Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warning*

Per le discussioni più serie, di carattere etico, politico, morale, religioso e quant'altro. Si raccomanda la serietà e il rispetto delle opinioni altrui.
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astrid
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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da astrid »

enemyofthesun ha scritto:
astrid ha scritto:Io soffro di disturbo ossessivo-compulsivo da quando ero una bambina, e spesso le compulsioni mentali mi hanno portato a episodi depressivi.
Ne soffro anch'io, è un problema ormai cronico, ho provato terapie (e anche farmaci) ma senza esito.
Soffro anche di ansia sociale. Purtroppo tutto questo mi porta a stare chiuso in casa.
Mi dispiace, e ti capisco... anche io ho sofferto di fobia sociale, che ho in parte superato... il doc è un disturbo subdolo e bastardissimo, e ci vogliono anni per riprendersi ma credimi, ho conosciuto casi disperati che sono riusciti a gestirlo e vivere la loro vita in modo tranquillo.
Si passano le pene dell'inferno ma non bisogna mai arrendersi... perchè la guarigione è lunga e lastricata di ricadute, ma anche quelle fanno parte del gioco...
"Atticus, forse tu ti sbagli..."
"Come sarebbe a dire?"
"Tutta la gente pensa di aver ragione e che tu abbia torto..."
"Hanno il diritto di pensarlo e hanno il diritto di far rispettare la loro opinione," disse Atticus, "ma prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l'unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza."

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astrid
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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da astrid »

Chiara78 ha scritto:Complimenti, astrid! Mi piace molto il tuo approccio :D :D
Vedrai che, grazie ad esso, le cose andranno sempre meglio :D
Grazie Chiara! :D Lo spero proprio

Il fatto è che bisogna armarsi di pazienza infinita, determinazione e lavorare tanto su se stessi per stemperare il malessere... ed è dannatamente difficile, ma purtroppo se non si comincia si rischia di rimanere intrappolati nella sofferenza.
Bisogna trovare la forza di buttarsi e andare sempre avanti... anche con l'aiuto del terapeuta, anche con l'aiuto dei farmaci, ma lo si deve fare...
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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da Yama1980 »

Al momento io non sento più il mio corpo.. la mia vita.. non mi appartengo ho solo una gran folla in testa che non mi fa mangiare.. dormire.. respirare.. catene mi sento solo in catene.
..Ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile..

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Chiara78
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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da Chiara78 »

Hai veramente ragione, astrid, anche io sono del tuo parere, ma non sempre si riesce a farcela, come testimonia lo scritto di Yama :(
Spero che il brutto momento passi, carissima... per quel che vale, un abbraccio virtuale da parte mia! ♥
♥ La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo! ♥

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astrid
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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da astrid »

Chiara78 ha scritto:Hai veramente ragione, astrid, anche io sono del tuo parere, ma non sempre si riesce a farcela, come testimonia lo scritto di Yama :(
Lo so, lo so bene... ci si sente in una scatola chiusa, in un tunnel senza via di uscita, e io non biasimo certo chi sta male perchè so quanto è difficile liberarsi dalla sofferenza.
Ma la speranza c'è per tutti, questo è il messaggio che bisogna portare. In un modo o nell'altro, ce la possiamo fare, nessuno escluso, compreso chi la speranza l'ha persa.
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Chiara78
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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da Chiara78 »

Assolutamente quoto!
Non aggiungo altro perchè sarebbe inutile :D
♥ La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo! ♥

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Caos
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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da Caos »

Un abbraccio anche da parte mia Yama!!
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Yama1980
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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da Yama1980 »

Ciao ragazzi grazie per i vostri messaggi.. Sono ancora tra voi ;)
..Ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile..

natasha
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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da natasha »

Salve a tutti.Ci sono passata anche io e non e' stato facile trovare la persona giusta a cui rivolgersi.Per un anno.intero ho perso tempo.Immaginate che oggi parlo e scrivo correntemente 5 lingue ma all' epoca le emicranie erano cosi' forti da non permettermi neppure di aprire dei fumetti o di uscire di casa. Posso incoraggiare chiunque ne soffra sia in forma forte che lieve a non sottovalutare...il pensiero del suicidio puo' essere ricorrente ma bisogna imparare ad amarsi e a fidarsi per poterne uscire, parlare e non chiudersi totalmente.Sono contraria ai farmaci ma so' anche che ci sono ottimi psichiatri in giro e che magari in una fase iniziale possono fare qualcosa, pur di star bene purche' siano sempre sotto stretto controllo e vanno interrotti sempre con chi vi guida, mai da soli.Sono stata molto male ma ora sono qui e non ha importanza quanto tempo ci si impieghi, ma il fatto di esserci riuscita.Chi non l' ha vissuta non potra' mai capire come si apprezzano dopo le piccole cose.

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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da Federica »

secondo me il suicidio non è affatto patologico
tranne pochissimi casi la maggior parte dei suicidi sceglie lucidamente la propria fine, e fa benissimo
invece di passare decenni di infelicità decide di elidere il problema alla radice
con una notevole dose di coraggio fra l'altro, perché superare l'istinto di autoconservazione è difficilissimo
personalmente provo ammirazione per chi sceglie lucidamente di togliersi la vita
Non nascere è indubbiamente la migliore formula che esista
Non è purtroppo alla portata di nessuno

(Emil Cioran)

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Valkyrie
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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da Valkyrie »

Perché lo faresti anche te??? O.o

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Bianca
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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da Bianca »

Il pensiero del suicidio nasce da una profonda sofferenza che non lascia intravedere nessuna soluzione, neppure una momentanea cessazione della grande fatica di vivere che si sta sperimentando.
A mio parere, se non vogliamo chiamarlo stato patologico, dobbiamo riconoscere che non è un momento di completa lucidità.
Penso agli imprenditori che si sono tolti la vita a causa del cattivo andamento aziendale e che hanno lasciato moglie e figli.
Se in quel momento, avessero avuto la lucidità di riflettere, non avrebbero concluso che ai propri figli, è meglio lasciare una fabbrica in fallimento che un papà morto suicida?
Per questo, mi viene da pensare che non vi sia, nella scelta del gesto, una completa consapevolezza, ma soltanto tanto male da far cessare ad ogni costo.
È questa volontà di far cessare il dolore che permette di andare oltre lo spirito di conservazione che, come dici tu, è molto forte.
Per queste considerazioni, la scelta non può essere totalmente lucida.
Il male dell'anima, annebbia la mente, come non riesce a fare il male fisico.
Io ho sperimentato dolori fisici molto forti, incessanti, per i quali, non potevo assumere calmanti, ma la mente era lucida, io ero consapevole e riuscivo a sperare che sarebbero cessati.
Il male dell'anima, ti toglie la speranza, ti priva della capacità di ragionare; è questo stato che può portare al suicidio.
Chi lo vede come unica soluzione, è perché, come dici tu, vede davanti a sè, soltanto giorni infelici.
La persona lucida e capace di riflessione, sa vedere nel futuro cambiamenti positivi, sa coltivare la speranza e credere che ci sarà per lei di nuovo serenità, sa raccogliere il coraggio per affrontare la situazione.

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Enfys
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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da Enfys »

L'esempio dei padri che si sono ammazzati a causa della crisi, penso sia un discorso a parte, Bianca, perché quando ci sono di mezzo i soldi, le cose si fanno sempre troppo complicate. Giustamente, loro non riescono a trovare un modo per permettere alla propria famiglia di andare avanti fino al mese successivo o di vivere in maniera "dignitosa", però io trovo che al tempo stesso possano essere "egoisti", perché loro muoiono lasciando le difficoltà ai loro parenti: figli senza guida, mogli piene di debiti, il lavoro comunque è perso e non ci sarà verso di trovarlo... per quanto coraggiosi e da stimare per aver compiuto un gesto tanto estremo, c'è davvero tanto da considerare e non è facile giudicarli. L'unica cosa, se i nostri parlamentari avessero più cura di noi, quest'ondata di suicidi non ci sarebbe e molte famiglie non dovrebbero soffrire ingiustamente -anche perché, quel signore che s'è tolto la vita perché aveva perso tutti i soldi a causa della banca è morto per colpa di gente disonesta che lo ha tratto in inganno; avrebbe dovuto vivere e farsi risarcire i danni da quelle persone, penso.

Il suicidio scelto come soluzione alle sofferenze psicologiche e di una vita che non è soddisfacente è una questione a parte e che meriterebbe comunque delle attenzioni costanti. La gente pensa sempre che la vita sia bella e felice per tutti, senza pensare che ognuno la vive in maniera diversa e che trae esperienze piacevoli da cose diverse. Ovviamente, se queste vengono a mancare e si aggiungono altri fattori che possano rendere la vita di una persona ancor più spiacevole, la persona vivrà con difficoltà e, vedendosi mal riparata, sceglierà l'opzione più "facile" per porre fine ai problemi: il suicidio.
L'aiuto di uno psicologo dovrebbe aiutare queste persone a volte, però non sempre è così. Comprendere una mente è difficile e ci vuole non solo pazienza, ma anche una grande conoscenza e apertura mentale, perché se non si comprende appieno il paziente, si rischia di fare più danni del dovuto. Inoltre, penso che uno psicologo debba incoraggiare quanto più possibile queste persone a non compiere atti estremi come il suicidio, perché le conseguenze potrebbero essere gravi. Come Leopardi stesso diceva, a soffrirne sono i famigliari e non penso che a loro non stia a cuore la salute di queste persone.
Sarebbe bello poter aiutare chi soffre a trovare una soluzione al proprio malessere, una soluzione che non risulti in pillole e cose varie, però io stessa riconosco che è difficile trovarla e che fare questo tipo di lavoro possa essere frustrante se non si riesce ad aiutare i propri pazienti.

A me è capitato moltissimo da piccola di pensare al suicidio e se non fossi stata "debole", forse non avrei lasciato incompiuto qualche tentativo. La mia sofferenza derivava dal fatto di non riuscire a rapportarmi con i miei coetanei, perché viaggiavamo su strade diverse: io sono sempre stata semplice e "infantile", nel senso che da piccola parlavo di cartoni, giochi e cose che comunemente dovrebbero piacere ad un bambino/pre-adolescente, e invece chi mi stava intorno pensava già al fidanzatino e a ostentare un bel repertorio inerente l'attività sessuale, e questo mi metteva in difficoltà perché ero volutamente esclusa da ogni gruppo. C'era poi gente che, per un qualche motivo, metteva in giro brutte voci sul mio conto, quindi se la persona popolare dice che fai schifo, automaticamente tutti ti trattano male. Avevo anche cambiato città, quindi amici di infanzia non ne avevo e fino al liceo non ho mai potuto legare con qualcuno seriamente. Alla difficoltà di relazionarmi col prossimo si aggiungevano le difficili situazioni di famiglia -i miei sono sempre stati alquanto severi nei miei confronti e mi hanno sempre sottovalutata- e così ho sempre avuto pensieri di questo tipo. Ed in effetti non mi hanno mai abbandonata, perché quando litigo con i miei la cosa si fa tanto seria che soltanto un qualcosa di spiacevole potrebbe salvarmi, e perché comunque il mio modo di essere infastidisce così tanto il prossimo che non raramente mi hanno augurato la morte.
Con un background così, però, a cui evito di aggiungere altri tristi aneddoti, lo psicologo non l'ho mai visto e penso che forse ne avrei avuto davvero bisogno. Tuttavia, in qualche modo ho trovato un modo per reagire e farmi forza. Non so cosa di preciso, ma prima mi facevo forza con il semplice sentimento di "vendetta", cioè, mi dicevo che dovevo vivere per dimostrare agli altri che avrei potuto fare meglio di quanto potessero farne loro e la vita avrebbe dimostrato quanto una povera "insulsa" poteva valere più di persone stupide e insensibili. La cosa mi dà forza anche adesso, ma crescendo ho imparato a vedere le cose in maniera diversa e a trovare il più grande alleato in me stessa, poiché nessuno ha mai avuto fiducia in me. Sono diventata cinica, acida, sarcastica... insomma, l'antipatia è con me e se qualcosa di brutto succede, cerco di analizzare la situazione, capire i miei errori, cosa ha provocato il problema e, se non riesco a risolverlo con una chiacchierata pacifica, o ci rido su o cerco di dimenticare l'accaduto. Solitamente, però, preferisco farmi una risata.
Cerco sempre di vedere le cose in maniera positiva, se mi è possibile, perché se non si vede la negatività tutto sembra migliore e perché so che se sono triste io rovino le cose agli altri, per le quali ho sempre maggiore attenzione, perché so che cosa ho passato io e non voglio che succeda anche a loro; infatti è per questo che io cerco sempre di essere la simpaticona del gruppo e di incoraggiare gli altri a fare del proprio meglio e non trascurare i propri doveri: ho a cuore il loro benessere come se fossero miei parenti.

Penso che sia difficile riuscire a reagire in questo modo e che per questo la gente abbia bisogno di un qualcuno speciale che li aiuti. Uno psicologo è competente e può comprendere meglio le cose grazie alla propria esperienza, ma a volte è solo un qualcuno che ci vuole bene e che sia la nostra ragione per andare avanti che ci permette di reagire.

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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da Bianca »

La cosa più grave, tra tutto quello che racconti, è che tu abbia dovuto soffrire così tanto da pensare al suicidio, già in età pre adolescenziale, a causa del tuo diverso modo di intendere la sessualità.
Il non sentirti considerata, ha aggravato la situazione.
Si direbbe che tu ora, abbia raggiunto un certo equilibrio, nel senso che sei più forte ed hai imparato a considerare coloro che possono ferirti, con un maggior distacco.
Nella vita succede così: se non si è capaci di aggredire, bisogna almeno difendersi e lo impariamo tutti, prima o poi.
Oggi, sembra che tu abbia col gruppo un rapporto migliore e forse, riesci anche a farti voler bene, perché sei solidale, ti interessi agli altri, ti preoccupi.
D'altra parte, ciascuno di noi deve trovare nella vita, un proprio spazio, un proprio modo di gestire la quotidianità e i rapporti con gli altri, ottenendo gratificazioni, ricevendo amicizia e almeno, affetto.

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Re: Suicidio, depressione e patologia psichica *trigger warn

Messaggio da Enfys »

Sì, purtroppo è stato così e non solo per la sessualità, ma per tante altre cose. Quello era un esempio che forse già da allora doveva farmi capire che ero diversa, perché mi son sempre chiesta come fosse possibile che a 10 anni dei bambini potessero pensare a queste cose: tutto partiva dal rimettere in scena ciò che loro vedevano in tv. Un episodio un po' "triste" delle medie è quando delle compagne di classe mi fecero la domanda "Beh, e il fidanzato?" e, siccome era alquanto fastidioso sentirmela porre, inventai una storia che a quanto pare loro si bevvero e -ecco la parte triste- queste tipe si mostrarono tutte amichevoli iniziando a chiedermi chi fosse, che scuola frequentasse, come l'avevo conosciuto e cose così, mostrando un interesse che prima dall'ora non c'era mai stato. E come se non bastasse, mi chiesero anche la foto -che bastò a darmi un po' di credibilità in quell'istante, perché fortunatamente per me i videogiochi avevano raggiunto una certa tecnologia da non sembrare più pupazzi finti- e di incontrarlo, come se io avrei presentato davvero il mio ipotetico fidanzato a delle persone che non perdevano occasione di trattare male me ed un'altra ragazza. In sé per sé, però, l'episodio è abbastanza divertente, ma pensare che sei considerata solo perché hai un determinato requisito no. Ad ogni modo, alle medie ero capitata nella classe peggiore dell'istituto, tant'è che potrei parlare addirittura di bullismo e a scuola non volevo andarci: ci andavo piangendo e quando dicevo a mia madre che avevo problemi, lei mi buttava fuori di casa a calci, dicendo che ero io la difficile... questo finché non ho fatto sospendere un paio di persone, ovviamente.

Per fortuna, poi, mi sono distaccata da queste persone e ho trovato delle ragazze più semplici che preferivano trascorrere il sabato sera in pizzeria anziché andare in giro a bere e fare la bella vita e io fortunatamente sono maturata abbastanza da iniziare a reagire. Più che altro, è che sono sempre stata ingenua e non ho mai pensato che le persone, senza conoscermi, potessero volermi del male o che non volessero nemmeno provare a spiegarmi che avevo fatto un errore e che potevo redimermi -no, il perdono è per i cristiani di fatto, non per quelli non praticanti, giustamente-, però poi mi sono risvegliata e ho iniziato a vedere le cose per quelle che erano e a giudicare le cose in base ai fatti e ai miei presentimenti e questo mi ha portato capire che le persone intorno a me erano false e a convenienza e a trovare i primi problemi che nessuno voleva affrontare. La cosa buona è che so rispondere a tono e non mi lascio buttare giù facilmente, però, se qualcuno mi augura la morte non riesco ancora a riderci su... fa male.
Però, vedo le cose con un'ottica diversa: ho mia sorella, ho i miei genitori ancora vivi e vegeti, ho delle passioni e ho delle cose che mi fanno divertire; devo dedicare la mia attenzione a quelle anziché a persone che non apprezzano la mia bontà.

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