Le esigenze di chi ha dei limiti

Per le discussioni più serie, di carattere etico, politico, morale, religioso e quant'altro. Si raccomanda la serietà e il rispetto delle opinioni altrui.
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Bianca
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Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da Bianca »

L'altra sera ho visto un film interessante: Noi siamo Francesco

Mi ha costretta a mettere in moto tutta una serie di ragionamenti, a pormi delle domande, a chiedermi quali soluzioni ci possano essere.

Devo dirvi che, in quanto a soluzioni, non ho concluso granchè, per cui, ho pensato fosse meglio coinvolgere il forum, da cui, sicuramente verranno fuori osservazioni interessanti.

Questo film racconta la storia di un ragazzo universitario, un bel ragazzo, completamente senza braccia.

Quello che mi ha colpito, è stata la sequenza in cui l'amico, gli racconta, nei dettagli, cosa è successo la sera prima, tra lui e la ragazza.
L'amico riferisce con entusiasmo, quanto la ragazza sia disinibita, quanto sia brava nelle iniziative, commentando poi: non si vergogna di niente.
L'amico riferisce con spontaneità, non con cattiveria; c'è una sorta di superficialità nel suo comportamento, ma si capisce che il suo intento, è soltanto quello di far partecipe Francesco, della sua esperienza e del suo entusiasmo.

Nel corso del racconto, la telecamera riprende Francesco in primo piano; sul suo viso, nei suoi occhi, si legge tutta la tristezza, l'amarezza, la solitudine di chi, non è in grado di condividere.
Vorrebbe, ma non può.

In quel momento, mi è venuto da pensare agli asessuali, che vivono, se pure in modo diverso, il loro essere mancanti, che non è fisico ma mentale.

Chi di noi pensa a cosa possa significare non avere le braccia?
Forse, soltanto nel momento in cui ci si ritrova con un arto ingessato, sapendo che è una condizione momentanea.

Francesco, a tavola, ha la cannuccia per bere e viene imboccato.

Dal punto di vista sessuale, come può svolgersi la vita di una persona che ha tutto che funziona "là sotto" ma non ha i mezzi per attivare/soddisfare, le normali pulsioni ?

La mamma, con tutta la sua ansia e la sua comprensione, capisce che il figlio ha delle fantasie, dei desideri e non trova niente di meglio che procurargli una prostituta, facendola passare per la sostituta della massaggiatrice.
Poi sarà l'amore a risolvere davvero, come succede sempre.

Quello che vorrei che emergesse nei vari interventi, sarebbero le vostre soluzioni.
Potete rimanere nell'ambito dell'asessualità o ampliare.

Nel film, la soluzione inizia nel momento in cui, una ragazza , ridendo, mette in comune la sua forchetta alla mensa universitaria.

Ci sono tante soluzioni nel sorriso, anche di cose serie: sdrammatizza, facilita, toglie la paura.

A voi!

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Antares
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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da Antares »

Bianca ha scritto: Quello che vorrei che emergesse nei vari interventi, sarebbero le vostre soluzioni.
Potete rimanere nell'ambito dell'asessualità o ampliare.
Ogni persona che ha un handicap particolare ha anche delle particolare doti e risorse, per cui affrontare il problema in generale, con un ipotetico caso astratto non ha molto senso.

Nel corso della mia vita mi sono trovato in situazioni simili a quella di quel ragazzo nell'ascoltare le confidenze dell'amico.

Qualche volta ho visto una mia ex abbraciata e baciarsi con un altro e che cosa ho provato ?
Non il desiderio di essere al suo posto, perchè non sò cosa ci fosse di così soddisfacente, inoltre, precedentemente, sempre con Lei, mi ero trovato esteriormente in quella situazione senza però alcuna volontà interiore di coglierla ("Tu non ti lasci andare, non ti lasci andare mai, perchè ?").
Ho provato forse un senso di inadeguatezza, però pur sentendomi diverso, avevo la consapevolezza interiore che quello a cui ambivo era, almeno per me, meglio.
Accompagnata però dal senso che impedivo ad una certa parte di me di esprimersi perchè la vedevo negativamente senza sapere come realmente fosse.
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Bianca
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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da Bianca »

Questa è una bella, chiara spiegazione.
Iniziare da un caso astratto, ha soltanto lo scopo di dare l'imput ad un argomento, poi, sono i casi reali che ci interessano, sono le sensazioni vere che le persone provano che ci aiutano a capire.

Quello che risulta dalla tua spiegazione, è che, almeno nel tuo caso, non c'è sofferenza.
Ti senti inadeguato, ma questa inadeguatezza, non la vivi come una mancanza.
Non so se è così per tutti, credo di no.
Probabilmente, dipende anche, da quanto una persona è coinvolta sul piano sentimentale, da quanto trasporto prova nei confronti dell'altro.
O il trasporto non lo prova?

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Antares
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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da Antares »

Bianca ha scritto:Quello che risulta dalla tua spiegazione, è che, almeno nel tuo caso, non c'è sofferenza.
Ti senti inadeguato, ma questa inadeguatezza, non la vivi come una mancanza.
C'è ne è di sofferenza, eccome se c'è, specialmente nel rendermi conto che questo mio comportamento è una importante concausa nell'essere lasciati.

Non è la mancanza di una certa espressione della mia sessualità a farmi soffrire, ma quella che credo esserne la causa: una profonda mancanza di amore verso un certo aspetto di me stesso che si traduce anche nell'incapacità di amare completamente la mia compagna.
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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da gio74 »

Nel caso dell'asessualità, credo che imparare ad accettarsi come asessuale, voglia dire proprio vivere la propria condizione senza considerarla un limite...

Certo, è un processo lungo, difficile,e mai definitivo, che va portato avanti con enormi difficoltà e dubbi, ma è l'unico modo per vivere meglio

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Bianca
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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da Bianca »

Sì, penso che l'accettazione dell'asessualità, non sia mai definitiva.
Può dare fastidio, ogni tanto, costringere a recriminare.

Anche quando il processo di accettazione continua negli anni, lo si porta avanti lo stesso, perchè, come dici tu, è l'unica strada percorribile per vivere senza troppa sofferenza.

Praticamente, vi ritrovate a patire, non per una cosa che desiderate e non avete, ma per qualcosa che non conoscete.
Si può recriminare su qualcosa che non si conosce?

Ant, prima ti eri spiegato meglio, ora non capisco bene.........
Però, capisco la sofferenza che c'è nell'essere lasciati per un motivo preciso, nei confronti del quale, non possiamo fare niente.

Mancanza di amore verso un aspetto di te che diventa incapacità di amare completamente la tua compagna? Non capisco.

Io non credo che la mancanza di sesso significhi meno amore, non lo credo proprio.

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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da Truele »

Ecco... io non vivo in modo drammatico l'essere asessuale, anzi, accettare di esserlo mi ha risolto notevoli dubbi a riguardo. Però devo riconoscere che si tratta di un limite.
Ho la fortuna (rarissima, rarissima fortuna!) di avere delle amiche con cui condivido quasi tutto. Ci conosciamo da quando eravamo bambine e la questione "sesso" è sempre stata molto marginale nelle nostre conversazioni.
In effetti... l'essere costretta (con altri e non con loro) a parlare di questioni puramente e meramente sessuali è stata la molla che mi ha portato ad approfondire di più me stessa e di questo ne sono grata.
Soluzioni? Credo non esistano soluzioni ma solo modi diversi di affrontare l'argomento. Ad ogni modo... ogni volta si parla di questioni sessuali non posso fare a meno di pensare che si tratti di un'esperienza che a me manca e che da un lato vorrei fare ma dall'altro... no.
Beh... il tempo aggiusta tutto, dicono, giusto?

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Bianca
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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da Bianca »

La curiosità è una cosa, il desiderio, un'altra; fondamentale, però, è sempre l'accettazione, perchè ne deriva la capacità di gestire ciò che si è.

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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da nome777 »

Cercherò di andare con ordine rispettando l'argomento così come è stato proposto, cercando anche di mantenere un linguaggio decente e senza scendere troppo in dettagli per non urtare la sensibilità di nessuno.

Per prima cosa capisco il desiderare qualcosa di importante e piacevole che non si può avere per i motivi più diversi, soprattutto quando il tuo amico più caro condivide quel qualcosa che non si può avere, appunto non per invidia ma per voler vivere quella stessa esperienza perchè credo che tutti debbano cercare quello che faccia a loro stare bene, ovviamente entro certi limiti leciti. Soprattutto poi quando si parla di momenti di intimità e sesso con una persona a cui si vuole molto bene.

Non ho mai pensato prima di leggere questo post come potrebbe essere la mia vita senza le braccia, e non ho la più pallida idea se fosse possibile utilizzare un'eventuale protesi in tal caso. Di sicuro sarebbe molto molto molto difficile, e ammetto debolezza dicendo che non so se riuscirei a trovare un adattamento ad una condizione così (scusate l'OT), ma questa è un'altra storia.

Probabilmente quello che dirò ora non piacerà a tutti, ma credo sia giusto parlarne.
In generale in Italia di questo tipo di esigenze per alcune persone come il protagonista del film, o come altre persone con disabilità diverse non vengono considerate, e vengono visti come bambini. Ma non è così perchè anche queste persone hanno questa tipologia di esigenze, o, se ho capito bene come funziona il grey-a, anche solo l'esigenza di un contatto fisico intimo o abbracci senza arrivare all'atto sessuale.
All'estero c'è più attenzione da questo punto di vista, creando una figura professionale, l'assistente sessuale, in alcuni paesi del Nord Europa o in Giappone, e che se non ricordo male sono ''passati'' dal servizio sanitario.
Ovviamente il primo pensiero è che queste persone siano delle prostitute o dei gigolò, ma non lo sono perchè sono persone preparate appositamente e che soprattutto lo fanno volontariamente. Ovviamente, scusate la ripetizione, non solo per le persone di sesso maschile, come il protagonista del film in questione.
So che ci sono dei libri che ne parlano ed alcuni video su Youtube , qualcuno anche esplicito con i dettagli censurati, ed un film con Helen Hunt.

Immagino ci saranno discussioni più o meno accese sul tema, ma come dicevo penso sia meglio parlarne.

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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da Bianca »

L'assistente sessuale mi sembra una bella idea ma assai difficile da realizzare.
Bisogna mettere insieme preparazione e volontariato e creare una figura professionale che svolga un compito che è, per sua natura, di carattere strettamente spontaneo, intimo, personale, coinvolgente e scelto.

Non so, in pratica, cosa ne potrebbe venir fuori.
Lo farà anche gratuitamente ma, alla fine, andrebbe sempre a rappresentare l'antica figura di chi pratica il più antico mestiere del mondo.

Quando ero in Giappone e ci spiegarono cos'erano le geishe, quali fossero i loro compiti, la preparazione che ricevevano, alcuni hanno chiesto se erano, in pratica, delle prostitute di lusso.
Chi spiegava, ha sempre negato, ha sempre ribadito che le ragazze frequentavano un'apposita scuola che durava 4, 5 anni, con soltanto 200 ammesse in tutto il Giappone.
A tutti noi, comunque, il dubbio è rimasto.

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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da Delirio »

Mi manterrò perlopiù sul tema asessualità, perché davvero non ho idea di come possa esserci una soluzione alla mancanza degli arti, se non nell’amore.
Penso che dipenda molto da quello che una persona in una situazione simile desideri.

Premetto di non aver visto il film, ma sono portata a credere che quello che mancasse a Francesco, più che il sesso in se (come pensava sua madre), fosse proprio l’amore.

Penso che in una situazione simile, la sofferenza più grande sia nella prospettiva che essendo menomato non ci sarà mai nessuno capace di amarti, perché per nessuno varrai mai la pena.

In questo, credo ci siano delle similitudini con l’asessualità.

Io personalmente, non ho mai avuto la minima sofferenza di fronte ai racconti sessuali di amici e amiche, ero piuttosto stranita, quasi divertita, dall’eccitazione che traspariva e dall’importanza che gli davano, perché non l’ho mai capita o condivisa.

Questo “deficit”, chiamiamolo così, non mi è pesato, perché il mio interesse ad avere esperienze sessuali è sempre stato nullo, non l’ho mai visto come un limite, perché non mi ha mai attratto.

Come già raccontai, non mi sono mai sentita sbagliata, mancante, inadeguata, per non poter vivere normalmente la sessualità.
Ho sempre accettato di essere così, e i racconti esagitati dei miei amici mi hanno fatto sorgere domande sul perché per loro sia diverso, ma mai mi hanno destato l’angoscia di non poter provare lo stesso.

L’angoscia mia non sta nell’impossibilità di vivere il sesso, ma in quella di non poter vivere l’amore (e qui la similitudine con Francesco): la sofferenza di fronte al fatto di non trovare nessuno capace di amarmi a causa della mia mancanza è stata forte.

Il fatto di essere stata scartata, pressata, tradita, lasciata perché non volevo rapporti sessuali, mi ha ferita, ma non mi ha fatto sentire la mancanza di quella parte del rapporto: a me stava bene com’ero, mi stava bene che non avessi quell’interesse; quel che non mi faceva essere felice era la dura realtà che se non facevo sesso, per i ragazzi che ho amato, non valevo abbastanza e nulla importava quanto fossi intelligente, simpatica o amabile.
Preferivano e hanno preferito ragazze ben più scialbe di me, ma disponibili a farlo.

A quel punto, quando vedi che il ragazzo di cui sei innamorata preferisce ragazze stupide e insipide a te per via del sesso, ti crolla la speranza perché vedi tutto il tuo sistema di valori sgretolarsi di fronte all’evidenza concreta che non conta nulla chi tu sia, o al limite conta solo in subordinazione alla tua disponibilità sessuale.

Per farla più semplice, capisci irrimediabilmente che per te l’amore è inteso come qualcosa di diverso rispetto a quel che intende la maggior parte della gente e che per quella gente il sesso è fondamentale, sta al primo posto o comunque è irrinunciabile e se non sei disposta a farlo, non conta niente tutto il resto, la complicità, la personalità, l’attrazione mentale, l’affiità ideologica... Non valgono nulla.
Mentre per te è quello l’amore.

Quindi ti arrendi all’idea che non sarai mai amata da nessuno, perché non sarai mai disposta (o in grado) di dargli quel che in primo luogo cerca, ovvero il sesso.

Ho avuto vari ragazzi che mi hanno detto che io sarei stata la ragazza perfetta, se solo non fossi una “suora frigida”.
Stessa cosa me l’hanno detta alcuni amici.

Che avrei dovuto pensare di fronte a questo?
Che non ha la minima importanza quanto io sia una bella persona, tanto se non voglio farlo, tutta la “mia perfezione” scade in un “non vali la pena”.

E credo che sia questo che un qualsiasi menomato pensa di fronte all’essere amato: “non accadrà, non valgo la pena”.

Detto questo, da ragazzina ne soffri di più, col tempo accetti l’idea: infondo è giusto così, se per quella persona il sesso è importante e fondamentale per l’amore, non puoi farci nulla se non accettarlo e farti da parte.
Se quella persona non è capace di apprezzarti per come sei, vuol dire che non fa per te.

Per questo, per limitare i danni sentimentali, negli ultimi tentativi di frequentazione che ho avuto l’ho fatto presente subito che di sesso con me non se ne parla, cercando di farmi prendere sul serio...
Il problema è che non ti prendono sul serio! :lol:


Per quel che riguarda le assistenti sessuali ai disabili pagate dall’ASL...
Ma per favore...

Per come la vedo io, è prostituzione legalizzata e pure pagata dallo stato, quindi da tutti noi, per il sollazzo di qualcuno che, con tutti i deficit che può avere, di certo non ne troverà un giovamento inerente alla sua menomazione (che è il motivo er cui è disabile e sovvenzionato e fornito di quest’assistenza che quindi, non fa effettivamente nulla per il suo deficit) e, a maggior ragione, non è un qualcosa di fondamentale importanza per la sopravvivenza.

A quel punto, sarebbe molto meglio che la sanità si occupasse di ben altre concessioni, tipo certi vaccini, i farmaci antistaminici, fisioterapie riabilitative decenti, qualche macchinario e specialista in più per evitare liste d’attesa lunghe anni, e chi più ne ha più ne metta.

Invece, per com’è ora la situazione, non danno più nemmeno l’accompagnamento a persone palesemente e attestatamente non autonome.

E non venite a parlarmi di bisogni fisici e psicologici.

Il bisogno fisico, a meno che non gli manchino entrambe le braccia, lo possono risolvere da soli.
Se no, ci sono i sex toys.

Per i bisogni psicologici, ci addentriamo in una selva oscura.
Perché se iniziamo a fornire prostitute a tutti quelli che soffrono perchè non possono far sesso normalmente, allora dobbiamo fornirle anche a chi non può farlo perché nessuno lo vuole, alle persone in carrira che non possono permettersi relazioni o perdite di tempo approcciando qualcuno, ai carcerati, ecc.
In fin dei conti credo proprio che chiunque vada a prostitute (o gigolò che siano), ci vada per soddisfare più un bisogno psicologico che un bisogno fisico, perché se fosse solo fisico, farebbe a casa da solo (o sola).
Che facciamo? Prostitute gratis per tutti?

Detto questo, ripeto, non è un bisogno vitale e mi sembra un enorme mancanza di rispetto per i contribuenti che pagano regolarmente le tasse.

Non esiste che io, o chiunque altro al mio posto, venga a pagarti la “prostituta legale” a te; nemmeno se ti mancano tutti e 4 gl’arti.

Questa è la mia opinione.
Gruppo Arcadia - Asessuali e Asessualità:
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axelay
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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da axelay »

Deliriuccia, che delirio le tue pene d'amore....ma come, nessuno che ti ha mai capita veramente,
nessuno che ti ha mai amata veramente...
...se fosse stato vero amore, totale amore nei tuoi confronti e non parziale, nessuno avrebbe anteposto il sesso alla cosa
più importante, tu.

Un uomo può avere mille pulsioni sessuali, lottare contro di esse per amore, ma un uomo che ama veramente
una donna, chiunque essa sia, non potrà mai essere così stupido da rinunciare alla donna che ama per un po' di sesso.

Amare una persona è come avere la fortuna di poter ammirare un dipinto raro ed unico, e di avere una sorta di esclusiva su di esso.
Ma il dipinto lo si ama perchè è una opera d'arte, con tutte le sue piccole imperfezioni. Magari la cornice è logora e qualche pennellata
manca di colore. Ma se lo si guarda nel suo insieme e non nel dettaglio, è un vero capolavoro.

E chi sarebbe così tonto da barattare un capolavoro per del sesso?

Secondo me, Delirio, chi ha detto di amarti, ti ha mentito.

Gli intenditori d'arte, poi, scarseggiano sempre più...ma magari qualcuno chissà dove, è rimasto là fuori a cercarti.

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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da Bianca »

È tutto vero quello che tu dici axe.....
Chiunque sia l'altro, se chi lo ama lo vede come un capolavoro, cosa vuoi che gliene importi del sesso!...
Sta anche all'altro essere un'opera d'arte, migliorandosi nel tempo, illuminando i colori, dimostrando di aver altro da dare, aldilà del sesso.

Avere l'esclusiva su un capolavoro, è un premio non valutabile.

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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da Dama dell'800 »

axelay ha scritto:Deliriuccia, che delirio le tue pene d'amore....ma come, nessuno che ti ha mai capita veramente,
nessuno che ti ha mai amata veramente...
...se fosse stato vero amore, totale amore nei tuoi confronti e non parziale, nessuno avrebbe anteposto il sesso alla cosa
più importante, tu.

Un uomo può avere mille pulsioni sessuali, lottare contro di esse per amore, ma un uomo che ama veramente
una donna, chiunque essa sia, non potrà mai essere così stupido da rinunciare alla donna che ama per un po' di sesso.

Amare una persona è come avere la fortuna di poter ammirare un dipinto raro ed unico, e di avere una sorta di esclusiva su di esso.
Ma il dipinto lo si ama perchè è una opera d'arte, con tutte le sue piccole imperfezioni. Magari la cornice è logora e qualche pennellata
manca di colore. Ma se lo si guarda nel suo insieme e non nel dettaglio, è un vero capolavoro.

E chi sarebbe così tonto da barattare un capolavoro per del sesso?

Secondo me, Delirio, chi ha detto di amarti, ti ha mentito.

Gli intenditori d'arte, poi, scarseggiano sempre più...ma magari qualcuno chissà dove, è rimasto là fuori a cercarti.
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È un bel leggere, sia per il contenuto che per lo stile!

Intenditori di questo genere d'arte credo di non averne mai conosciuti... devo giusto accertarmi di un paio di tizi :)

Mi sono iscritta qui un anno fa e per vari motivi torno solo ora e devo dire che molte delle cose che dite mi fanno sentire "a casa" perché mi

sono familiari.

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Re: Le esigenze di chi ha dei limiti

Messaggio da Dama dell'800 »

Comunque per rispondere a questa "vecchia" discussione.. il film non l'ho visto quindi non so ma per quanto riguarda i bisogni fisici penso che non ci sia niente di male nell'usare/inventare sex toys fatti appositamente per le più svariate necessità.

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