Società dei consumi: in che senso?

Per le discussioni più serie, di carattere etico, politico, morale, religioso e quant'altro. Si raccomanda la serietà e il rispetto delle opinioni altrui.
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Bianca
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Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Bianca »

Abbiamo vissuto momenti “terribili”...
Ci mancavano farina, lievito, croissants freschi, manicure.
Abbiamo tentato colorazioni ardite, con risultati carota, fata turchina; abbiamo tenuto a bada carie e tartaro, abbiamo consumato morbide tute e ridotto le pantofole a forme indefinibili.

Questa impossibilità di fare acquisti e riempire frigoriferi e dispense, ci ha ammazzato ma noi, falsi e infingardi, dicevamo: quanto mi manca mia suocera! Accidenti, neppure la vicina di casa posso abbracciare! Ma la tovaglia sul suo balcone la sbattevamo sempre.

Ora che ci hanno lasciato togliere la mascherina all’aperto, vengono fuori certe facce!

I negozi sono pieni di gente che compra televisori, dozzine di calze (ma dove le hanno consumate?), prodotti cosmetici.
I centri rifacimento unghie, se telefoni chiedendo un appuntamento, prima scoppiano a ridere poi ti chiedono di specificare il mese.

Le discariche si riempiono di materassi inguardabili e divani sfondati.
Sì, è stata dura.

Dopo questa introduzione poco seria, vi sottopongo un pezzo di Marcovaldo, opera che Italo Calvino pubblicó nel 1966.


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Nel 1966 si viveva già in una società dei consumi, assillante, tentatrice, ingannatrice, continuo canto di sirena.

Ma c’era, secondo me, una differenza sostanziale: si era spinti a consumare cose materiali, solo cose materiali.

Oggi, che l’invito a consumare prodotti si è fatto più raffinato, siamo passati a consumare di tutto.
Nel senso che, tutto si deve ridurre, attraverso la consumazione,
a qualcosa da buttare, divenuto inservibile o addirittura inesistente.

Quindi, la società dei consumi in cui viviamo oggi, è assai più dannosa, subdola, malefica: ci porta a consumare cose materiali e immateriali.

Ecco come siamo arrivati alla fine di sentimenti, principi come onestá e correttezza, passione, condivisione, senso di responsabilità, mentre imperversa il diritto di disquisire su tutto, anche su quegli argomenti che non conosciamo .

Ecco, quelli che ciascuno di noi reputa diritti, non rientrano in questa centrifuga distruttiva: resistono, resistono, resistono.

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Antares
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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Antares »

Ti amo col sole e con la pioggia
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Axel J
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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Axel J »

Interessante.
I diritti da soli sono lamentele.
Infatti oggi stiamo morendo di diritti.

I diritti sono la naturale evoluzione dei doveri, legati a valori sacri come lealtà e onore.
Il consumismo è un diritto per chi non sa chi è, poiché confonde il bisogno di avere qualcosa con il dovere di essere se stesso.

Questo lockdown è stato una grande opportunità per guardarci dentro, forse anche per abbandonare alcune certezze illusorie che hanno fatto il loro tempo.

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Bianca
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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Bianca »

I diritti, oltre ad essere lamentele, sono prepotenze, perché spesso ignorano totalmente l’altro, all’insegna del faccio come mi pare.

Il consumismo ignora i bisogni, vuole soltanto realizzare un’immediata, effimera situazione di possesso, a scapito di ciò che dovrebbe venire per primo, come la puntualità nei pagamenti, la cura di ciò che già si possiede, l’evitare lo spreco.

Anche le persone rientrano in questo meccanismo perverso ed anche loro vengono utilizzate fino a che piacciono, servono, funzionano, sono di moda.

Le amicizie che durano sono pochissime, travolte da vortici di pettegolezzi, critiche, maldicenze, invidie mascherate da belle maniere.

E l’amore? C’è bisogno di parlarne? Segue la stessa sorte.

Mariii
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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Mariii »

Bianca ha scritto:
sab lug 31, 2021 10:20 am
I diritti, oltre ad essere lamentele, sono prepotenze, perché spesso ignorano totalmente l’altro, all’insegna del faccio come mi pare.

Il consumismo ignora i bisogni, vuole soltanto realizzare un’immediata, effimera situazione di possesso, a scapito di ciò che dovrebbe venire per primo, come la puntualità nei pagamenti, la cura di ciò che già si possiede, l’evitare lo spreco.

Anche le persone rientrano in questo meccanismo perverso ed anche loro vengono utilizzate fino a che piacciono, servono, funzionano, sono di moda.

Le amicizie che durano sono pochissime, travolte da vortici di pettegolezzi, critiche, maldicenze, invidie mascherate da belle maniere.

E l’amore? C’è bisogno di parlarne? Segue la stessa sorte.
Concordo pienamente! Ormai è tutto consumismo, anche le persone.

Axel J
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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Axel J »

Bianca ha scritto:
sab lug 31, 2021 10:20 am
I diritti, oltre ad essere lamentele, sono prepotenze, perché spesso ignorano totalmente l’altro, all’insegna del faccio come mi pare.

Il consumismo ignora i bisogni, vuole soltanto realizzare un’immediata, effimera situazione di possesso, a scapito di ciò che dovrebbe venire per primo, come la puntualità nei pagamenti, la cura di ciò che già si possiede, l’evitare lo spreco.

Anche le persone rientrano in questo meccanismo perverso ed anche loro vengono utilizzate fino a che piacciono, servono, funzionano, sono di moda.

Le amicizie che durano sono pochissime, travolte da vortici di pettegolezzi, critiche, maldicenze, invidie mascherate da belle maniere.

E l’amore? C’è bisogno di parlarne? Segue la stessa sorte.
Prima consumavamo risorse in nome di prodotti, oggi siamo prodotti da consumare in nome del consumismo.

È il passaggio dall'era dei doveri/diritti all'era dei profitti inseriti nella parola diritti.

Per ciò che concerne l'amore, tornerà a primeggiare, è solo questione di tempo.

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Bianca
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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Bianca »

Tu dici?
Vorrei poterlo vedere.
Non è anche l’amore un prodotto da consumare con rottura programmata?
E non si ripara: o il pezzo da sostituire non è previsto o non conviene.

Axel J
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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Axel J »

Non capisco cosa vuoi dire.
L'amore non è un prodotto, altrimenti si casca nella logica commerciale del dare/avere.

L'amore è dare.

Mariii
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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Mariii »

Axel J ha scritto:
dom ago 01, 2021 11:48 pm
Non capisco cosa vuoi dire.
L'amore non è un prodotto, altrimenti si casca nella logica commerciale del dare/avere.

L'amore è dare.
No, infatti no però al giorno d'oggi è anche un consumo purtroppo

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Antares
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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Antares »

Axel J ha scritto:
dom ago 01, 2021 11:48 pm
.....
L'amore non è un prodotto, altrimenti si casca nella logica commerciale del dare/avere.

L'amore è dare.
Secondo me l'Amore è Essere:

Essere unito interiormente all'amato tanto da non distinguere dove finisca l'Uno e cominci l'Altro.
Si manifesta esteriormente sui diversi piani dell'essere sia nel saper dare che nel saper ricevere, portandovi equilibrio e armonia.

Ovviamente non è un prodotto, non può essere oggetto di negoziazione, perché non ci appartiene, ma è il nostro vero Sé.
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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Bianca »

Eggiá, proprio così. Dovrebbe essere così.

Invece, è diventato anch’esso un prodotto come tutto il resto.
Qualcuno lo compra, qualcuno lo mette in barattolo per averlo quando gli serve; se quando apre il barattolo scopre che è andato a male, ne apre altri.

C’è anche chi, ogni tanto controlla se è pronto, se si conserva bene.

Qualcuno scopre che contiene il botulino.
Qualcuno mette i barattoli in fila e si esercita nel tiro.

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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Mariii »

Bianca ha scritto:
lun ago 02, 2021 9:35 am
Eggiá, proprio così. Dovrebbe essere così.

Invece, è diventato anch’esso un prodotto come tutto il resto.
Qualcuno lo compra, qualcuno lo mette in barattolo per averlo quando gli serve; se quando apre il barattolo scopre che è andato a male, ne apre altri.

C’è anche chi, ogni tanto controlla se è pronto, se si conserva bene.

Qualcuno scopre che contiene il botulino.
Qualcuno mette i barattoli in fila e si esercita nel tiro.
Hai ragione.

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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Bianca »

Purtroppo è una brutta situazione.

Sono stata, fino a pochi giorni fa, ospite dei miei cognati.
Vedere la pazienza che lei ha nei confronti del marito, la calma e il garbo con cui gli risponde e si occupa delle sue necessità, notare come lui la cerca quando è da un quarto d’ora che non la vede e come, appena lei si siede da qualche parte, lui va a sedersi vicino, è veramente commovente e costringe a chiedersi di quale miracolo ha usufruito questo amore e perché è diventato un’eccezione.

Che cosa ci siamo persi?
Che cosa ci ha resi così volubili, inconsistenti, superficiali?
Quale fata cattiva è presente a tanti matrimoni senza essere stata invitata?

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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Mariii »

Bianca ha scritto:
lun ago 02, 2021 9:21 pm
Purtroppo è una brutta situazione.

Sono stata, fino a pochi giorni fa, ospite dei miei cognati.
Vedere la pazienza che lei ha nei confronti del marito, la calma e il garbo con cui gli risponde e si occupa delle sue necessità, notare come lui la cerca quando è da un quarto d’ora che non la vede e come, appena lei si siede da qualche parte, lui va a sedersi vicino, è veramente commovente e costringe a chiedersi di quale miracolo ha usufruito questo amore e perché è diventato un’eccezione.

Che cosa ci siamo persi?
Che cosa ci ha resi così volubili, inconsistenti, superficiali?
Quale fata cattiva è presente a tanti matrimoni senza essere stata invitata?
Secondo me è la società che è cambiata, sdono cambiati i valori o peggio, si sono persi. C'è troppa superficialità ma ci colpa la situazione attuale : troppo internet, troppo social, troppo consumismo, troppe cose fatte in fretta... Questo è il problema. Una volta si aspettava, ora non più ma è anche normale visto che i mezzi odienru ci consentono di fare le cose subito. Una volta c'era più amore, oggi più consumismo.

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Beta
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Re: Società dei consumi: in che senso?

Messaggio da Beta »

Interessante! Avete detto nel complesso cose che condivido e mi soffermo solo su due punti, che sono due grossi problemi della nostra società:
- concordo con quanto avete espresso sulla concezione che molti hanno oggi dei diritti. La maggior parte della gente pensa che avere diritti significhi fare quello che si vuole (è come la gente che, siccome c'è libertà di parola e il diritto ad esprimersi liberamente, si sente autorizzata a dire qualsiasi cosa gli passi per la testa, senza preoccuparsi delle conseguenze che ciò potrebbe avere sugli altri ... e, se gli si fa notare che ha esagerato, si trincera sempre dietro la scusa del "ho diritto a dire quello che penso");
- la maggior parte della gente è superficiale, come avete già fatto notare voi. Bianca ha evidenziato bene come spesso le persone vedono le relazioni (di ogni tipo, sentimentali o amicali che siano, aggiungo io): passatempo con gente assolutamente sostituibile. Dio santo, se io voglio stare con un'amica, quell'amica non è sostituibile! Invece vedo che per molte persone, che tu ci sia o no, non cambia nulla. Cose simili accadono con le relazioni romantiche: vedo tante relazioni superficiali, gente che si interessa più all'avere una relazione (non importa con chi) che ad avere un determinato tipo di persona. Sarò fatta male io, ma io non voglio una relazione giusto per dire di averla: io voglio avere a fianco una persona con cui stare bene, fino a che non l'avrò, starò da sola. Invece vedo tante persone che stanno con chiunque passi a tiro pur di "avere il/la ragazzo/a". Si autoingannano. Poi si lamentano quando finisce male. Eh beh, dico io, che ti aspettavi?

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