Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Per tutto ciò che riguarda coloro che si sentono "a metà" tra sessuali e asessuali: grey-A e demisessuali.
autrecotedelalune
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Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da autrecotedelalune »

Ciao a tutti, vorrei approfittare dell'ospitalità di questo bel forum per raccontare la mia esperienza diciamo "curiosa".

Prima di tutto, qualche premessa su di me per chi non ha letto la mia presentazione tra i neo-iscritti.
Onestamente non ho ancora capito la mia condizione, che forse si avvicina alla demisessualità. Io sono un ragazzo di 29 anni, etero, che non ha mai avuto particolare spinta verso la sessualità fine a se stessa e ho sempre prediletto la dimensione romantica/platonica nei miei rapporti come pre-condizione per qualcosa di più, pur avendo una libido direi nella norma e non avendo scrupoli di natura morale/religiosa all'idea del "sesso senza amore".

Per farla breve, durante un viaggio ho incontrato una ragazza (inglese) con cui ho poi iniziato a intrattenere scambi di e-mail così lunghi da poter far quasi invidia ad un Foscolo o un Goethe. In tutti questi scambi ho approfondito la conoscenza di una ragazza sicuramente introversa, ma anche indipendente, intelligente e amante dei viaggi come me. Dopo un po' è saltato fuori che lei era asessuale e fin qui sarebbe tutto fantastico, se non che mi ha confessato di essere anche aromantica e di non avere mai nemmeno per sbaglio provato qualche sentimento che secondo lei potesse avvicinarsi ad "amore". Pur essendoci questa spada di Damocle, in questi mesi avevo visto comunque un'evoluzione nel rapporto e nelle e-mail, che da meccaniche e generiche erano diventate sempre più personali e intime, in particolare lei mi ha raccontato di un suo lungo periodo di depressione durato fino a 5-6 anni fa. Dopo tutti questi mesi, decido di organizzare un viaggetto per andarla a trovare nella sua città, di modo da poter trascorrere un weekend in sua compagnia, idea che è piaciuta anche a lei perché era un ottimo modo per poter vedere dal "vivo" un rapporto che si era sviluppato online per così tanto tempo.
Non c'è quasi bisogno di dire che l'esperienza del weekend insieme non è stata buona quanto quello che c'è stato prima. Pur non essendo un brillante oratore (specie in una lingua non mia), ho sempre cercato di spingere la discussione sui temi più personali e su quelli che nei mesi precedenti erano stati quelli anche più interessanti per lei, ma sembrava quasi che tutte quelle conversazioni passate non esistessero nemmeno, lei sembrava continuamente sulla difensiva come un pugile che cerca di arrivare indenne all'ultimo round. Devo ammettere che nonostante fossi pronto ad un weekend totalmente casto e "aromantico", mi sarei aspettato più confidenza e "calore umano" in tutto questo, cosa che le ho manifestato al mio rientro a casa. La sua risposta è stata che come in tutte le sue esperienze passate, pur avendo io tutte le caratteristiche adatte a stare con lei "sulla carta", lei non ha provato nulla di quello che in teoria si dovrebbe provare (la sua "asocialità" non è stata d'aiuto) e non ha modo di sapere se è un problema che persisterà in eterno o che può essere sistemato frequentandosi di più nel tempo (impraticabile data la distanza). Ora, onestamente mi sento particolarmente confuso a riguardo, mi sto rassegnando all'idea che possa rimanere tutto una profonda amicizia, ma non posso fare a meno di pensare che avevo praticamente trovato dopo anni il mio "unicorno" e la parte più irrazionale e impulsiva di me si illude che ci sia speranza di andare avanti e farla innamorare di me. E' particolarmente frustrante avere una forte connessione in termini di interessi comuni e esperienze passate, ma non avere modo di relazionarsi ad un livello superiore, nonostante le nostre migliori intenzioni.

Anche se in questo caso non avevo raggiunto lo step di innamoramento, mi sembra di stare forse peggio di altre cotte passate che non erano andate a buon fine: è come se l'ultima chance di avere una vita amorosa sia svanita e all'idea di andare alla ricerca di un altro "unicorno" mi si stringe il cuore.

IN ESTREMA SINTESI: un demisessuale (me) incontra un'asessuale aromantica, si crea un rapporto "epistolare" molto forte ma lei alla fine non prova nulla. Ora siamo entrambi frustrati, ma soprattutto per me sembra di aver perso l'occasione della vita.

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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da gio74 »

Io penso che lei abbia capito o intuito la tua "pretesa" di farla innamorare, e ciò l'ha messa sulla difensiva... Quello che mi chiedo è perché bisogna per forza "etichettare" un rapporto, non tenendo conto che esistono persone che sfuggono alle etichette, non so se sono chiaro.Cioe voglio dire, che forse, se tu non avessi la pretesa di farla innamorare (cosa più che legittima da parte tua, attenzione), e quindi etichettare in qualche modo la vostra storia, forse le cose sarebbero andate diversamente tra voi, non so.

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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da Delirio »

Succede sempre così, aut.
Succede ai sessuali, come agli asessuali e ai demisessuali: quando si crea un legame, quando troviamo in una persona una determinata caratteristica (o più) che per noi è basilare o perfetta, quando spendiamo tempo ed energie per coltivare quella che ci appare come una relazione proficua, se essa fallisce ci fa sentire vuoti, ci fa perdere la speranza, perché ci convinciamo che quella determinata caratteristica non la troveremo mai più in nessuno.

L'avevamo trovata, era nostra, era così vicina ed accessibile, quella caratteristica che tanto agognavamo, ma c'è sfuggita di mano. E più che dolore, subentra delusione: delusione per averla perduta, e più era vicina, più la delusione è forte.

Perché eravamo sicurissimi di avercela fatta, di aver avuto, per una volta nella vita, la fortuna di trovare in un altra persona quello che volevamo.
L'unicorno era già nostro, si è mostrato a noi, già si faceva avvicinare, toccare, accarezzare, e poi è scappato via.
Resti deluso, ecco.

La tua amica, ha molte caratteristiche che per te erano perfette, quindi a maggior ragione ti sembra impossibile trovarne un altra con quei requisiti.
Capisco cosa provi, è successo anche a me, e come a me, credo a molti altri, al di là dell'orientamento sessuale che abbiamo.

Ma pensa a te stesso. Tu ti reputi una persona speciale? Particolare? Sicuramente si.
Eppure, non lo sei.
Mi spiego meglio: tu sei speciale solo per te stesso, perché ti conosci meglio di chiunque altro, e sei più o meno speciale per le persone che ti conoscono davvero, che hanno accesso al tuo io o a parti di esso e le apprezzano (ammesso che ce ne siano, perché non è così scontato avere persone vicine che ti conoscano per davvero e non attraverso una delle tante maschere sociali che indossiamo ogni giorno).
La stessa cosa la tua amica. Lei per te è speciale perché hai avuto modo di conoscerla profondamente, veramente.
Sì, è vero, quello che hai visto in lei, conoscendola, ti è piaciuto, e questo l'ha resa particolarmente meravigliosa ai tuoi occhi, ma se nel tuo viaggio non l'avessi notata?
Sarebbe rimasta una sconosciuta come tante, e fra quelle tante, sarebbe rimasta comunque speciale, perfetta per te, ma tu non lo avresti mai saputo, quindi lei non sarebbe mai esistita per te, nella tua mente, nella tua realtà.
Come un unicorno mai visto e sognato, sarebbe stata solo fiaba e leggenda.

E allora, quante ragazze perfette per te, quanti unicorni, ci possono essere, e tu non lo sai?
Gli unicorni esistono, è solo difficile incontrarli, perché si nascondono loro stessi.

Sono tanti, gli unicorni, ma si nascondono, nascondono la loro profondità per difenderla dal mondo, nascondono la loro asessualità (o altri orientamenti), per difendersi dal mondo.
È così son ciechi l'un l'altro.
E quando capita che vedono qualcosa di buono, di decente, di passabile, si accontentano di quel che trovano, convinti che non troveranno mai di meglio.

Ci illudiamo da soli, esaltiamo persone che non fanno per noi sulla base di una caratteristica peculiare e basilare e chiudiamo gl'occhi e il naso a fronte di un sacco di altre caratteristiche che in realtà non ci si addicono.
Così crediamo di aver trovato un altro unicorno, ed invece è solo un mulo con un bernoccolo sulla fronte! Ahahah!

Ma non credo sia il tuo caso, dato che tu con questa ragazza hai trovato un affinità che va oltre l'accontentarsi del fatto che è asessuale e intelligente, giusto?

Se è aromantica, non hai molto da fare.
Da quel che hai scritto, lei stessa c'ha provato: ha atteso di incontrarti e probabilmente c'ha sperato che dal vostro incontro nascesse qualcosa in lei, qualcosa di nuovo, che rendesse felici entrambi, perché sono sicura che, anche se non è amore, dell'affetto nei tuoi confronti lo prova, e vorrebbe vederti felice.
Potrebbe provare ad instaurare una relazione con te, ma a che pro, se per te non ha interesse romantico? Ti illuderebbe soltanto.
Tu finiresti per innamorarti davvero di lei, e lei? Probabilmente no, da quel che dici.
A te piacerebbe stare con una donna che non ti ama?
Ti accontenteresti di questo?

Lei va apprezzata, Aut.
Lei è stata estremamente onesta e matura con te, ti ha detto sinceramente che non ti ama, che non ha interesse romantico nei tuoi confronti, e lo ha fatto senza illuderti, senza forzare se stessa a provare qualcosa che non prova e senza costringere te ad accontentarti di un rapporto a metà.
Tu lo sapevi che era aromantica. Ti sei illuso da solo, ci hai sperato.
Forse, come ho detto prima, ci ha sperato tanto anche lei.

E ha ragione Giò, tu non devi pretendere di farla innamorare, ma nemmeno devi sforzarti a farlo.
Devi ricevere da lei solo quello che spontaneamente si genera in lei.
Forzare le cose, imporle, le rende solo false e frustranti.

Devi solo capire che il tempo che hai usato per approfondire questa conoscenza, l'energia e l'entusiasmo che hai messo nel mostrare il tuo sentimento, le ore passate a pensare a lei, ad un futuro e una vita con lei, non sono state sprecate.
Hai conosciuto una splendida persona, che ha un affinità particolare con la tua stessa essenza e che ti ha dato molto, in questi mesi, a prescindere dal concretizzarsi di una relazione.
È stata una bella vagonata di esperienza, anche col suo carico di sofferenza e delusione, ma tutto sommato ti ha portato a conoscere qualcuno di splendido, e che per te resta comunque splendido, anche se non tuo.
Hai visto un unicorno, Aut, non è una bella esperienza, anche se l'unicorno non è voluto venire a casa con te? =)

Hai comunque imparato, da tutto ciò.
Questa ragazza, che tu definisci ideale per te, ti ha insegnato, ti ha mostrato, quello che tu cerchi in una donna, oltre l'accontentarsi di relazioni fittizie o accomodanti.
Adesso lo sai, adesso sai che è possibile, anche se raro, vedere una leggenda.
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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da Truele »

Posso dire, sinceramente, che al posto del tuo unicorno... probabilmente mi sarei comportata così anche io?
Lo scambio epistolare nel vostro caso non è stato una maschera ma un togliersi la maschera.
Se siete così intimi... penso al terrore che ha provato lei nell'incontrarti.
Per certi aspetti sono come lei... quindi la capisco. E ogni volta che mi comporto come ha fatto lei con te... mi sento mortificata, dispiaciuta, piango come un vitello ma allo stesso tempo sono consapevole che non sarei mai riuscita a fare altrimenti. E con "lui" come mi comporto? Cerco giustificazioni.
Ora... ti posso solo dire che cosa avrei voluto io, in quelle situazioni. Avrei voluto essere capita e accettata e non giudicata anche se sapevo che sarebbe stato impossibile.
Lei è il tuo unicorno? L'hai vista e conosciuta. Ora non ti resta altro da fare che trovare la strategia giusta perché... sia lei ad approcciarsi a te. Perché credo che lei non ti voglia perdere, così come lei è importante per te, tu lo sei altrettanto per lei.
Il modo esiste, ne sono certa, ma non sarà facile e non te lo potrà indicare nessuno. Buona fortuna. :D

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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da Bianca »

Ho molti pensieri in proposito alla tua esperienza, simili o uguali a quelli di Truele.

Quello che proprio non capisco, è "il terrore che ha provato lei nell'incontrarti"
Che cosa avrebbe dovuto terrorizzarla così tanto?
Credo sapesse che non avrebbe incontrato un selvaggio ma il ragazzo con cui tante volte aveva dialogato per scritto, aveva scambiato pensieri e confidenze.
Penso sapesse di essergli cara, almeno quanto lui era caro a lei, quindi, perché tutta questa paura? Di cosa? Per cosa?

Che cosa temeva che lui facesse?
Quali iniziative avrebbero potuto metterla così tanto sulla difensiva?

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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da gio74 »

Sulla difensiva l'ha messa il fatto che lei abbia capito, o in qualche modo intuito, la sua pretesa di farla innamorare... È quello che penso, perché mettendomi nei panni di lei, credo mi sarei comportato alla stessa maniera

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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da Bianca »

L'innamoramente non si realizza a comando, nè su richiesta.
È la condizione più spontanea e naturale che ci sia e non si basa su calcoli.

Poi, cosa vuol dire pretendere di far innamorare qualcuno?

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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da Delirio »

Mmh, credo che un po' di paura l'avesse a prescindere dall'aspettativa di una relazione: lei ha mostrato se stessa ad un ragazzo, per iscritto, online, a distanza, e poi hanno deciso di incontrarsi; la cosa crea una certa ansia, quasi un'ansia da prestazione, fondata sulla paura di non essere capaci di replicare dal vivo la naturalezza, la profondità e la vicinanza di quel rapporto, pur volendolo, pur essendo le stesse persone.

Lei si è trovata molto bene nel dialogare con lui durante i mesi precedenti, così come lui si è trovato molto bene con lei, tanto da arrivare ad apprezzarla ad un così alto livello: lei aveva paura di deluderlo, di non essere all'altezza di quello scambio epistolare che avevano avuto fin ora.

Poi ovvio, come dice Giò, aveva anche intuito cosa lui cercasse in lei, e, secondo me, pure lei, in un certo senso,, cercava lo stesso in lui: una speranza, una possibilità, un'occasione forse unica e irripetibile per amare qualcuno veramente degno di essere amato ed essere ricambiata allo stesso modo.

Solo che lei era conscia dei suoi limiti, che in questo caso sono dovuti all'aromanticismo, e quindi aveva paura che pur reputandolo una persona fantastica e meritevole, pur volendogli davvero un bene enorme, l'incontro con lui non le provocasse quel che sperava, ovvero amore.

Lei per lui era un occasione rara, e sperava lei lo amasse; lui per lei era forse un occasione unica, e sperava di riuscire ad amarlo: lei ne era conscia di queste aspettative e sperava davvero che qualcosa in lei si smuovesse per questo ragazzo fantastico con cui andava tanto d'accordo e a cui voleva bene. Questa speranza, questa pretesa, sia verso se stessa, sia verso di lui, le ha sicuramente generato ansia e paura ulteriori.

L'aromanticismo è uno scoglio piuttosto duro da superare, per dare il via ad una relazione sincera; forse insuperabile, dato che è proprio un modo di essere, uno stile di vita: cambiarlo, cercar di modificarlo, sarebbe andar contro a se stessi, al proprio essere.
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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da gio74 »

Io non so cosa vuol dire, e si hai ragione ragione, l'innamoramento non si realizza a comando, a richiesta, ma da quello che ha scritto Aut, lui è partito con questa speranza, e ribadisco che lei, avendo intuito ciò, si sia messa sulla difensiva... Poi è normale che questa è solo la mia chiave di lettura, che può essere giusta o sbagliata naturalmente

autrecotedelalune
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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da autrecotedelalune »

Innanzitutto vorrei ringraziare tutti voi, molto di quello che avete scritto è quello che da giorni mi sta dicendo il mio emisfero destro, quella della razionalità. Vorrei solo specificare che non ho mai avuto la "pretesa" di farla innamorare, quella era solo la pia illusione del mio emisfero sinistro (quello che mi si risveglia in media per 20 giorni all'anno) ma in tutto questo tempo, e soprattutto in quel weekend, ho sempre cercato di vedere la situazione dai suoi occhi (pur risultandomi difficile) e di andare coi piedi di piombo. Ad un osservatore imparziale in quel weekend sarei apparso più come un fratello che come un corteggiatore: probabilmente le mie parole più azzardate sono state dei complimenti fatti di tanto in tanto, ma nulla più.
Vorrei anche dire che ho avuto un chiarimento importante con lei e che ad oggi il nostro rapporto prosegue come prima, anche se probabilmente ad un ritmo più tranquillo e sostenibile. Nello specifico, mi si era innestato il dubbio che tutte queste belle parole scambiate in questi mesi fossero solo un suo sforzo per cercare di essere "come tutti gli altri" e che non si fosse interessata di me "in quanto me", mentre lei era incerta che avessi ancora bisogno di parlare con una persona "confusa" come lei (parole sue, non mie). Lei mi ha anche rivelato che per lei sentirsi quotidianamente (anche per scambiarsi due parole) e una giornata intera insieme erano stati stancanti perché lei non è abituata a così tanta vita sociale, (effettivamente avrei potuto interpretare il suo "body language" ma non sono particolarmente buono in questo :| ). Anche se non sono una persona particolarmente possessiva, mi fa strano non poterle chiedere come ha passato la giornata o augurarle la buonanotte, però se è un modo per continuare a sentirsi e ad avere un rapporto di amicizia ne sono ben contento. Non sarà l'unicorno che cercavo, probabilmente ci sono molte più persone come lei o con cui riuscirei a creare un rapporto speciale, però ci sono stati troppi colpi di fortuna per incontrarla per fare sì che tutto si fermasse per un weekend non particolarmente brillante.

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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da Truele »

Bianca ha scritto:Ho molti pensieri in proposito alla tua esperienza, simili o uguali a quelli di Truele.

Quello che proprio non capisco, è "il terrore che ha provato lei nell'incontrarti"
Che cosa avrebbe dovuto terrorizzarla così tanto?
Credo sapesse che non avrebbe incontrato un selvaggio ma il ragazzo con cui tante volte aveva dialogato per scritto, aveva scambiato pensieri e confidenze.
Penso sapesse di essergli cara, almeno quanto lui era caro a lei, quindi, perché tutta questa paura? Di cosa? Per cosa?

Che cosa temeva che lui facesse?
Quali iniziative avrebbero potuto metterla così tanto sulla difensiva?
è una cosa che non so spiegare a parole. Fino a qualche mese fa io evitavo come la peste di incontrare uomini che potevano in qualsiasi modo essere interessati a me (anche se non era affatto così!). Nel momento stesso in cui mi era chiaro che da parte loro non c'era alcun interesse... allora riuscivo ad intessere legami e rapporti di amicizia importanti e sereni.
Ancora adesso è così ma mi sento più libera perché non sono più "terrorizzata" dal solo pensiero di dover affrontare qualcosa che non volevo, ora... credo di essere sufficientemente preparata a spiegare i miei NO, nel caso una simile occasione si presentasse (non che io la cerchi, anzi... ancora tendo ad evitare!).
Un'amicizia epistolare crea legami fortissimi ma vedersi di persona è diverso.

A mio avviso lei ha fatto una fatica estrema ad incontrarlo e il solo fatto che l'abbia fatto è segno di un legame molto forte che lei sente.

Possiamo nascondere la testa sotto la sabbia quanto vogliamo ma, in realtà, nelle relazioni personali molto strette (leggesi RAPPORTI AMOROSI) la condizione nostra ci condiziona. Non così nella vita di tutti i giorni e nelle relazioni personali di tipo diverso che io mi sento di vivere con tranquillità, socievolmente e serenamente.
Certo... ognuno di noi è un caso a sé ma... per me è così.

Sotto alcuni punti di vista io ammiro quell'unicorno perché ha avuto veramente un coraggio la leone ad incontrare lui. Se fossi stata io, l'unicorno in questione, probabilmente starebbe ancora aspettando.

E poi, secondo me, se per mesi ha accettato il buongiorno e la buonanotte... che adesso dica di non apprezzare la cosa... mi sa tanto da SCUSA. Se a te fa piacere sentirla per questi piccoli motivi... continua a fare come hai sempre fatto e dille che, nonostante tu sappia che lei non apprezza... beh... tu continuerai a farlo perché è il tuo modo per dimostrarle che per te lei è importante e lei è importante per come è, non per come pensa di dover essere.

Il mio è semplicemente un consiglio sulla base della mia esperienza, potrebbe non essere applicabile al caso. :?

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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da gio74 »

Truele ha scritto:
Bianca ha scritto:Ho molti pensieri in proposito alla tua esperienza, simili o uguali a quelli di Truele.

Quello che proprio non capisco, è "il terrore che ha provato lei nell'incontrarti"
Che cosa avrebbe dovuto terrorizzarla così tanto?
Credo sapesse che non avrebbe incontrato un selvaggio ma il ragazzo con cui tante volte aveva dialogato per scritto, aveva scambiato pensieri e confidenze.
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Quali iniziative avrebbero potuto metterla così tanto sulla difensiva?
è una cosa che non so spiegare a parole. Fino a qualche mese fa io evitavo come la peste di incontrare uomini che potevano in qualsiasi modo essere interessati a me (anche se non era affatto così!). Nel momento stesso in cui mi era chiaro che da parte loro non c'era alcun interesse... allora riuscivo ad intessere legami e rapporti di amicizia importanti e sereni.
Ancora adesso è così ma mi sento più libera perché non sono più "terrorizzata" dal solo pensiero di dover affrontare qualcosa che non volevo, ora... credo di essere sufficientemente preparata a spiegare i miei NO, nel caso una simile occasione si presentasse (non che io la cerchi, anzi... ancora tendo ad evitare!)/quote]

Mi ritrovo al 100℅ nelle tue parole Tru

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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da Bianca »

Continuo a chiedermi: non si può spiegare come si è?
Più l'altra persona tiene a noi, più è disposta a capirci.
Come si fa ad essere accettati, se prima noi stessi non ci siamo accettati?
Diamo all'altro, non solo la possibilità di andarsene, ma anche quella di volerci come siamo, senza doversi porre tremila domande e fare tremila supposizioni, anche sbagliate.
Dare qualche spiegazione, non vuol dire giustificarsi; non darne nessuna, è superbia, se dell'altro ci importa qualcosa, ovviamente.

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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da Truele »

Ti è mai capitato di parlare con una persona che ti dà la sua opinione in merito ad un argomento, di ascoltare con attenzione, di essere certa che in quell'opinione c'è qualcosa che non condividi, che trovi magari profondamente sbagliata ma non sai spiegare a parole cosa sia, precisamente?
Ti serve tempo per ripensare alla conversazione, all'argomento e, piano piano, arrivi a capire che cosa c'era che non ti tornava in quell'argomentazione. Elaborato ciò... non hai più l'occasione per riprendere quanto detto. E' passato il momento.

Bianca... tu parli di una relazione già siglata, temo. Già per un asessuale poter pensare di avere una relazione anche "quasi normale" è come aspirare al premio Nobel avendo passato la vita a guardare la televisione in casa... figurati come possono essere gli albori di una relazione nella quale sai già che non potrai mai dare quanto normalmente dall'altra parte ci si aspetta (anche se viene garantito il contrario dalla persona cui si vuole bene!). Passiamo un'intera vita a capire perché siamo così e a trovare pace con noi stessi per il solo fatto di non essere come gli altri. Spiegare agli altri "come si è", soprattutto se ci abbiamo provato e dall'altra parte non siamo stati capiti, ... beh... assume tutta un'altra piega. E la superbia qui non trova proprio posto.

Piuttosto... le certezze che abbiamo elaborato sono ineccepibili (per noi) ma... per gli altri? E questo anche tra asex e asex. Ci sono talmente tante sfumature, differenze, divergenze che il solo fatto di avere davanti un altro "simile a noi" non ci garantisce di essere compresi. E essere capiti è forse una delle nostre massime aspirazioni nonché il motivo che ci spinge a scrivere qui.

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Re: Demi vs. Aromantica - la mia esperienza

Messaggio da Bianca »

Hai scritto cose molto chiare e molto intelligenti che mi costringono a rivedere il mio modo di pormi nei vostri confronti.
Mi rendo conto che, ogni tanto, mi lascio prendere dall'entusiasmo e la faccio troppo facile.
Bisogna davvero camminare nei mocassini dell'altro per capire come si svolge il suo cammino; non lo capisci se solo lo osservi camminare.
Quello che tu scrivi, mi rende bene come dovete affrontare la vita, le difficoltà di relazione che incontrate, le incomprensioni alle quali dovete quasi abituarvi.
Nessuno pensi che mi dimentichi tutto questo....soltanto mi perdo nel desiderio di vedervi vivere in modo più facile.

È vero, oltre ad essere incomprensibili per molte persone, spesso avete difficoltà a capirvi anche tra voi, perché ciascuno è fatto a modo suo.

Io sono convinta della possibilità di una relazione, non quasi, ma proprio normale, perché cosa è normale, non lo decide il mondo, lo decidono le due persone che si amano.
Temo che spesso il senso di responsabilità dell'asessuale, nei confronti del sessuale, superi ampiamente l'amore ed è un peccato.

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