Cultura islamica incompatibile con quella occidentale?

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OrbsAvoidance
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Cultura islamica incompatibile con quella occidentale?

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Matty
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Re: Cultura islamica incompatibile con quella occidentale?

Messaggio da Matty »

Allora, secondo me il grande passo che non è ancora stato compiuto dall'Islam è la interpretazione della parola di Dio, che per loro non è concessa, la parola di Dio non è né una metafora né qualcosa da applicare a seconda delle condizioni, è verità e basta, e i suoi ordini sono da applicare alla lettera. Questo a mio parere influenza molto la loro psicologia e il loro approccio ad ogni aspetto della vita.
Detto questo, è naturale che una religione così ben radicata tenda a reprimere qualsiasi idea che vada contro i principi coranici, il risultato sono ovviamente stati in cui la religione è mescolata con la politica amministrativa, e quindi la legge religiosa si mischia con quella statale.

E' innegabile che l'Occidente abbia dato dei motivi validi al mondo islamico per fomentare l'odio, partendo anche prima delle crociate di 1000 anni fa, con i primi scontri tra i due mondi a Poitiers e la Reconquista Spagnola nella penisola Iberica.

Ora linko: http://www.associazionelatorre.com/2011 ... -infedeli/

Cosa ha portato quelle che fino al 600 DC erano delle tribù deboli e spezzettate a unirsi ed essere una potenza in grado di occupare in pochissimo tempo mezza Europa? Probabilmente quello che vedete linkato sopra. L'Islam ha dato dignità e un senso di unità a popoli che avevano sempre subito dominazioni e che erano sempre contate poco. La religione in questo caso ha agito da coagulante sociale, ha reso "potente" un popolo, un po' come hanno fatto i grandi totalitarismi del '900. C'era bisogno di un qualcosa che potesse riunire sotto un unico emblema tribù che singolarmente valevano davvero poco.
Se ci pensate la promessa di una ricompensa (che per chi crede nell'aldilà è pur sempre concreta) in cambio del combattere per l'onore di dio può smuovere maree e maree di persone senza nulla da perdere, basta pensare alle crociate, il grosso degli eserciti crociati era formato da poveracci senza alcuna prospettiva di una vita migliore. Le grandi religioni monoteiste si sono sempre dapprima sviluppate nelle fasce più basse della società, davano un senso di riscatto, e univano chi si trovava in difficoltà. Ve lo immaginate un patrizio romano accogliere a braccia aperte una religione che diceva che"tutti gli uomini sono uguali", quando magari in casa aveva 3 schiavi? Nel caso dell'Islam ha trovato radicamento in un popolo che il grande riscatto non lo aveva mai avuto.
Ora, può un popolo che segue in modo così fanatico le parole di dio (che io sappia, ci sono anche versetti che in parte smentiscono quanto detto in quelli linkati sopra, il corano sarebbe quindi leggermente" contraddittorio") convivere in pace duratura con tutti gli altri?

La risposta è no, se appunto si seguono le parole del profeta così alla lettera (attenzione, se i cristiani seguissero alla lettera le parole della bibbia, non sarebbero tanto diversi).

Come si può fare in modo che l'Islam si "evolva" e che quindi si possa integrare come tante altre religioni? Evolvere nel senso di anteporre regole più evolute in materia di convivenza rispetto alle regole religiose imposte da un libro di 1400 anni fa, un po' quello che è successo (e che in alcuni casi sta ancora succedendo) in occidente.

Secondo me, quindi ora entro nel campo delle opinioni personali, non ci può essere evoluzione culturale (se non mooooooolto lenta come quella cristiana, che dopotutto ci ha messo 1500 anni prima di mettere in discussione alcune credenze) se si rimane confinati in realtà "monocolori", è un po' come tanti asessuali, che si sentono "sbagliati" se attorno a sé non hanno persone che gli fanno credere il contrario.

Voi direte, ma cosa c'entra questo con la integrazione degli immigrati?

Penso che la massiccia immigrazione tenda a ricreare nei nostri stati dei piccoli nuclei di paesi di origine. Mi spiego meglio, se in una città interi quartieri vengono dedicati esclusivamente a immigrati, rimarranno sempre tra loro, la nostra cultura e le nostre idee non circoleranno mai tra loro, per loro non sarà molto diverso rispetto a vivere nel loro paese. E' il caso delle Banlieue Francesi, quartieri periferici dove per anni sono arrivati solo immigrati e i vecchi residenti sono interamente andati a vivere in zone più centrali. Ovviamente la maggior parte delle persone che si sposta in un paese occidentale lo fa perché non ha condizioni economiche buone. Le Banlieue sono quindi diventati dei centri di povertà ed emarginazione, non è un caso che il terrorismo islamico abbia fatto proseliti in quelle zone, la parola di dio, esaltata e seguita alla lettera, ha lo stesso effetto che ebbe 1400 anni fa sulle tribù arabe.

Probabilmente, con queste enormi masse che si spostano, paesi che prima si erano ben guardati dal provocare l'effetto Francia (perché è un effetto presente da almeno 50 anni, dallo scioglimento delle colonie, che si attenua e si riaccende periodicamente), per esempio diluendo i migranti all'interno delle città, tipo piazzare una famiglia migrante in una casa popolare con altre 9 famiglie Svedesi, non riescono più a mescolare così bene i nuovi arrivati.Un po' perché sono troppi, un po' perché forse gli abitanti locali stessi vogliono "ghettizzare" (nel vero senso della parola) i migranti.

Così si ricreano le Banlieue anche in paesi dove non ci sono mai state, i migranti convivono solo tra di loro, la loro cultura si mantiene anziché mischiarsi alla nostra, il divario sociale c'è, e lo vedono tutti i giorni semplicemente spostandosi verso il centro delle città. Una famiglia algerina in mezzo a 9 svedesi ha necessariamente un confronto diretto e di scambio col paese in cui è arrivata, se invece le 10 famiglie sono tutte algerine, è come stare in Algeria, si va in "Svezia", quindi verso il centro, solo per lavorare e l'unico tipo di confronto è quello della subordinazione al lavoro.
E' ovvio che in queste realtà l'ISIS ha gioco facile, va a predicare ai giovani, magari disoccupati( o sfruttati e malpagati, che ogni giorno vedono i coetanei passarsela molto meglio), la rabbia e il fanatismo da scatenare contro l'infedele. Sarebbe molto più difficile predicare a persone che se la passano bene (anche se le eccezioni ci sono).
Ma questo avviene ovunque, attenzione, anche gli USA vanno a fare reclutamento per l'esercito tra le fasce sociali meno abbienti.

Posso anche azzardare a rispondere al perché ciò sta avvenendo maggiormente in paesi come quelli scandinavi, o Francia e UK.
Di questo mi ha parlato un mio conoscente, Iraniano. Diceva di conoscere coetanei che vivono in questi paesi, che fanno fatica ad emergere nella società, fanno lavori umili, mentre i loro amici autoctoni se la passano molto meglio, hanno lavori fissi, ben pagati ecc... diventa facile per loro cadere nella tentazione del fanatismo, perché loro stanno male, e i loro amici con cui si confrontano ogni giorno no, questo dà una sensazione di abbandono, segregazione e discriminazione sociale.
Invece in Italia mi dice che bene o male i giovani sono tutti sulla stessa barca, se la passano male in molti e in tutte le fasce di nazionalità, diventa più difficile andare a spiegare che gli Italiani li stanno ghettizzando e discriminando, se nemmeno i giovani italiani hanno lavoro e certezze.

Quindi, per tirare le somme, secondo me l'integrazione è possibile solo se la popolazione migrante islamica viene diluita uniformemente all'interno della popolazione locale, per aprire un vero e proprio confronto e fusione di idee, e ovviamente deve esserci una minima stabilità dal punto di vista economico. Dove c'è povertà e idee "monocolore" è molto più facile sviluppare focolari di indignazione e voglia di riscatto, in cui questa religione può giocare un ruolo molto ampio, e anche probabilmente distruttivo, l'Islam può essere un riscatto alle loro vite, come lo erano le crociate per i poveracci europei 1000 anni fa.


Non so se ho risposto proprio a tutto, o se ti ho fornito dati e idee nuove.

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OrbsAvoidance
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Re: Cultura islamica incompatibile con quella occidentale?

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Re: Cultura islamica incompatibile con quella occidentale?

Messaggio da Valkyrie »

si ma come si può fare??? non ci sono comunque (penso) grandissimi spazi vuoti nei centri e molti dei residenti continuerebbero a guardare con sospetto gli immigrati... solo a me la cosa sembra una situazione senza via d'uscita????

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Re: Cultura islamica incompatibile con quella occidentale?

Messaggio da Valkyrie »

scusate un po' off topic O.O ma perché ogni religione ce l'ha con l'infedele, il non credente o altre robe così??? nel senso... ok tu credi, bravo complimenti vai in paradiso, ma allora perché mi devi venire a rompere le balle a me che non credo??? è uno sforzo inutile, no? uccidendomi o perseguitandomi non è che divento fedele.... quindi visto che la vita terrena è di solito in tutte le religioni una fase passeggera.... e che solo i veri fedeli avranno la ricompensa... cosa frega ai credenti in cosa credo io??? tanto poi non mi vedono in paradiso quindi... boh?

(si capisce il mio dilemma??? ho provato a renderlo il più umanamente comprensibile possibile, ma non penso di esserci riuscitaXD)

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Re: Cultura islamica incompatibile con quella occidentale?

Messaggio da Bianca »

Valky, io in cielo voglio rivederti, se no, con chi faccio bordello?
Non importa che tu creda o no, basta che tu viva da persona per bene, amando e rispettando il prossimo.
Il concetto "morte agli infedeli" è senza senso, come tu ben evidenzi, eppure è stato presente in tutte le religioni e ha fatto parecchi danni.
È una questione di cultura, di apertura mentale, di rispetto delle idee altrui.
Capisci che c'è gente, interi popoli, che hanno ancora tanta strada da fare per mettersi in quest'ottica.

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Re: Cultura islamica incompatibile con quella occidentale?

Messaggio da Valkyrie »

era un esempioXD

si ma ci arriveranno mai??? secondo me no... ormai quella mentalità chiusa è andata avanti per troppo tempo, penso che siamo ad un punto di non ritorno ormai:(

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Re: Cultura islamica incompatibile con quella occidentale?

Messaggio da Bianca »

Tieni conto che molti dei loro figli studiano e si laureano nelle università londinesi.
Certo, sono i ricchi, ma saranno anche quelli che avranno il potere economico e politico.
Quindi, è nella cultura che dobbiamo sperare.
Pensa cos'era il cattolicesimo al tempo dell'Inquisizione...

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Re: Cultura islamica incompatibile con quella occidentale?

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Re: Cultura islamica incompatibile con quella occidentale?

Messaggio da Matty »

Valkyrie ha scritto:scusate un po' off topic O.O ma perché ogni religione ce l'ha con l'infedele, il non credente o altre robe così??? nel senso... ok tu credi, bravo complimenti vai in paradiso, ma allora perché mi devi venire a rompere le balle a me che non credo??? è uno sforzo inutile, no? uccidendomi o perseguitandomi non è che divento fedele.... quindi visto che la vita terrena è di solito in tutte le religioni una fase passeggera.... e che solo i veri fedeli avranno la ricompensa... cosa frega ai credenti in cosa credo io??? tanto poi non mi vedono in paradiso quindi... boh?

(si capisce il mio dilemma??? ho provato a renderlo il più umanamente comprensibile possibile, ma non penso di esserci riuscitaXD)

Perché anticamente la religione aveva anche la funzione di controllo sociale, quindi il generarsi di nuove religioni o dell'ateismo poteva minare la società, nel senso che poteva dare nuove visioni sui rapporti tra esseri umani nella società.
Basta guardare le persecuzioni contro i cristiani da parte dei romani, perché perseguitavano i cristiani e non le altre religioni politeiste dei popoli che conquistavano? Perché il cristianesimo ribaltava le dinamiche sociali, diceva che tutti gli uomini erano uguali, potenzialmente pericoloso per una società che consentiva lo schiavismo.
Che poi la società cristiana abbia comunque promosso lo schiavismo nei secoli successivi è un altro discorso.

Ora gli stati nazionali hanno preso il posto della religione e con le leggi dettano loro quali devono essere le regole sociali, quindi la persecuzione contro nuovi credi è scoraggiata, almeno nell' Occidente. E' dove gli stati si fanno dettare le regole dalla religione che ci sono dei problemi.

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