Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

La sezione dedicata all'attrazione romantica e all'aromanticismo.
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Celeste
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Re: Riflessione sul lithromanticismo

Messaggio da Celeste »

Fino a poco tempo fa la pensavo esattamente come te. Da un certo punto di vista, lo penso ancora.
Le mie poche esperienze "sentimentali" (perchè tocca anche essere sinceri, non ho poi neanche fatto così tanti tentativi!) hanno sempre avuto svolgimento ed epilogo fallimentari. Anch'io non mi sento alla ricerca di altri "esperimenti", non credo di sentirne un bisogno interiore reale.

Quindi, come dire... Il rifletterci adesso non è finalizzato a un "riuscire meglio la prossima volta", è più che altro far luce su aspetti di me che fino a pochissimo fa ignoravo.
Non riuscivo sinceramente a capire quale fosse il punto in cui mi incagliavo, dove cavolo fosse il gradino su cui mi inciampavo ogni volta, in generale a capire come mai non riuscissi a relazionarmi a un'altra persona come vedevo fare agli altri.
Ora non posso dire che tutto di me mi sia chiaro, ma comincio a capire perchè "non funzionava" mai.

Prima brancolavo nella nebbia, non capivo le richieste e le aspettative dell'altro e sinceramente non capivo neanche le mie.
Tu dirai che non cambia nulla, se starnutisci e ti cola il naso che tu sappia o no che si chiama "raffreddore" il risultato resta lo stesso (mi scuso per il paragone con un malanno, non è il massimo ma mi serve a rendere l'idea!)
Qualcuno dirà anche che, sapendolo, il risultato invece potrebbe cambiare, perchè in una futura occasione l'essere consapevoli di sè e la possibilità di parlare chiaro possono migliorare le cose, o perlomeno evitare una caduta così disastrosa. Ma non è questo il mio primo obiettivo, davvero.

Il mio orientamento non prevede che senta il bisogno di una relazione romantica, quindi so che non me la andrò a cercare.
Ma credimi, davvero mi sento più leggera a poter dare un nome e un cognome a quella sensazione nebulosa di sconforto che finiva sempre col tradursi nella domanda peggiore, ovvero "cos'ho che non va?".
Non ho nulla che non va, e non c'è nessun problema se sto bene così, e sono contenta anche di essermi fatta per anni quella domanda sbagliata, perchè in qualche modo (per vie contorte) mi ha portato a capire qualcosa di come sono :)
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Bakeneko »

Ho modificato il titolo del topic, perché in definitiva la mia riflessione era proprio centrata su vari tipi di relazione che un lithromantico può intraprendere.
SilverKitsune ha scritto: A mio parere quel che conta non è tanto il tipo di sentimento quanto l'intensità, se due persone si vogliono bene e sono d'accordo sui termini e le condizioni del loro rapporto va tutto bene ;)
Quoto! Il problema è proprio trovarla una persona che sia d'accordo con i termini e le condizioni di un rapporto del genere. Ogni volta che scopro qualcosa di nuovo di me, ho come l'impressione che la % di persone compatibili cali drasticamente. :?
Celeste ha scritto: Non riuscivo sinceramente a capire quale fosse il punto in cui mi incagliavo, dove cavolo fosse il gradino su cui mi inciampavo ogni volta, in generale a capire come mai non riuscissi a relazionarmi a un'altra persona come vedevo fare agli altri.
Ora non posso dire che tutto di me mi sia chiaro, ma comincio a capire perchè "non funzionava" mai.

Prima brancolavo nella nebbia, non capivo le richieste e le aspettative dell'altro e sinceramente non capivo neanche le mie.
Tu dirai che non cambia nulla, se starnutisci e ti cola il naso che tu sappia o no che si chiama "raffreddore" il risultato resta lo stesso (mi scuso per il paragone con un malanno, non è il massimo ma mi serve a rendere l'idea!)
Qualcuno dirà anche che, sapendolo, il risultato invece potrebbe cambiare, perchè in una futura occasione l'essere consapevoli di sè e la possibilità di parlare chiaro possono migliorare le cose, o perlomeno evitare una caduta così disastrosa. Ma non è questo il mio primo obiettivo, davvero.
Questi passaggi esprimo benissimo quello che è anche il mio pensiero. :)
A tal proposito mi è tornata in mente la storia con il ragazzo che mi ha involontariamente fatto trovare questo forum: in sostanza è finito tutto ancora prima di iniziare, perché lui cercava troppo contatto fisico che io non sentivo necessario. Ripensandoci era ovvio che lui cercasse una relazione di tipo romantico. Io agivo secondo quello che sentivo di fare e non comprendevo che cosa si aspettasse di più da me, perché io sentivo di dimostrare già il mio affetto in altri modi che lui (solo adesso me ne rendo conto) non percepiva.
Alla fine c'è il rischio che un aromantico/quasi-aromantico si leghi molto mentalmente ad una persona, immaginando che anche per l'altro sia lo stesso e poi invece si prende la batosta.
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Miskin »

Anche per me questa presa di coscienza è stata una sorta di liberazione, un sollievo, perché ci sono arrivata gradualmente non senza farmi prima mille fisime mentali, non senza sofferenza perché non riuscivo a capire e allora davo credito alle interpretazioni più comuni: sono io che sono sbagliata, ho qualcosa che non va, sono repressa, depressa, etc. E allora ho continuato in goffi, fallimentari tentativi di relazionarmi agli altri come gli altri si relazionano solitamente. Ora sì su questo aspetto sono più serena, ma proprio per questo ora non cerco più ciò che in fondo so che non posso trovare. Non ho più aspettative di un certo tipo, non mi faccio più illusioni o proiezioni. Non è una rinuncia è una liberazione vera e propria, come se mi fossi scrollata di dosso una montagna. Ma appunto per questo, analizzando anche razionalmente la realtà e le persone che mi stanno intorno considero altamente improbabile che riesca ad istaurare un certo tipo di legame con un certo tipo di persona. Mi pare appunto come detto altamente improbabile per tutta una serie di fattori concomitanti, soprattutto sul piano della realtà quotidiana. Quindi non escludo completamente che un giorno possa avere una relazione queerplatonica ma sarebbe con un’altra persona che condivida questo pensiero alla quale quindi non debbo far spiegoni su cosa voglia dire essere asessuali partendo dall’abc etc etc e che sia compatibile a livello di coinvolgimento reciproco e ciò mi sembra anche solo per una questione di % sempre più altamente improbabile. Quel che so di sicuro è che non voglio proprio più pensare invece a creare alcun tipo di relazione “speciale” al di là dell’amicizia con un* sessuale – cioè: finora la totalità delle persone reali che conosco – o con un* romantic* troppo morbos*.
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Celeste »

Bakeneko ha scritto:Ho modificato il titolo del topic, perché in definitiva la mia riflessione era proprio centrata su vari tipi di relazione che un lithromantico può intraprendere.
Grazie, ora mi sento meno OT :lol:
Miskin ha scritto: Quel che so di sicuro è che non voglio proprio più pensare invece a creare alcun tipo di relazione “speciale” al di là dell’amicizia con un* sessuale – cioè: finora la totalità delle persone reali che conosco – o con un* romantico troppo morbos*.

Ma credi di farcela? Nel senso, pensi che dipenda dalla tua volontà?
Mi spiego meglio, io so che potrei farmi mille promesse in tal senso ma mi conosco... Ogni tanto salta fuori una personalità che "mi rapisce". Se con questa si crea una sintonia, se il mio interesse per ciò che ha da dirmi è ricambiato, se aumenta il piacere di parlarci, so che in me scatta qualcosa di più di un'amicizia. In passato poteva evolvere (ingannevolmente) in qualunque cosa, anche sessuale o romantica (ovviamente con pessimi risultati) oppure in un'amicizia molto molto forte, una relazione queerplatonica direi ora.
Oggi so che quest'ultima ipotesi sarebbe l'unica positiva per me, ma in ogni caso so che non posso impedirmi che questo sentimento nasca.
A meno ovviamente di fare una forzatura su me stessa, ma lo sarebbe alla pari del costringermi a una relazione romantica o sessuale. Quindi, se è sbagliata la seconda, devo concludere che sia sbagliata anche la prima.

Soltanto, devo ancora cercare di capire come vivrei questa relazione se l'altro avesse contemporaneamente una relazione romantica.
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Miskin »

Non so... sinceramente non ho mai conosciuto - nella realtà ripeto - persone non sessuali. E al di là di questo forum uso internet pochissimo, per lavoro o leggere le mail o per reperire informazioni varie, guardare film e serie tv e basta sono a-social networks :-). Sono a-social in generale, comunque. E anche dover sforzarmi di non esserlo per me è di nuovo una finzione che mal sopporto, si sa: la noia.
Con queste appunto al di là dell'amicizia non credo ci sia alcuna possibilità possa insorgere un qualche sentimento speciale, di mio sono molto fredda e razionale, anche perché non ne ho poi mai incontrata una persona che suscitasse in me delle emozioni così forti e irrefrenabili, mai, siamo mille miglia di distanza, da sempre e per sempre, per quanto possa riconoscere qua e là caratteristiche positive di bellezza, intelligenza, simpatia, umanità, etc, ma le registro con occhio abbastanza "clinico", poco emotivo o emozionato, appunto tutte cose che al max van bene per un'eventuale amicizia e basta. Inoltre così come non trovo attrattive in loro è comprensibile loro non trovino attrattive in me in tutti i sensi quindi non corro rischi, non occorrono freni inibitori visto che non c'è alcuna forza travolgente. E' vero ho avuto qualche tentativo di relazione ma non ero innamorata né c'era chissà quale feeling, anche se ovviamente ce la si raccontava a destra e a manca, probabilmente ero semplicemente grata e rincuorata dal sapere che ci fosse una persona non troppo orribile che mi volesse un po' di bene e mi sentivo stupida a lasciarmela scappare per paura di rimanere completamente sola. Ma tanto tutti i nodi alla fine vengono al pettine quindi ora decisamente non mi vedo che sola, in tutti i sensi. Mi vien mal di testa solo a pensarci a queste dinamiche :? .
L'unica volta che ho sentito veramente per così dire un sentimento travolgente in realtà è stata un'idealizzazione bella e buona, mi sono costruita un romanzo assurdo su una persona che non aderiva per nulla alla realtà, era la proiezione dei miei desideri e tra l'altro non mi considerava nemmeno di striscio quindi anche di questo pattume sentimentale che mi costruivo tanto per dare un tocco di "specialità" ora ne faccio volentieri a meno.
Non ho mai conosciuto sinceramente una persona esclusivamente romantica e non sessuale, figuriamoci queer-platonica.
Quindi non è una questione di volontà, io non ho niente da reprimere perché dubito fortemente conoscendomi che qualcun* possa rapirmi e allo stesso tempo possa rapire io.
Ultima modifica di Miskin il dom apr 13, 2014 11:42 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Celeste »

Miskin ha scritto:Quindi non escludo completamente che un giorno possa avere una relazione queerplatonica ma sarebbe con un’altra persona che condivida questo pensiero (...) e che sia compatibile a livello di coinvolgimento reciproco e ciò mi sembra anche solo per una questione di % sempre più altamente improbabile. Quel che so di sicuro è che non voglio proprio più pensare invece a creare alcun tipo di relazione “speciale” al di là dell’amicizia con un* sessuale – cioè: finora la totalità delle persone reali che conosco – o con un* romantic* troppo morbos*.
Bakeneko ha scritto: Io agivo secondo quello che sentivo di fare e non comprendevo che cosa si aspettasse di più da me, perché io sentivo di dimostrare già il mio affetto in altri modi che lui (solo adesso me ne rendo conto) non percepiva.
Alla fine c'è il rischio che un aromantico/quasi-aromantico si leghi molto mentalmente ad una persona, immaginando che anche per l'altro sia lo stesso e poi invece si prende la batosta.
Concordo pienamente con entramb*. Abbiamo a che fare con dati di fatto, gli asessuali sono l'1% della popolazione, gli asessuali aromantici si attesteranno attorno allo "zero virgola".

Per cui sono totalmente d'accordo con voi, è praticamente certo che le persone che incontriamo e con cui ci possiamo legare facciano parte della maggioranza, e in quanto tali non capiranno il nostro modo di legarci a loro, il nostro modo di manifestarlo e il nostro concepirlo comunque come un rapporto completo ed esclusivo, proprio da "coppia chiusa".
Siamo noi a pensarlo così, non loro.
A quel punto, o quella persona "si invaghisce" di noi e quindi il rapporto si chiude per suo volere nel momento in cui viene respinto, oppure si lega sessualmente e romanticamente a una terza persona perchè sente il bisogno di quel tipo di relazione e sta a noi decidere se chiudere o meno.

Per quanto riguarda me, anche se la probabilità concreta magari è bassa, vorrei essere abbastanza consapevole da aspettarmi il secondo tipo di evoluzione e accettarlo.
Non so se sia possibile onestamente, ma se avessi la fortuna immensa di trovare un legame del genere, potrei cancellarlo a cuor leggero perchè non accetto che l'altro abbia "esigenze romantiche" all'esterno?

Bakeneko ti cambio un po' la domanda iniziale: se tu rimanessi sempre "a livello mentale" in cima alla lista dei preferiti di quell* che tu consideri il tuo partner queerplatonico, ma lui/lei/id avesse contemporaneamente una relazione sessuale stabile, in questo caso lo accetteresti?
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Miskin »

Appurata la % risibile di possibilità per cui mi vien da dire "seee va beh, se prendo un gratta e vinci è meglio" vorrei anche porre un'altra questione.

Non so voi ma io non sopporto le ambiguità, da quando son piccola è come se avessi ingoiato un "codice cavalleresco" che mi impedisce di comportarmi in certi modi, per principio, cioè mi spiego: qui si parla di "essere prime nella lista" nei confronti di una persona che potrebbe avere esigenze romantiche e/o sessuali all'esterno, e ci si chiede se può turbare o dar fastidio, come se il problema fosse solo nostro.
Ebbene, credo anche non accetterai una situazione del genere perché se mi mettessi nei panni dell'altr* partner romantico e/o sessuale ci starei molto male. E detesto sentirmi causa del malessere altrui e averne la consapevolezza. Cioè penserei immedesimandomi nel partner: wow sto insieme romanticamente e/o sessualmente con un* che però in cima ai suoi pensieri ha un'altra persona, molto bene. No, non ce la farei a reggere tutto ciò. Non mi sembra giusto, né onesto. E lo so che "basta parlarsi chiaro", valutare la capacità di compromesso. Ma questo a rigor di logica astratta va bene, parliamo e guardiamo però le dinamiche reali, quelle quotidiane, che ci stanno attorno, io proprio non ce la fo. Che ne dite?
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Bakeneko »

Celeste ha scritto:Bakeneko ti cambio un po' la domanda iniziale: se tu rimanessi sempre "a livello mentale" in cima alla lista dei preferiti di quell* che tu consideri il tuo partner queerplatonico, ma lui/lei/id avesse contemporaneamente una relazione sessuale stabile, in questo caso lo accetteresti?
In uno scenario ipotetico di questo tipo penso che risponderei di sì, e per questo mi sentirei anche abbastanza egoista perché, come dice Miskin nel suo ultimo post, il partner romantico/sessuale potrebbe non prenderla bene. Tuttavia secondo me qui c'è da fare una distinzione: cosa significa essere il primo della classifica "a livello mentale" e il primo della classifica "a livello romantico"? Sono due cose totalmente diverse che penso possano convivere. Lo vedo un po' come l'esempio di un uomo che porta avanti una relazione romantica/sessuale con una persona, ma allo stesso tempo considera molto importante/fondamentale il legame con la sorella. Il partner sa che non ha nulla da temere dal rapporto che lui ha con la sorella, ma ciò non esclude che possano nascere delle discussioni, e le discussioni potrebbero aumentare sostituendo la sorella con una persona che non ha legami di sangue...
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Celeste »

Sì esatto, io ipotizzavo un partner queerplatonico che fosse sessuale e aromantico.
In questo caso, questi avrebbe esigenze sessuali e proverebbe attrazione sessuale necessariamente da riversare "all'esterno" ma manterebbe l'esclusività del legame queerplatonico con noi.
Se non sbaglio altrove ho letto che questo più o meno accade a volte anche nelle coppie romantiche (relazioni standard) composte da un asex e un non asex (paraddosalmente io in quel caso, se al relazione fosse "romantica" non lo accetterei, ma se fosse queerplatonica sì, come Bakeneko)

Nel caso invece in cui il partner queerplatonico (sempre ipotetico) fosse sia sessuale, sia romantico, sicuramente il quadro si complica. Anche perchè viene a cadere l'ipotesi precedente, ovvero è scontato che in questo caso per lui/lei/id la relazione sessuale/romantica avrebbe la precedenza in una ipotetica scala di priorità rispetto alla nostra.

La questione secondo me è che noi la chiamamo relazione queerplatonica e le diamo tutte le caratteristiche che sappiamo, ma un sessuale romantico la chiamerebbe "un'amicizia molto stretta".

A me che sono fortunella, ovviamente è capitata la seconda ipotesi, ovvero la persona in oggetto era sia sessuale sia romantica, e ha allacciato una relazione sia sessuale sia romantica con una terza persona. So bene cos'è successo nella pratica, l'amicizia molto stretta è rimasta ma la "fidanzata ufficiale" non sa nulla della mia esistenza. Questo perchè "non la accetterebbe" (cosa secondo me stupida e infantile, ma rispetto la decisione).
Perchè questa terza persona è anche lei sessuale e romantica, ma di quelli "duri e puri", per cui l'amicizia uomo-donna non esiste, figuriamoci "l'amore non romantico" che provo io :lol: :lol:

Sono tutte cose su piani totalmente diversi, il sesso, il sentimento romantico e il sentimento non romantico. Ci viene tramandata l'idea che la situazione perfetta sia trovare tutto nella stessa persona, ma è solo la mentalità sessuale e romantica della maggioranza. Io ne sono al di fuori, quindi per me è una necessità dividere le cose e, se possibile, trovare il modo di far convivere il mio modo di essere con il modo di essere di almeno quell'una o due persone che possono essere importanti per me...
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Miskin »

Celeste ha scritto:
La questione secondo me è che noi la chiamamo relazione queerplatonica e le diamo tutte le caratteristiche che sappiamo, ma un sessuale romantico la chiamerebbe "un'amicizia molto stretta".

So bene cos'è successo nella pratica, l'amicizia molto stretta è rimasta ma la "fidanzata ufficiale" non sa nulla della mia esistenza. Questo perchè "non la accetterebbe" (cosa secondo me stupida e infantile, ma rispetto la decisione).
Perchè questa terza persona è anche lei sessuale e romantica, ma di quelli "duri e puri", per cui l'amicizia uomo-donna non esiste, figuriamoci "l'amore non romantico" che provo io :lol: :lol:

Sono tutte cose su piani totalmente diversi, il sesso, il sentimento romantico e il sentimento non romantico.
Scusa, ho tagliato solo alcuni passaggi fondamentali perché secondo me il punto è questo: tra noi facciamo mille distinzioni, mille discorsi possibili e usiamo terminologie che alla strastrastragrande maggioranza della gente sono completamente ignote e incomprensibili, quindi non possiamo che prenderne quanto meno atto. I sessuali romantici non vanno al di là dell' "amicizia molto stretta", questa da un lato può avere una connotazione serena tipo rapporto con fratello-sorella, questo accade quando al di là dell'affetto non c'è interesse o feeling "particolare" e i problemi non ci sono, però quando invece questo si fa un po' più sottile inevitabilmente credo possa fomentare gelosie e discussioni, insomma io parlo da asessuale e aromantica quindi non so cosa significhi essere in una coppia chiusa, i loro sentimenti e pensieri li sento lontani, ciò non toglie che se fossi al loro posto probabilmente anch'io proverei queste cose, chissà!
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da eirikur »

questa cosa della relazione queerplatonica o amicizia-molto-stretta che dir si voglia mi ricorda la relazione che si instaura spesso fra "compagni di cordata" nella pratica dell'alpinismo.

Una relazione che trascende spesso il concetto si amicizia, che ovviamente non è amore, che pone due persone a mettere la propria vita nelle mani dell'altro.

Interessante.

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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da The Wayward Fox »

I sessuali romantici non vanno al di là dell' "amicizia molto stretta"
Scusate se mi intrometto nel discorso (ho anche saltato qualche passaggio, quindi perdonatemi se ho frainteso qualcosa), ma ci tengo a chiarire un punto: non è obbligatoriamente vero che un sessuale romantico dia sempre e comunque priorità al partner romantico. Nella maggioranza dei casi probabilmente è così, complici le gelosie e l'idea erratissima che le relazioni romantiche sia il rapporto per eccellenza e bla bla bla, ma le eccezioni esistono eccome. Ricordo per esempio due miei compagni di classe legati al tal punto che quando il secondo si fidanzò capitava anche che uscissero in tre. Certo, bisogna dire che alla fidanzata la situazione che si era instaurata andava benissimo... mi viene comunque da pensare che forse se ai legami non romantici fosse data la valenza che meritano, nella nostra società, le cose sarebbero diverse e le relazioni queerplatoniche più comuni, chi può saperlo (dopotutto si può essere romantici e comunque sentire il desiderio di stringere un rapporto stretto e profondo che non sia romantico).
Da demiromantic* attualmente in una relazione queerplatonica, comunque, avrei una domanda da porre: almeno per me partner romantico e queerplatonico hanno la stessa importanza. Occupano il primo posto ex aequo nella scala delle mie priorità. Se aveste la sicurezza di poter avere una relazione queerplatonica con qualcuno che vi mettesse sullo stesso piano del proprio partner romantico, la situazione vi andrebbe bene o desiderate un rapporto queerplatonico in cui l'altra persona non abbia altri legami altrettanto significativi?
mi ricorda la relazione che si instaura spesso fra "compagni di cordata" nella pratica dell'alpinismo.
Una relazione che trascende spesso il concetto si amicizia, che ovviamente non è amore, che pone due persone a mettere la propria vita nelle mani dell'altro.
Non avevo idea che esistesse qualcosa del genere nell'alpinismo. È interessantissimo, in effetti :D
« Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli. »

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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da eirikur »

The Waiting Fox ha scritto:
mi ricorda la relazione che si instaura spesso fra "compagni di cordata" nella pratica dell'alpinismo.
Una relazione che trascende spesso il concetto si amicizia, che ovviamente non è amore, che pone due persone a mettere la propria vita nelle mani dell'altro.
Non avevo idea che esistesse qualcosa del genere nell'alpinismo. È interessantissimo, in effetti :D
Trovarsi appesi ad una parete, in condizioni ambientali difficili, fisicamente stanchi, psicologicamente stremati, sapendo che un tuo errore probabilmente ti ucciderà, o ucciderà il tuo compagno, o probabilmente tutti e due, è indubbiamente una cosa che "unisce".
E devi sapere che a differenza della vita "normale", se vuoi andare ad arrampicare un compagno normalmente ti serve e non puoi farne a meno, quindi quando ci si trova bene con qualcuno (quando si trova concordanza di intenzioni, tempi, date, bravura tecnica...) si cerca di tenerselo stretto.
Potrei raccontarti di tragicomiche situazioni di gelosie e tradimenti che nemmeno in certe telenovela sudamericane :lol: :lol:

Molti arrampicatori solitari, sono a tutti gli effetti degli "aromantici", gente che non riesce a vivere quella sorta di "vita di coppia" che è il rapporto col compagno di cordata "fisso" (in gergo: il socio) o comunque non riesce a condividere la propria passione con altri.

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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Miskin »

The Waiting Fox ha scritto:
I sessuali romantici non vanno al di là dell' "amicizia molto stretta"
Ricordo per esempio due miei compagni di classe legati al tal punto che quando il secondo si fidanzò capitava anche che uscissero in tre. Certo, bisogna dire che alla fidanzata la situazione che si era instaurata andava benissimo...

Se aveste la sicurezza di poter avere una relazione queerplatonica con qualcuno che vi mettesse sullo stesso piano del proprio partner romantico, la situazione vi andrebbe bene o desiderate un rapporto queerplatonico in cui l'altra persona non abbia altri legami altrettanto significativi?

Punto uno: mi par di capire correggimi se sbaglio che questi due compagni fossero due maschi, quindi mi viene da pensare che la fidanzata l'abbia presa bene perché non si sentiva minacciata da un altro maschio-meglio amico, credi che se fosse stata una ragazza l'avrebbe presa ugualmente bene?

Punto due: non credo come già detto in questo momento di essere in grado di gestire alcun tipo di relazione al di là dell'amicizia quindi non so proprio
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Celeste »

The Waiting Fox ha scritto:Se aveste la sicurezza di poter avere una relazione queerplatonica con qualcuno che vi mettesse sullo stesso piano del proprio partner romantico, la situazione vi andrebbe bene o desiderate un rapporto queerplatonico in cui l'altra persona non abbia altri legami altrettanto significativi?
Se ne fossi certa, potrei abituarmi all'idea, e credo l'elemento fondamentale nella decisione sarebbe "quanto" tengo a quella persona. Probabilmente ci sarebbero casi in cui non accetterei e preferirei perdere la persona e altri in cui la persona e il legame sono talmente importanti da far passare il desiderio di esclusività in secondo piano.
Nella mia situazione, quello che ora considero un partner queerplatonico ha iniziato un relazione romantica mentre la nostra era già in corso. In quel momento in me c'è stato un terremoto, ma questa persona ha sempre sostenuto che le due relazioni fossero alla pari. Sono io che l'ho messo in dubbio, ma forse solo perchè la terza persona è arrivata in modo inaspettato. Non si era mai parlato della possibilità che nascessero relazioni romantiche parallele per nessuno dei due, quindi forse il problema è stato più quello che altro.
Il nostro rapporto si è di fatto intiepidito solo dal punto di vista della frequenza dei contatti, ma a livello di intensità non è cambiato nulla.
Miskin ha scritto: Punto uno: mi par di capire correggimi se sbaglio che questi due compagni fossero due maschi, quindi mi viene da pensare che la fidanzata l'abbia presa bene perché non si sentiva minacciata da un altro maschio-meglio amico, credi che se fosse stata una ragazza l'avrebbe presa ugualmente bene?
Brutto ammetterlo, ma sono ahimè d'accordo con Miskin.
(Non nel senso che è brutto essere d'accordo con Miskin, eh :lol: ... Nel senso che purtroppo concordo sulla risposta!)

eirikur ha scritto: Molti arrampicatori solitari, sono a tutti gli effetti degli "aromantici", gente che non riesce a vivere quella sorta di "vita di coppia" che è il rapporto col compagno di cordata "fisso" (in gergo: il socio) o comunque non riesce a condividere la propria passione con altri.
Adoro questa immagine!!
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