Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

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Celeste
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Celeste »

astrid ha scritto: Talvolta invece mi è capitato di provare senso di colpa nei confronti del partner, ma ho imparato a gestire anche quello non appena mi sono resa conto che, in effetti, è del tutto irrazionale che io mi senta in colpa: non voglio mica far del male a nessuno.
Scusa astrid, mi sono persa: intendi in colpa verso il partner di quella persona giusto? O il tuo?

Comunque concordo, è un senso di colpa immotivato se non hai nessuna cattiva intenzione "concreta"... E probabilmente chi invece ce l'ha, non si sente neanche in colpa ;)
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astrid
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da astrid »

Celeste ha scritto:Scusa astrid, mi sono persa: intendi in colpa verso il partner di quella persona giusto? O il tuo?
Sì, scusate! Mi sono espressa male: intendevo il partner dell'altra persona! :)

Celeste ha scritto:Comunque concordo, è un senso di colpa immotivato se non hai nessuna cattiva intenzione "concreta"... E probabilmente chi invece ce l'ha, non si sente neanche in colpa ;)
Vero!
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"Come sarebbe a dire?"
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Miskin »

astrid ha scritto:
A me capita di "rimanerci male" quando scopro che una persona per la quale provo ciò che ho descritto sopra è già impegnata... più che gelosia vera e propria, però, credo che la mia sia una specie di momentanea delusione dovuta al fatto che, per dirla in parole molto povere, "pensavo di averlo tutto per me e invece devo condividerlo con qualcun altro" :mrgreen: insomma, una sorta di aspettativa che crolla, infatti non mi succede mai se so in partenza che X è impegnato/sposato/ecc... e di solito mi riprendo non appena mi abituo all'idea. Talvolta invece mi è capitato di provare senso di colpa nei confronti del partner, ma ho imparato a gestire anche quello non appena mi sono resa conto che, in effetti, è del tutto irrazionale che io mi senta in colpa: non voglio mica far del male a nessuno.
Anche a me capitava - e capita ancora anche se molto raramente e in maniera più affievolita rispetto a quand'ero più giovane - di rimanerci male, poi ovviamente me ne facevo tranquillamente una ragione, ma non per gelosia e nemmeno perché pensavo di averl* tutto per me. No. Bensì perché in un angolino remoto della mia anima e dalla mia testa ingenuamente, stupidamente, non so per quale speciale "connessione astrale" che mi faceva sentire legata a quella persona, speravo o pensavo o credevo che in qualche modo potessimo essere simili, che mi somigliasse e comprendesse senza spiegazioni, con un'intesa "magica" basata su una sorta di tacito e potentissimo "riconoscimento" che ci mettesse al riparo dalle ordinarie convenzioni del mondo. Scoprire invece che ha comprensibilmente e logicamente anche legami terreni comuni, come moglie/marito/amanti/fidanzat*, mi riportava inevitabilmente alla mia solitudine e al riconoscere che in fondo quel fascino o gentilezza apparteneva a tutti e nessuno, che era una un suo modo di essere e non aveva nulla a che fare con me come unicità.
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astrid
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da astrid »

Miskin ha scritto:Anche a me capitava - e capita ancora anche se molto raramente e in maniera più affievolita rispetto a quand'ero più giovane - di rimanerci male, poi ovviamente me ne facevo tranquillamente una ragione, ma non per gelosia e nemmeno perché pensavo di averl* tutto per me. No. Bensì perché in un angolino remoto della mia anima e dalla mia testa ingenuamente, stupidamente, non so per quale speciale "connessione astrale" che mi faceva sentire legata a quella persona, speravo o pensavo o credevo che in qualche modo potessimo essere simili, che mi somigliasse e comprendesse senza spiegazioni, con un'intesa "magica" basata su una sorta di tacito e potentissimo "riconoscimento" che ci mettesse al riparo dalle ordinarie convenzioni del mondo. Scoprire invece che ha comprensibilmente e logicamente anche legami terreni comuni, come moglie/marito/amanti/fidanzat*, mi riportava inevitabilmente alla mia solitudine e al riconoscere che in fondo quel fascino o gentilezza apparteneva a tutti e nessuno, che era una un suo modo di essere e non aveva nulla a che fare con me come unicità.
Beh, credo che sia normale e umano che capiti anche questo!
L'importante è non tormentarsi e riuscire a farsene una ragione, appunto :wink:
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Miskin »

Senz'altro! Però è buffo. Perché era una cosa irreale, nel senso immateriale, fantastica, eppure non so me ne sentivo sconvolta-coinvolta all'ennesima potenza, cosa che non mi capitava mai nelle relazioni reali, quotidiane, che mi annoiavano a volte e spesso me ne sentivo distante, invece in quei casi era come una fiamma che divampa e surriscalda la mente, il cuore, il corpo, e poi quando si spegneva per il contatto col la realtà beh quell'attimo di buio e freddo lo sentivo proprio intensissimamente, come un piccolo lutto. Cioè ci rimanevo più male per quella sensazione perduta che non per aver perso per la strada persone vere. Mi dicevo che era illogico, scorretto, eppure era proprio così.
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Celeste »

Anche a me capita, ancora oggi, ma la vivo quasi bene (il quasi è doverosissimo :lol: )
Mi considero praticamente aromantica, ma mi rendo conto di provare tantissimo desiderio romantico in astratto; ogni tanto qualche nuova conoscenza da nuovo stimolo e nuova materia al mio fantasticare, e quando capita è un po' un modo per uscire dalla routine quindi mi fa anche piacere.
Poi ovviamente finisce lî, ma siccome le poche volte in cui la cosa da mentale è diventata concreta sono stata peggio, oggi non mi dispiace limitarmi al sollazzo nel mio desiderio astratto :wink:
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Bakeneko »

Miskin ha scritto:Anche a me capitava - e capita ancora anche se molto raramente e in maniera più affievolita rispetto a quand'ero più giovane - di rimanerci male, poi ovviamente me ne facevo tranquillamente una ragione, ma non per gelosia e nemmeno perché pensavo di averl* tutto per me. No. Bensì perché in un angolino remoto della mia anima e dalla mia testa ingenuamente, stupidamente, non so per quale speciale "connessione astrale" che mi faceva sentire legata a quella persona, speravo o pensavo o credevo che in qualche modo potessimo essere simili, che mi somigliasse e comprendesse senza spiegazioni, con un'intesa "magica" basata su una sorta di tacito e potentissimo "riconoscimento" che ci mettesse al riparo dalle ordinarie convenzioni del mondo. Scoprire invece che ha comprensibilmente e logicamente anche legami terreni comuni, come moglie/marito/amanti/fidanzat*, mi riportava inevitabilmente alla mia solitudine e al riconoscere che in fondo quel fascino o gentilezza apparteneva a tutti e nessuno, che era una un suo modo di essere e non aveva nulla a che fare con me come unicità.
Questa cosa in parte la sento anch'io. Cioè se una persona mi attrae per una determinata cosa, arrivo alla convinzione priva di logica che anche per l'altro possa valere lo stesso e quindi entrambi sappiamo ma non parliamo, entrambi siamo legati da qualcosa di invisibile tessuto solo dai pensieri. Nel mio caso c'è da stare attenti perché qualsiasi azione, anche la più insignificate, nella mia mente si carica di significati reconditi elaborati dalla mia fervida immaginazione e quando vengo a scoprire che tutta la favola non era altro che una mia illusione, piomba una sensazione di vuoto.
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Celeste »

Scusate ma allora credo di non aver capito cosa si intende per lithromanticismo (oppure ne ho un'idea sbagliata).
Io pensavo che si intendesse provare sentimenti romantici senza volere che vengano corrisposti, e che anzi se corrisposti svaniscono. In questo senso il fatto che l'altra persona sia impegnata e quindi non ci sia possibilità di reciprocità romantica, non dovrebbe mantenere vivi i sentimenti del lithromantico anzichè spegnerli?
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Bakeneko »

Celeste ha scritto:Scusate ma allora credo di non aver capito cosa si intende per lithromanticismo (oppure ne ho un'idea sbagliata).
Io pensavo che si intendesse provare sentimenti romantici senza volere che vengano corrisposti, e che anzi se corrisposti svaniscono. In questo senso il fatto che l'altra persona sia impegnata e quindi non ci sia possibilità di reciprocità romantica, non dovrebbe mantenere vivi i sentimenti del lithromantico anzichè spegnerli?
Ma infatti a me il sentimento non si spegne quando scopro che la persona è già impegnata, si spegne per cause che non saprei definire con il passare del tempo. Se scopro che la persona che mi piace è impegnata ci resto male, perché molto egoisticamente avrei voluto essere io in cima alla classifica (e qui ritorna tutto il discorso dei post precedenti sull'essere ricambiati a livello mentale e non romantico). Comunque quando ho scritto che provo una sensazione di vuoto, non volevo dire che i sentimenti si dissolvono, al contrario, continuo a provare un sentimento inteso, ma questa volta affiancato alla consapevolezza che tutto ciò che mi ero immaginat* non era altro che un'illusione.
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Celeste »

Bakeneko ha scritto: quando ho scritto che provo una sensazione di vuoto, non volevo dire che i sentimenti si dissolvono, al contrario, continuo a provare un sentimento inteso, ma questa volta affiancato alla consapevolezza che tutto ciò che mi ero immaginat* non era altro che un'illusione.
Allora mi è più chiaro! Mi ero fatta l'idea che per un lithromantico fosse una cosa proprio "positiva" il sapere che l'altro non ricambiava (un'idea un po' masochistica in effetti) o che non gli cambiasse nulla.
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da animapura »

non se la mia esperienza possa essere di aiuto a qualcuno: io per anni e anni nella mia vita sono stata alla ricerca di un ragazzo con cui poter avere una forte "connessione mentale", un rapporto fraterno senza implicazioni romantiche e sessuali....alla fine, inaspettatamente ho trovato questa connessione con un ragazzo già fidanzato da diverso tempo.
ecco, sono la "prova" che è possibile che una persona (in questo caso il mio amico) abbia una relazione di coppia e contemporaneamente abbi anche un rapporto queerplatonico. credo che però questa "connessione mentale" tra noi due, quest'amicizia esclusiva e fraterna, sia nata perchè con la sua fidanzata non ha grande complicità mentale ed intellettuale.
nonostante il mio sogno si sia realizzato ho capito che comunque desidero avere un rapporto di coppia "normale" con qualcuno...questi rapporti queerplatonici per quanto bellissimi possano essere sono sempre rapporti "surreali" e la surrealtà prima o poi si scontra comunque con la realtà...

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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da animapura »

vorrei anche chiedere una cosa a voi che non siete interessati ad avere relazioni di coppia "terrene" con qualcuno/a: in effetti una delle componenti che rendono forte un'amicizia profonda a livello emotivo con una persona dell'altro sesso (o connessione mentale o rapporto queerplatonico) è anche parlare di questioni sentimentali....cioè mi spiego meglio: voi di cosa parlate con le persone con cui avete o avete avuto uno stretto "rapporto magico"?
io e il mio amico fraterno parliamo spesso di questioni sentimentali, lui mi sta aiutando a sciogliere i miei blocchi sul contatto fisico anche minimo (ne parliamo con grande naturalezza come fossimo appunto fratello e sorella) e mi dà consigli sul ragazzo con cui mi piacerebbe provare ad avere per la prima volta una relazione "terrena"..cosi come lui mi parla del suo rapporto con la ragazza...
il rapporto è magico e surreale ma parlando anche di cose "concrete" diventa anche "terreno" e così non c'è il rischio che si "rompi l'incantesimo" (come mi è successo una volta in passato...)
la mia "fortuna" è che sono riuscita a separare "interno" e "esterno"...cioè rapporto platonico da rapporto terreno...in questo caso il rapporto platomico diventa effettivamente fraterno (perchè coi fratelli quando si è molto legati si parla di "questioni sentimentali") e soprattutto si priva di ogni ambiguità nella mente.
il rischio (e io l'ho provato in passato sulla mia pelle) è di credere che il rapporto queerplatonico che stiamo vivendo sia una "relazione di coppia anche se con modalità differente perche a noi interessa la sessualitàe il romanticismo"..ebbene questo è valido per noi, non per l'altra parte.

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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da animapura »

scusate volevo scrivere "perche a noi NON interessa la sessualità e il romanticismo"

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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da Celeste »

animapura ha scritto: il rischio (e io l'ho provato in passato sulla mia pelle) è di credere che il rapporto queerplatonico che stiamo vivendo sia una "relazione di coppia anche se con modalità differente perche a noi [non] interessa la sessualitàe il romanticismo"..ebbene questo è valido per noi, non per l'altra parte.
Questo è esattamente il problema, secondo me, l'hai centrato perfettamente.
È vero che è sbagliato mettere i rapporti su una scala di importanza, ma di fatto capita, specialmente se le due parti in gioco hanno un orientamento romantico diverso e vivono le relazioni in modo diverso. Almeno, questa è la mia opinione.
La mia situazione è molto simile alla tua, ed è stato molto molto difficile per me conviverci, anche se ce l'ho messa tutta.
Ora in realtà è abbastanza passata, ma mi ricordo che sul momento il fatto che ci fosse una relazione romantica che si sviluppava parallelamente alla mia queerplatonica è stato abbastanza duro da accettare, perchè io vivevo quella relazione come una cosa già "completa" in sè, a cui non mancava nulla. Non la vedevo come una relazione sentimentale in cui mancava il sentimento amoroso o il sesso, era una relazione completa in sè.
Pensare che invece l'altro la vedesse come una cosa incompleta perchè mancavano quei due aspetti è stata una cosa brutta per me. Il messaggio io l'ho letto proprio come "non sei abbastanza".
Come ho scritto più su, per me è una persona specialissima che non voglio assolutamente perdere, quindi non ho tagliato i ponti e ho conservato l'amicizia. Ma il rapporto si è necessariamente raffreddato, perchè mi faceva stare troppo male e perchè avevo necessità di togliermi quella presenza costante dalla testa.
Diciamo che siamo passati dal sentirci 24h/24 al sentirci una volta alla settimana o un po' meno, a seconda dei periodi e dagli impegni. Sono ancora in fase di elaborazione "del lutto" diciamo, il mio augurio è che, una volta superato e accettato del tutto, le cose tornino come prima, con tutta la confidenza e il piacere di sentirci che c'erano prima.

Per rispondere alla domanda su "di cosa parlavamo", se ho capito cosa intendi, parlavamo veramente di tutto come se avessimo una mente sola. Un'affinità simile non credo la troverò più, per questo ci tengo tanto.
Ovviamente parlavamo anche dell'altra persona, anche se io sinceramente mi sentivo molto a disagio per via della mia posizione.
Anche nel mio caso è successo che lui lasciasse intendere che con la persona con cui ha la relazione romantica non ci sia la complicità mentale e il dialogo che aveva con me, ma è una cosa che non mi piace e che non voglio sentire.
Uno perchè è ingiusto verso l'altra persona farla passare per l'idiota di turno (cosa che non è) e mette me in una posizione di presunta superiorità intellettuale e di presunzione che assolutamente non voglio, e due perchè se anche fosse vero mi darebbe ancor più fastidio pensare che, se una persona dovesse scegliere tra un* con cui ha un'intesa mentale e un*altr* con cui ha un'intesa fisica, allora darebbe la precedenza a quest'ultima.

Preferisco sinceramente pensare che con me aveva solo l'intesa mentale mentre con l'altra ha entrambe, mi sento più onesta verso me stessa e verso tutti gli altri coinvolti a pensarla così.

Credo che per un asessuale sia molto pericoloso andarsi a ficcare nell'idea che il rapporto mentale che possiamo offrire sia sicuramente superiore a quello che può offrire un sessuale, si da il via a una visione distorta del mondo che ha conseguenze dannose anche per noi stessi.
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Re: Riflessione sul lithromanticismo e possibili relazioni

Messaggio da animapura »

Bakeneko ha scritto:
Celeste ha scritto:Bakeneko ti cambio un po' la domanda iniziale: se tu rimanessi sempre "a livello mentale" in cima alla lista dei preferiti di quell* che tu consideri il tuo partner queerplatonico, ma lui/lei/id avesse contemporaneamente una relazione sessuale stabile, in questo caso lo accetteresti?
In uno scenario ipotetico di questo tipo penso che risponderei di sì, e per questo mi sentirei anche abbastanza egoista perché, come dice Miskin nel suo ultimo post, il partner romantico/sessuale potrebbe non prenderla bene. Tuttavia secondo me qui c'è da fare una distinzione: cosa significa essere il primo della classifica "a livello mentale" e il primo della classifica "a livello romantico"? Sono due cose totalmente diverse che penso possano convivere. Lo vedo un po' come l'esempio di un uomo che porta avanti una relazione romantica/sessuale con una persona, ma allo stesso tempo considera molto importante/fondamentale il legame con la sorella. Il partner sa che non ha nulla da temere dal rapporto che lui ha con la sorella, ma ciò non esclude che possano nascere delle discussioni, e le discussioni potrebbero aumentare sostituendo la sorella con una persona che non ha legami di sangue...

è il mio caso ma devo dire che finora non ho mai avuto problemi. dipende secondo me da caso a caso

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