Come dirlo al partner sessuale?

Domande, dubbi e curiosità da parte di coloro che sono vicini agli asessuali.
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Geostorm
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Come dirlo al partner sessuale?

Messaggio da Geostorm »

Ciao ragazzi,
vorrei farvi una domanda. Come e in che occasione dirlo alla persona che frequenti?
Che atteggiamento adottare?

Stavo pensando di comunicarlo in uno dei momenti intimi, ma non so come.
So che per la maggior parte delle ragazze sessuali il sesso sta al centro della relazione, per cui vi chiedo se avete qualche esperienza personale o un consiglio per favore condividetelo con me :)

Grazie

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SoItIs
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Re: Come dirlo al partner sessuale?

Messaggio da SoItIs »

Ciao Geostorm,

non mi piace dare consigli, posso solo scrivere che per esperienza il momento migliore e, aggiungo, nel pieno rispetto della persona che ti starà innanzi, è palesare il proprio disinteresse verso il sesso/l'atto sessuale prima di entrare in intimità, a qualsiasi livello.
Ho scritto "nel pieno rispetto": presumo che la ragazza ti interessi, che vuoi coltivarne la conoscenza, aspirando a stare con lei oppure a divenire amici. Se così fosse, tergiversare sino a quando non ci sono più scappatoie è brutto per entrambi, se ci pensi implica che hai giocato a carte scoperte, il contrario della sincerità che è la base per la fiducia.
È sempre delicato affrontare un tema così incisivo in un contesto costrittivo, meglio -non indolore, beninteso, nessuna garanzia, ma responsabile e corretto- trovare un attimo per parlarne serenamente, magari discuterne... lasciale tutto il tempo di cui avrà bisogno per elaborare il tutto, le implicazioni sono ad ampio respiro e non di immediata comprensione, questo non è nulla che si possa gestire a priori, quindi ben venga la spontaneità.

Ecco, questo è quanto posso scriverti, uno spunto su cui riflettere.

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Bianca
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Re: Come dirlo al partner sessuale?

Messaggio da Bianca »

Vedi Geo, non è una cosa di cui fare un comunicato ufficiale, in un momento preciso, in un contesto precostituito.
Quando ci si incontra, quando si comincia a guardarsi in faccia con occhi non più disinteressati, tra due persone, è un continuo acquisire informazioni, notare particolari, cogliere sfumature.
Come si nota la fossetta sul mento, il lobo dell'orecchio, il suono della risata, allo stesso modo, il sessuale coglie il disinteresse per la fisicità che è l'anticamera dell'asessualità.

Quindi, a mio parere, l'esistenza di questo orientamento nell'altro, il sessuale lo percepisce gradatamente, di giorno in giorno, ad ogni incontro.
Non esiste "il momento della rivelazione", esiste una continua acquisizione di informazioni; il sessuale recepisce il disinteresse sessuale, l'asessuale comprende quanto sia forte la pressione del sessuale, quanto sia importante, determinante per lui, ricevere certe cose.

Se poi arriva il momento in cui, in seguito a domande che cercano solo conferme, perché la realtà già la sî conosce, l'asessuale ammetterà, molto semplicemente, la sua mancanza di attrazione nei confronti del sesso.

Che cosa deve possedere l'asessuale?
Maturità, conoscenza, accettazione, sincero interesse alla relazione.
Capacità di accettare un rifiuto insieme all'affermazione: io al sesso non ci rinuncio.
Devi sempre metterlo in conto.
Se il rifiuto è accompagnato da comprensione, dispiacere, hai diritto a rammaricarti per la perdita.
Se è accompagnato da una scenata con considerazioni varie circa le tue incapacità, rallegrati per la rottura: avresti ricevuto in seguito, tante altre scenate, per motivi molto meno importanti.

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SoItIs
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Re: Come dirlo al partner sessuale?

Messaggio da SoItIs »

Bianca,

mi sfugge come tu possa asserire
Come si nota la fossetta sul mento, il lobo dell'orecchio, il suono della risata, allo stesso modo, il sessuale coglie il disinteresse per la fisicità che è l'anticamera dell'asessualità.
A parte il fatto che trovo discutibile (non sbagliato o censurabile, sia mai!) collegare all'asessualità un disinteresse "naturalmente dato" per la fisicità, almeno per quanto mi concerne (pensa che vado in sulluchero per un abbraccio, per una carezza, per un contatto che confermi "ci sono, ti sono vicina, mi interessi") non collima.
Se fossi innanzi a te non avresti alcun appiglio, sentore, elemento per dedurre la mia asessualità, a meno di possedere una sensibilità fuori dal comune (che non consiglierei nemmeno al mio nemico più acerrimo); tant'è, tutto è possibile, niente è impossibile.
Resta il fatto che se taccio, nonostante un chiaro interesse condiviso che tuttavia è teso ad un epilogo che per l'altra persona è naturale se non auspicabile, ma che esula dai miei interessi più profondi, se appunto sto zitto, assecondo, decido quando e come palesarmi, magari quando ho le spalle al muro, non faccio che manipolare, simulare, recitare.
Insomma, abbandonerei quel piano paritario (con tutto quel che ne consegue) che è fondamentale.

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