Fare "outing"

Per tutto ciò che riguarda l'asessualità e gli asessuali.
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snowflake
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Fare "outing"

Messaggio da snowflake »

Buongiorno,

sono la neo iscritta Snowflake e come dicevo anche nella mia presentazione sono nuova a tutto questo mondo, sia di community, sia di "definire" ciò che penso di essere.
Come dicevo, ne ho parlato con il mio ragazzo, sento che qualcosa si è rotto, anche se è difficile percepirlo per davvero perché essendo una relazione a distanza lo scoprirò solo a inizio novembre se è vera questa sensazione..

Ma insomma, voi con chi ne parlate? Se ne parlate?
Io sono qui anche perché mi sento un sacco confusa, avrei voglia di parlarne con delle mie amiche ma poi mi chiedo "perché dovrei fare coming out?" e poi "ma si dice? che bisogno ci sarebbe di rivelare un "non-comportamento"?".
Sono abituata a vivere il presente, il qui ed ora senza farmi troppi viaggi.
Ma da quando ne ho parlato con il mio ragazzo, una settimana fa, non sto facendo altro che fare viaggi, mi sento su un altro pianeta, sento la voglia di "confessarmi" a qualcuno ma allo stesso tempo penso "ma perché dovrei?" ...
Mi raccontate qualcosa di voi?
Mi sento così confusa..

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Bianca
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Re: Fare "outing"

Messaggio da Bianca »

Ciao snow.

È sicuramente più facile parlarne qui che con amici, perché non sempre si ha la garanzia di essere compresi e di trovare discrezione.

Inoltre, trasformare in verbali delle proprie impressioni che non sono ancora ben delineate e sulle quali noi stessi abbiamo ancora dubbi e domande, vuol dire concretizzare una situazione e questo ci mette paura.

Aver manifestato al tuo ragazzo quella che può essere una tua caratteristica, probabilmente, non solo ha messo te in ansia ma ha anche costretto lui a pensare.

Il rivedervi darà a te e a lui delle risposte ma renderà anche entrambi consapevoli che sincerità e chiarezza sono alla base di ogni rapporto ed evitano maggiori problemi in seguito.

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Zer0
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Re: Fare "outing"

Messaggio da Zer0 »

Io al momento non ne ho parlato con nessuno, e non ho intenzione di farlo. Da un lato per quello che hai detto tu, ovvero la mancanza di necessità del rivelare quello che è un dettaglio personale. Da l'altro per l'effetto che avrebbe sulle persone che non sono nemmeno a conoscenza dell'asessualità (o la credono una leggenda) e che di conseguenza, mi vedrebbero alla stregua di un fenomeno da baraccone. Potrei dirlo a qualcuno solo se c'è un valido motivo per farlo, in futuro, e se la cosa risultasse vantaggiosa in quella situazione.

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snowflake
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Re: Fare "outing"

Messaggio da snowflake »

Bianca ha scritto:
sab ott 17, 2020 10:23 am
Ciao snow.

È sicuramente più facile parlarne qui che con amici, perché non sempre si ha la garanzia di essere compresi e di trovare discrezione.

Inoltre, trasformare in verbali delle proprie impressioni che non sono ancora ben delineate e sulle quali noi stessi abbiamo ancora dubbi e domande, vuol dire concretizzare una situazione e questo ci mette paura.

Aver manifestato al tuo ragazzo quella che può essere una tua caratteristica, probabilmente, non solo ha messo te in ansia ma ha anche costretto lui a pensare.

Il rivedervi darà a te e a lui delle risposte ma renderà anche entrambi consapevoli che sincerità e chiarezza sono alla base di ogni rapporto ed evitano maggiori problemi in seguito.

Per citare una cit di una persona che ha risposto al mio primo post e che ho trovato perfetta "Le cose più importanti sono le più difficili da dire, perché le parole le rimpiccioliscono." e penso che sia molto in linea con quello che mi hai detto Bianca, grazie.
Sono davvero felice di avervi trovato, mi sento in un posto sicuro qui.

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snowflake
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Re: Fare "outing"

Messaggio da snowflake »

Zer0 ha scritto:
sab ott 17, 2020 2:42 pm
Io al momento non ne ho parlato con nessuno, e non ho intenzione di farlo. Da un lato per quello che hai detto tu, ovvero la mancanza di necessità del rivelare quello che è un dettaglio personale. Da l'altro per l'effetto che avrebbe sulle persone che non sono nemmeno a conoscenza dell'asessualità (o la credono una leggenda) e che di conseguenza, mi vedrebbero alla stregua di un fenomeno da baraccone. Potrei dirlo a qualcuno solo se c'è un valido motivo per farlo, in futuro, e se la cosa risultasse vantaggiosa in quella situazione.
E' vero, è un'altra cosa che me la fa sembrare un sacco difficile, il fatto che la gente non ne sia a conoscenza, o che appunto sia vista come una cosa ASSURDA perché insomma "come può non piacerti?" cit.
..

In questa settimana mi sentivo molto persa nei miei pensieri riguardo questa cosa, sentivo come di doverne parlare con qualcuno per capire, per concretizzare anche con me stessa, forse è proprio per questo che mi sono ritrovata qui.. Ma poi ecco, in realtà non è un vero bisogno, perché io non sono cambiata, sono sempre la stessa.. ho solo dato un nome a un qualcosa che c'è sempre stato e quindi perché sentirsi in deficit?

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Bianca
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Re: Fare "outing"

Messaggio da Bianca »

Il fatto che esistano gli asessuali e che stupisca il loro atteggiamento, è la dimostrazione che ognuno è fatto a modo suo, con proprie, indiscutibili, caratteristiche.

Non ci si deve sentire deficitari ma bisogna imparare a gestire questo aspetto di sè, perché, come l’esperienza insegna, pochi ne conoscono l’esistenza, pochissimi lo comprendono, un gran numero di persone, sia tra i sessuali che tra gli asessuali, l’accetta.

Tieni conto che dichiararsi asessuale, vuol dire anche portare a conoscenza di altri l’esistenza di questo aspetto e non è cosa da poco.

Angela108
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Re: Fare "outing"

Messaggio da Angela108 »

Secondo me non c'e' niente di anomalo nel non voler usare sul proprio corpo farmaci contraccettivi (per esempio la pillola) o inserire corpi estranei (profilattici, IUD), nel voler dormire tranquilla sapendo che non stai giocando d'azzardo con una gravidanza, e nel non sentirsi a proprio agio quando le mani o le bocche di uno o dell'altra vanno dove non e' igienico e naturale che vadano, rischiando malattie...

Che la voglia di una ragazza passi quando si confronta con queste cose (o se ne rende conto crescendo) e' strano?

E un partner che le propone, che le incoraggia, che ne e' complice... chi dei due dovrebbe essere piu' a disagio davanti all'altro, al mondo, agli amici, alla famiglia?

Io penso che gli asessuali che fanno "outing", non solo con il partner, ma anche con la comunita', siano davvero una grande speranza per le nuove generazioni... soprattutto se credono veramente nella positivita' della loro situazione, se ammettono onestamente il vantaggio che ne trae, dal loro esistere, la salute della donna, e quindi la gioia dei bambini e delle famiglie, se si mostrano fieri di amare in modo responsabile, diventandone un esempio, e se si sentono fortunati per essere come sono.

Tutti parlano quasi sempre e solo di sesso (in televisione, nei locali... e' dappertutto!).
Sono decenni che non e' piu', a dire il vero, una questione "privata" per nessuno.
Alla frase della ragazza: "Io non faccio sesso", il ragazzo risponde "Io non sono il ragazzo giusto per te."
Ed e' li' che la comunita' degli asessuali (si spera), puo' portare conforto ai cuori rotti: conoscerci, sostenerci, relazionarci... tra di noi. :)

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