Ho intitolato così il thread perché non saprei come altro chiamare questo comportamento.
Spesso mi capita di provare una certa rabbia se mi capita di ascoltare o interagire con complottisti che ti dicono "sveglia" ma che non si accorgono di essere manipolati. C'è in me una frustrazione nel non riuscire a farli ragionare. Probabilmente non hanno i mezzi per farlo. Oppure lo stesso sentimento avviene con quegli arroganti e antipatici presuntuosi, persone spesso molto false. Ma anche lì non otterrò mai da loro sincerità.
C'è consapevolezza in me di tutto questo ma poi, come in una spinta autolesionistica, tendo a fare gli stessi errori.
Allora mi son detto, che da oggi in poi farò così.
Mi chiederò se l'azione che voglio intraprendere mi porterà qualcosa di positivo, oppure solo stress, rabbia da esplodere e perdita di inutile tempo ed energie.
Funzionerà?
Poi mi chiedo, perché sono/siamo fatti così? Cosa vorrò da loro?
Una sorta di affettuoso ragionamento?
Autolesionismo del ragionare
Re: Autolesionismo del ragionare
Ha funzionato?
- axelay
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Re: Autolesionismo del ragionare
Per adesso funziona come freno a mano, nel senso che riesce a rallentare e bloccare in tempo alcuni miei comportamenti che fanno parte della mia indole, tipo, rispondere sinceramente lasciando trasparire i miei vari sentimenti o il desiderio di verità come fine più elevato nei ragionamenti.
Nei social funziona benissimo, direi al 100%.
Con parenti e amici la cosa si complica, diciamo che è in fase di test e dovrei estenderla anche ad altri aspetti, in generale, ovvero tutti i comportamenti che non sopporto.
Lì la rabbia è ancora tanta. Chi non sa fingere è destinato a soffrire e in queste situazioni parto diplomatico ma se sbagliano a rispondermi basta una parola che urta la mia sensibilità (esempio, parole di strafottenza) che parto e deraglio come un treno.
Vorrei essere più zen, farmi rimbalzare tutto, non ci riesco ancora.
Perché il mio errore è che le parole per me sono importanti e cariche di significato, per altri sono solo mezzi per raggiungere scopi personali.
Nei social funziona benissimo, direi al 100%.
Con parenti e amici la cosa si complica, diciamo che è in fase di test e dovrei estenderla anche ad altri aspetti, in generale, ovvero tutti i comportamenti che non sopporto.
Lì la rabbia è ancora tanta. Chi non sa fingere è destinato a soffrire e in queste situazioni parto diplomatico ma se sbagliano a rispondermi basta una parola che urta la mia sensibilità (esempio, parole di strafottenza) che parto e deraglio come un treno.
Vorrei essere più zen, farmi rimbalzare tutto, non ci riesco ancora.
Perché il mio errore è che le parole per me sono importanti e cariche di significato, per altri sono solo mezzi per raggiungere scopi personali.
Re: Autolesionismo del ragionare
I social sono solo finzione pura al 100%.
Non ci trovo nulla di male nel fatto che lo siano ma trovo stupefacente come quasi nessuno se ne accorga.
C'è chi ti vuole vendere una consulenza, un prodotto, un'idea, ma nessuno è lì perché vuole davvero condividere e confrontarsi.
Capisco che funzioni sui social, dove c'è più distacco se solo si ha un po' di consapevolezza sul mezzo.
Secondo me che sia online o offline il punto sono proprio le parole e come vengono usate.
Cioè senza attenzione, senza cura, con una leggerezza disarmante. E questo vale per le parole dette riguardo fatti del mondo, fatti personali, fatti amicali ecc. Intendo che c'è un generale appiattimento del senso in favore del quanto.
Tutti devono sempre dire la loro e poco importa se, nella migliore delle ipotesi, non c'è un vero pensiero dietro. Nella peggiore delle ipotesi feriscono, sviliscono.
Pure io ci sto lavorando perché alla fine della fiera chi ci rimane male sono io (appunto perché noto una tale leggerezza negli altri che manco ci arrivano). Ovviamente sto generalizzando, non penso che tutte le persone siano così e nella mia cerchia ho persone che non sono così.
Diciamo che ci sto lavorando partendo da me stessa. Mi chiedo ogni volta se ne vale davvero la pena per me, per il mio benessere psicofisico. Cerco di fare spallucce, non è comunque compito mio "evangelizzare" nessuno, figuriamoci cambiare qualcuno.
Mi do meno importanza in un certo senso.
Mi focalizzo su ciò che mi nutre.
Non ci trovo nulla di male nel fatto che lo siano ma trovo stupefacente come quasi nessuno se ne accorga.
C'è chi ti vuole vendere una consulenza, un prodotto, un'idea, ma nessuno è lì perché vuole davvero condividere e confrontarsi.
Capisco che funzioni sui social, dove c'è più distacco se solo si ha un po' di consapevolezza sul mezzo.
Secondo me che sia online o offline il punto sono proprio le parole e come vengono usate.
Cioè senza attenzione, senza cura, con una leggerezza disarmante. E questo vale per le parole dette riguardo fatti del mondo, fatti personali, fatti amicali ecc. Intendo che c'è un generale appiattimento del senso in favore del quanto.
Tutti devono sempre dire la loro e poco importa se, nella migliore delle ipotesi, non c'è un vero pensiero dietro. Nella peggiore delle ipotesi feriscono, sviliscono.
Pure io ci sto lavorando perché alla fine della fiera chi ci rimane male sono io (appunto perché noto una tale leggerezza negli altri che manco ci arrivano). Ovviamente sto generalizzando, non penso che tutte le persone siano così e nella mia cerchia ho persone che non sono così.
Diciamo che ci sto lavorando partendo da me stessa. Mi chiedo ogni volta se ne vale davvero la pena per me, per il mio benessere psicofisico. Cerco di fare spallucce, non è comunque compito mio "evangelizzare" nessuno, figuriamoci cambiare qualcuno.
Mi do meno importanza in un certo senso.
Mi focalizzo su ciò che mi nutre.
- axelay
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Re: Autolesionismo del ragionare
Forse il problema siamo noi, che nel ragionamento e nel confronto non facciamo gli ignavi, perché siamo consapevoli di credere in determinati valori (giustizia, scienza, altruismo, ad esempio) e quindi sentiamo il dovere di difenderli.
Re: Autolesionismo del ragionare
Me lo sono chiesta tante volte.
Se lasciar cadere equivalesse ad essere ignavi.
E nel dubbio non ho quasi mai lasciato cadere con conseguenze soprattutto su di me.
E nulla che cambiasse e intendo nell'approccio: il confronto va bene ma deve essere maturo, rispettoso, motivato.
Quindi nulla, alla fine ho optato per la strada che mi è parsa più giusta per il mio benessere.
Se lasciar cadere equivalesse ad essere ignavi.
E nel dubbio non ho quasi mai lasciato cadere con conseguenze soprattutto su di me.
E nulla che cambiasse e intendo nell'approccio: il confronto va bene ma deve essere maturo, rispettoso, motivato.
Quindi nulla, alla fine ho optato per la strada che mi è parsa più giusta per il mio benessere.
- Bianca
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Re: Autolesionismo del ragionare
Una cosa su cui noi possiamo contare, è la constatazione che molta gente possiede sempre meno vocaboli e quindi si esprime in modo sempre più approssimativo.
Insistono su una loro convinzione ma sono incapaci di spiegarti il come e il perchè, quindi, ascoltate quelle quattro parole, possiamo lasciar cadere il discorso, esprimendo i nostri auguri per il futuro.
Stanotte, una grande luna spendente mi svegliò, giocando tra i rami della betulla, poi, lentamente ne uscì e apparve col suo intero tondo luminosissimo e continuò a spostarsi verso ovest, finché non la vidi più.
Riuscii a riaddormentarmi chiedendomi se era la luna che camminava verso destra o era la casa che si spostava verso sinistra.
Quando mi svegliai di nuovo il sole era alto ed io tornai a cercare la luna senza alcun turbamento.
Insistono su una loro convinzione ma sono incapaci di spiegarti il come e il perchè, quindi, ascoltate quelle quattro parole, possiamo lasciar cadere il discorso, esprimendo i nostri auguri per il futuro.
Stanotte, una grande luna spendente mi svegliò, giocando tra i rami della betulla, poi, lentamente ne uscì e apparve col suo intero tondo luminosissimo e continuò a spostarsi verso ovest, finché non la vidi più.
Riuscii a riaddormentarmi chiedendomi se era la luna che camminava verso destra o era la casa che si spostava verso sinistra.
Quando mi svegliai di nuovo il sole era alto ed io tornai a cercare la luna senza alcun turbamento.