L'equilibrio tra dare e ricevere in una relazione (amicizia/amore)

Per tutte le piccole e grandi cose che vi rendono tristi o felici: che cerchiate conforto o vogliate celebrare un successo, questo è il posto giusto!
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Bakeneko
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L'equilibrio tra dare e ricevere in una relazione (amicizia/amore)

Messaggio da Bakeneko »

Ciao a tutti, (e scusate in anticipo il papiro)
qualche tempo fa avevo raccontato in un altro forum di come un'amicizia iniziata bene da un po' avesse iniziato a darmi il tormento perché sentivo che l'altro mi stava relegando sempre più in secondo piano e che qualcosa era cambiato in peggio. Qualcuno mi aveva consolato dicendo che in realtà i sentimenti dell'altro erano rimasti immutati, e che con il tempo la relazione si era evoluta in quel modo, ma non in peggio come credevo io. Mi sa che le cose non stavano esattamente così.

Nelle amicizie superficiali non do molta importanza al progressivo allontanamento (anche se ovviamente un po' mi intristisce). Se l'amicizia però è profonda mi disturba parecchio un cambiamento in peggio e mi fa soffrire in modo psicologico e di conseguenza anche fisico. Il non avere tempo per nulla, nemmeno per ascoltare quando l'altro sta attraversando un momento difficile. Mi è stato richiesto più volte di capire. "Devi capirmi, quando torno a casa dal lavoro voglio stare in pace". E allo stesso tempo: "Non puoi pretendere che io capisca un dolore che non ho mai provato". Quindi lui non deve fare alcuna fatica, ma io devo sforzarmi di capire lui, che tra l'altro ha pure un lavoro e non ha il problema che ho io. Vedete come viene ribaltata la situazione. Io che sto male devo capire lui che sta bene, ma che vuole essere lasciato in pace. Va bene, una volta ci provo, due volte, tre, quattro. A un certo punto, all'ennesima risposta uguale, qualcosa si rompe. Non gli ho più scritto. Reazione sua? Non ha tentato in alcun modo di rimediare. Probabilmente lui si sente dalla parte del giusto e non capisce il dolore che mi ha dato. Probabilmente pensa anche che il mio silenzio sia un capriccio. Lo stress e la tristezza mi hanno causato un malessere diffuso in tutto il corpo. Quella sera sono andata a dormire e non trattenevo le lacrime, mi sono svegliata più volte in preda a un malessere mai provato prima, mi sono alzata la mattina e ancora non trattenevo le lacrime. C'è mancato poco che i miei mi vedessero scoppiare a piangere dal nulla davanti a loro. Ci ho messo dei giorni per trovare un po' di pace. Ho guardato moltissimi video di Serena Fumaria, una mental coach, e in alcuni ho trovato delle spiegazioni adatte a me.

I video di Serena Fumaria in cui trovo alcune spiegazioni adatte alla mia situazione:
L'equilibrio del dare/avere in una relazione: da cosa dipende la nostra felicità?
L'equilibrio nei rapporti: il dare e l'avere, la manipolazione e l'equilibrio

In questa relazione di amicizia invece di essere in due in armonia, a un certo punto c'è stata una scissione. Mi sono state tolte delle cose (anche e soprattutto a livello emotivo) un po' alla volta. All'inizio mi sono stati fatti dei regali (anche costosi) senza che io chiedessi nulla, regali che adesso mi appaiono come un modo per "agganciarmi". Una volta agganciata, i regali sono spariti. Neanche un pensierino da un euro. E così ho iniziato io a dare (non solo con piccoli pensierini, ma più spesso attenzioni e altri favori). E non ho più ricevuto nulla. Non aveva più tempo per me. Non aveva più tempo per qualche telefonata ogni tanto, per qualche uscita insieme ogni tanto. Non ci vediamo dall'aprile 2019. Non ci sentiamo a voce per telefono forse da un po' meno dell'aprile 2019. Eppure, non avendo tempo insisteva comunque perché ci scrivessimo ogni giorno. Perché io dovevo esserci per lui nonostante tutto.

Gli ho parlato del fatto che il modo in cui stava evolvendo la nostra amicizia non mi faceva sentire bene. Mi rispondeva che non dovevo fare storie e che piuttosto dovevo riflettere sul fatto che non ho amici. (Ma non vi pare una crudeltà dire una cosa del genere?) In conclusione quella che si è dovuta adattare sono sempre stata io. Va bene, non vediamoci più, si vede che di solito funziona così. Va bene, non mi spedire più nulla, neanche una cartolina se fai un viaggio perché devi camminare dritto per la tua strada e fermarti in un negozio di pesa. E queste piccole cose si sono sommate a un atteggiamento mentale in cui ho iniziato a sentirmi data per scontata. Come se mi dovessi accontentare del fatto che comunque mi scriveva ogni giorno raccontandomi per lo più quello che aveva fatto. Forse non si aspettava che avrei avuto il coraggio di ribellarmi e andarmene. Ma in amore come in amicizia si è in due. E bisogna tenere in considerazione i sentimenti reciproci, non restare fissi su se stessi. Così mi sono ammutinata. Non può costringermi a vivere un tipo di relazione che a lui sta bene ma a me fa stare male.

All'inizio della nostra amicizia mi raccontò di un'amica avuta anni prima e del fatto che pian piano si erano persi di vista e avevano smesso di sentirsi. E mi fece quasi promettere che con me questa cosa non avrebbe dovuto ripetersi. Quello che gli è sfuggito è che bisogna mettersi d'impegno in due per evitare che certe cose succedano.

Ora che non gli scrivo da oltre una settimana mi sento meglio. Certo, mi manca. Ma forse quello che mi manca è il ricordo di come andavano bene le cose all'inizio. Quindi non voglio scrivergli perché ho paura di tornare a soffrire. Sono stata malissimo. Mi piacerebbe che riflettesse sul suo modo di vivere un certo tipo di relazione d'amicizia. Che fosse meno concentrato su se stesso. Magari ci si potrebbe riprovare.
Io ho compiuto numerosi passi per andare in contro alle sue esigenze, ora tocca a lui.

Un’altra cosa che dovete sapere è che lui non sta bene in una relazione romantica d'amore. In una delle nostre ultime conversazioni in chat mi disse che probabilmente non è nemmeno monogamo e che trova estremamente stressante convivere con qualcuno quindi evita, perché non riesce a scendere a compromessi e a prendersi cura dell’altro. Per questo non vuole nemmeno avere figli, perché gli pesa l'impegno di doverli crescere. Secondo me questo si riflette anche nel suo comportamento in amicizia.

Che ne pensate? Consigli? Avete vissuto situazioni simili?
Datemi qualche parola di conforto, oppure raccontatemi quello che vi ha fatto venire in mente questa storia.
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AnDieWelt
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Re: L'equilibrio tra dare e ricevere in una relazione (amicizia/amore)

Messaggio da AnDieWelt »

Io direi che quattro volte sono troppe, tre sarebbero state sufficienti; Idealmente in una relazione/amicizia ottimale, dovrebbe essere necessario il minimo sforzo di venirsi incontro, i problemi, qualora reiterati, si affrontano sereneamente e dovrebbe essere facile risolverli in modo spontaneo.
Se questo non avviene, c'è un problema, ma ne sembri già abbastanza consapevole, e questo è un ottimo inizio.
E' comprensibile la delusione, dai pure per scontato che questo dolore è passeggero, e necessario affinché ti metta in guardia dal ripetersi di situazioni analoghe in futuro. Da qualunque spiacevole situazione, con il giusto impegno si può trarre qualcosa di grande valore.

Non conosco i dettagli di questa relazione, ma in linea di massimo, situazioni del genere è incredibilmente difficile che si ribaltino - dunque in linea di principio, è sempre consigliabile tenere presente che nelle relazioni umane, generalmente, quello che vedi è quello che ottieni. Le persone possono cambiare, si, ma non è mai saggio scommettere nel cambiamento in meglio degli altri, certe volte è meglio rinunciare e sperare che "la prossima volta andrà meglio". - A quanto ho capito è quello che hai avuto il coraggio di fare e te ne rendo merito, ma sempre bene tenerlo a mente perché non si sa mai se possono presentarsi momenti di debolezza e ripensamenti.

Appurato che in larga parte non hai il controllo sulle sue azioni, approfitterei per cercare di capire se qualcosa possa essere andato storto, ma non è opportuno sprecare troppe energie nel comprendere quali possono essere le intenzioni o le motivazioni degli altri, alle volte può risultare estremamente difficile, forse ha dei problemi i quali è fuori dalla tua portata risolverli, magari sì imparare a leggere determinati pattern potrà insegnarti come meglio evitarli, ma prima di tutto penso sia utile concentrarsi su se stessi, perché quello sì che potrà fare la differenza: Forse hai dato troppo aspettandoti qualcosa in cambio? (pessima idea!) Forse sei stata poco attenta a reagire ai cambiamenti nel suo comportamento? Forse l'hai idealizzato? Ecc.. Non lo posso sapere.
Sono cose che riguardano te - Sia chiaro: in nessun modo perché è colpa tua o responsabilità esclusivamente tua, ci mancherebbe - Ma perché, a lungo termine, è la cosa più utile sulla quale investire.

E' comprensibile che si sia particolarmente vulnerabili quando non si ha il lusso di poter dire molto facilmente che "la prossima volta andrà meglio", quando le occasioni, per mille motivi, scarseggiano.
Mi rispondeva che non dovevo fare storie e che piuttosto dovevo riflettere sul fatto che non ho amici. (Ma non vi pare una crudeltà dire una cosa del genere?)
Se devo essere onesto, a colpo d'occhio no, non mi pare una cosa di per sé crudele - sarebbe stato assai più crudele e manipolatorio capitalizzare sul tuo bisogno di lui a quanto ho capito quasi-esclusivo.
Le sue intenzioni, forse sono poco chiare a te, figuriamoci quanto possono esserle a me, o ai lettori. Ma posso immaginare uno scenario in cui lui, pur in modo poco corretto, cerca di ridimensionare il vostro rapporto, perché si sente pressato o non lo so - Probabilmente questa frase, per quanto possa essere bruciante, è un suggerimento per mettere in evidenza quello che lui ha identificato come un problema, e potrebbe anche esserlo.
Vedere molte, ti concederebbe forse il lusso di non attaccarti oltremodo emotivamente ad una relazione apparentemente sub-ottimale, e se fosse proprio questa condizione di scarsità e difficoltà a renderti vulnerabile, forse si, riflettere se esiste una possibilità che tu possa superarla è forse il consiglio migliore che potesse darti, anche se nel breve periodo, specialmente se l'ha detto in una maniera sgarbata, può fare male.
"Che cos'è la castità? Non è la castità una follia? Ma questa follia venne a noi e noi ad essa. Noi abbiamo offerto a questa ospite albergo e cuore: ora essa dimora in noi - e ci resti finche vuole!"

-Così parlò Zarathustra-

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Bakeneko
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Re: L'equilibrio tra dare e ricevere in una relazione (amicizia/amore)

Messaggio da Bakeneko »

Grazie per la risposta.
Sono state più di quattro le volte... ho perso il conto.
Mi rendo conto che è difficile spiegarsi scrivendo in un forum
La domanda era retorica. Detta nelle circostanze in cui è stata detta significava che la colpa era esclusivamente mia.

Riassumo l'evolversi della situazione seguendo un filo temporale.
1- Incontro nel 2017 online
2- Insistenza nel continuare a scrivermi raccontando cose a cui era maleducazione non rispondere, mentre io mi sarei fermata prima
3- Regali costosi e dimostrazioni di affetto a parole
4- Incontri di persona (3 incontri in 2 anni) e telefonate di circa un'ora ogni qualche mese
5- Riduzione regali fino alla totale assenza
6- Discussione sul fatto che non ci vedevamo di persona da molto. Lui mi fa capire che non era più nelle sue priorità.
7- Gli dico che mi avrebbe fatto piacere ricevere una cartolina se faceva un viaggio. Discussione e rifiuto da parte sua dicendo che quando viaggia cammina sempre e gli crea stress doversi fermare in un negozio.
8- Da mesi percepisco un progressivo allontanamento affettivo.
9- Continua a volermi scrivere ogni giorno, ma io mi sento sola e incompresa. Gli spiego la situazione ma non capisce.
10- Gli racconto più volte che non mi sento a mio agio nella nostra amicizia. Gli propongo anche di restituirgli i regali costosi. Lui mi dice di non fare storie e insiste perché continuiamo a sentirci. Gli chiedo perché mai dobbiamo continuare a sentirci se non andiamo più d'accordo, ma non sa darmi una risposta. Non sta neanche a sentire le mie motivazioni. Se insisto con le mie ragioni non mi risponde e torna il giorno dopo quando sa che mi sono sbollita.
11- Ennesima e ultima discussione in cui mi dice che vuole stare in pace. Me ne vado e lo lascio in pace. Il giorno dopo come al solito si fa sentire credendo che ho sbollito. Non gli rispondo. Non mi cerca più.

Le cose che mi hanno fatto più male: il non volere che ci incontrassimo più, l'affetto che ho sentito progressivamente diminuire.
Non mi è chiaro il motivo per cui volesse continuare a sentirmi se ero così stressante per lui. Forse ero diventata solo un'abitudine.

All'inizio percepivo che c'era una qualche attrazione anche abbastanza forte verso di me. Io non ho fatto nulla perché lui iniziasse ad allontanarsi. Ha iniziato ad allontanarsi progressivamente quando ha trovato lavoro. Se sapeva di essere uno che a lungo termine si stanca di dare affetto a una persona, poteva evitarmi la sofferenza e lasciarmi in pace.
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Sole
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Re: L'equilibrio tra dare e ricevere in una relazione (amicizia/amore)

Messaggio da Sole »

La prima cosa che ho pensato leggendo le tue parole è stata che lui si sente molto legato e dipendente da questa amicizia, nonostante le sue continue lamentele e il fatto che non vi sentite/vedete da molto tempo, che quindi fanno presupporre il contrario. Anche se in maniera incosciente, non vuole slegarsi da questa amicizia perché probabilmente ci starebbe male, come la sua precedente amicizia, e starebbe anche peggio rispetto a come sta adesso in questa situazione altalenante.
Dire di concentrarti sul fatto che non hai amici per me è una frase che neanche lontanamente doveva sognare di dire, qualunque fosse la situazione. È una frase orribile, irrispettosa e per nulla di conforto. Un vero amico, anche se la pensa, non la dice. Piuttosto agisce per aiutare a far nascere nuove amicizie o ad essere presente il triplo, come se valesse per tre amici insieme. Non dico che dovrebbe dedicarti anima e corpo ma banalmente va bene anche essere presente nei momenti difficili (senza lamentarsi che ha cose da fare).
Io perdo tutte le amicizie perché si crea quel distacco, quell'allontanamento che non si riesce più a gestire, e che tutt'ora per me rimane parzialmente un mistero visto che io cerco in tutti i modi di essere presente, per poi sentirmi dire "ho incominciato ad allontanarmi perché tu ti sei allontanata". Nonostante ciò sono arrivata alla conclusione che se l'allontanamento avviene, significa che semplicemente doveva avvenire, che non c'è più la compatibilità di un tempo, non ci sono più gli stessi interessi e soprattutto la stessa voglia di passare il tempo con l'altro. O semplicemente viene a mancare la fiducia. E se si viene a perdere la fiducia da parte di colui che, anche inconsciamente, porta avanti il rapporto (è il palo che sostiene), niente tornerà come prima e l'amicizia si andrà perdendo. Non rimuginare troppo sul perché si sia allontanato. Lui avrà avuto le sue motivazioni e tu hai perso la fiducia nei suoi confronti. E ricorda che chi ci tiene davvero farebbe di tutto per non perdere l'amicizia, come hai fatto tu, ma anche come lui NON ha fatto. Anche se ti scrive lo fa probabilmente per non sentirsi solo, e forse sì anche per abitudine.
Un rapporto di amicizia non è unilaterale, ma entrambi devono dare qualcosa all'altro. No che lui vuole essere consolato per qualunque cosa e poi per te non c'è mai, empatia zero.
Come hai detto tu non c'è più il rapporto di amicizia di un tempo ed è meglio lasciare andare tutta questa situazione piuttosto che continuare a starci e soffrire ancora di più.
Ricordati che, in ogni caso, anche se poi le amicizie finiscono, anche se lasciano dolori, lasciano anche ricordi felici che in qualche modo ti hanno cambiata e ti hanno resa chi sei adesso.

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Re: L'equilibrio tra dare e ricevere in una relazione (amicizia/amore)

Messaggio da Bakeneko »

Grazie Sole, mi hai dato un po' di conforto :)
Non è che lui vuole essere consolato per ogni cosa. Anzi, se ha dei problemi tace e torna quando gli sono passati. Se gli capita un problema di qualsiasi tipo, dice che ha la testa da un'altra parte e sparisce. Quando ha risolto, torna. All'inizio non era così! All'inizio ci si parlava di tutto, anche dei problemi e si cercava di darsi conforto reciproco. Ed era una bella cosa. Per me è peggio questo lasciarmi all'oscuro, perché mi tormenta il non sapere cosa sia capitato. Almeno un accenno, e invece no. "È successa una cosa, ho la testa da un'altra parte. Ciao." Ripeto, all'inizio non era così. Sembra che abbiamo preso due strade diverse. Saranno anche cose che capitano. Con un'amicizia superficiale non mi sarei fatta così tanti problemi, ma verso di lui l'affetto era forte.
Gli amici che ti hanno risposto "ho incominciato ad allontanarmi perché tu ti sei allontanata", secondo me fanno un po' scarica barile. Se ci tengono davvero all'amicizia e notano un allontanamento dovrebbero cercare un dialogo per capire.
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