come nel mio caso, dato che è quasi un anno che non ho potuto chiamare nessuno a causa di problemi alla voce) mi fa sentire la mancanza mentale, ma appunto portando dentro di me l'individuo e sapendo che esso c'è, anche se lontano, fa si che pur non potendo avere uno scambio con lui non mi mancherà (mi mancherà appunto avere uno scambio con lui, non lui stesso.)
Hade, entro domani apro la discussione di cui parlavamo, questo argomento è molto interessante!
Haderian ha scritto:Bianca grazie! Buona domenica anche a te ^_^
Grazie ho cercato di essere più preciso possibile ma rileggendo quello che ho scritto mi viene da aggiungere qualche dettaglio, ad esempio sulla parte empatica e affettiva che e' molto potente. Per rispondere alla tua domanda si l'innamoramento fa sentire vivo anche me, mi da una grande energia ma la controparte e' terribile e davvero pericolosa a livello emotivo. Appare il fatto che io per mia natura sento proprio il bisogno di un compagno e di innamorarmi e questo bisogno se a lungo andare non lo soddisfo mi fa stare male, mi fa sentire depresso e molto insoddisfatto e nient'altro puo' colmare questa insoddisfazione. Poi l'innamoramento rende tutto piu' rischioso, idealizzare la persona e' rischioso, osessionarsi e' rischioso, rischi di fare un sacco di sbagli nei tuoi e nei confronti dell'altra persona. C'e' la gelosia che e' un rischio, senti la mancanza della persona.. e se la perdi, diventa un inferno. Dopo la fine della mia prima relazione, ero stato tradito e l'ho lasciato, lo amavo ancora e ho sofferto moltissimo per un anno e mezzo. Non solo lui mi mancava, lo sognavo ogni notte, mi preoccupavo addirittura per lui.. spesso non riuscivo a dormire, piangevo non stop, mi abbuffavo o digiunavo, mi sentivo soffocare e morire. Un incubo. Un incubo che si e' ripetuto dopo la fine della seconda relazione in modo forse ancora più estenuante e logorante, cosa che dopo ti senti un morto che cammina.

Io mi ritengo iper nel senso che anch'io posso amare nel tempo con fedelta' ed equilibrio ma le sensazioni che provo si direbbero piu' forti. ovivamente sulla base di cio' che le persone dicono e da come si comportano quindi con tutti i limiti del caso nella comprensione. In piu' c'e' sto bisogno che molti romantici sentono meno forte.

In merito al modo di amare di cui parli anche io sono come te. Non mi piacerebbe affatto mostrare un interesse instabile e intermittente e non vorrei neppure che lo facesse l'altra persona. Detesto il gioco dell'io scappo tu mi rincorri e viceversa. E in più trovo inutile mettere in atto qualsiasi strategia, non ne vale la pena, sarebbe degradante anche se funzionasse. Penso che le persone che sono meno interessate a te se non metti in atto un comportamento del genere non siano veramente interessate a te o a qualcuno in generale ma ti usano come stimolo temporaneo.
Cavolo, mi dispiace, davvero.. Posso capire ciò che provi, ma come dice Bianca l'importante sono i sentimenti che si hanno per la persona che ami, se veramente la ami e vuoi condividere la tua vita con lei. Il resto, qualunque cosa succeda, va affrontato, sapendo di aver vissuto in maniera corretta, senza essersi comprati male o aver fatto qualcosa che possa aver ferito l'altro. Sapendo di amarlo. Poi vada come vada.
Posso capirti, poco tempo fa persi una persona a me molto cara, mio fratello, anche se sono figlio unico. Ciò che c'era tra di noi era indescrivibile, lo amavo con tutto me stesso e sebbene non in sia in alcun modo dispiaciuto per la sua morte (non ha per me un significato negativo, quando seppi della sua morte risposi ''Ok''e lo stesso direi per mia madre o mio padre qualora morissero) mi mancano i momenti assieme, il modo in cui parlavamo, il capire l'uno i pensieri dell'altro e lo stare al telefono a parlare, per ore ed ore. Era ed è una persona speciale, e nonostante lui non sia più qui ciò che provo per lui non cambierà mai.

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