Amicizie e le avversità della vita

Per tutte le piccole e grandi cose che vi rendono tristi o felici: che cerchiate conforto o vogliate celebrare un successo, questo è il posto giusto!
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Edward
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Edward » ven giu 24, 2016 1:21 pm

Zang, non sono sicura di avere capito: tu vuoi singoli amici o avere una comitiva? Perché le comitive sono sempre un po' piú superficiali, non sono esattamente il contesto migliore per instaurare rapporti davvero profondi esono difficili soprattitto per le persone timide e introverse.
Non penso che tutti i ragazz* intorno a te facciano parte di comitive e che siano per questo inaccessibili...

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Bianca
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » ven giu 24, 2016 1:31 pm

Le comitive o i gruppi precostituiti, sono spesso restii ad accogliere New entry, soprattutto se composti da persone che si conoscono da un po'.
Forse per Zang è più facile iniziare un'amicizia con un compagno o compagna che gli sembra più disponibile e che mostra una certa cordialità.
A livello personale dovrebbe essere più soddisfacente.

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SZangy
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da SZangy » ven giu 24, 2016 1:39 pm

Edward ha scritto:Zang, non sono sicura di avere capito: tu vuoi singoli amici o avere una comitiva? Perché le comitive sono sempre un po' piú superficiali, non sono esattamente il contesto migliore per instaurare rapporti davvero profondi esono difficili soprattitto per le persone timide e introverse.
Non penso che tutti i ragazz* intorno a te facciano parte di comitive e che siano per questo inaccessibili...
Purtroppo nei ultimi anni ho frequentato compagnie che vengono frequentate dai miei singoli amici. Le possibilità che esca da solo con una singola persona alla volta é molto raro, e dalla mia famiglia non é gratificante: preferiscano che rimanga zitto ed esca comunque...(esempio che ho fatto quando sono uscito con la mia classe, qualche tempo fa).
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » ven giu 24, 2016 2:11 pm

Perché devi rimanere zitto?
Non puoi ridere e scherzare con gli altri come fanno tutti?
Non credo che quando si è in compagnia per divertirsi, si debbano fare discorsi filosofici o scientifici.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da SZangy » ven giu 24, 2016 2:30 pm

Bianca ha scritto:Perché devi rimanere zitto?
Non puoi ridere e scherzare con gli altri come fanno tutti?
Non credo che quando si è in compagnia per divertirsi, si debbano fare discorsi filosofici o scientifici.
- Perché molti argomenti che trattano non li conosco, o non sono interessato. (e qui ci può anche stare, ma se non conosco una cosa non posso dire molto)
- Rido e scherzo ben volentieri, ma spesso si tratta di battute pessime e di pessimo gusto che non riescono nemmeno a strapparmi un sorriso.
- Eh, dipende. Se i loro discorsi sono sempre concentrati a sesso/droga/fumo e cavolate varie....ti ricordo che non conosco nulla di queste, e per loro sono sfigato per questo.
Ho passato -per esempio- un giorno in alternanza scuola-lavoro in silenzio davanti a tre ragazze che parlavano solo di quanti ragazzi conoscono e dei loro fidanzatini. Io, single e disforico, non mi interessano i ragazzi.

Allora?
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » ven giu 24, 2016 2:39 pm

Tu pensa che sesso, droga, fumo e cavolate varie, come li conoscono i tuoi compagni, non li conosco neppure io.
Sono certa che altri compagni, ignorano come te, gran parte di questi argomenti, oppure non li approvano, non per questo si sentono tagliati fuori dai discorsi.

Certo, metti tre cretinette assieme e di cosa vuoi che parlino?
La tua presenza, avrebbe potuto fare la differenza, se tu fossi un po' più sicuro di te, di quello che sai e di quello che vuoi.
Su Aven ti sai districare benissimo.
Ultima modifica di Bianca il ven giu 24, 2016 3:13 pm, modificato 1 volta in totale.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Edward » ven giu 24, 2016 2:56 pm

Premettendo che io sono l'anti-comitiva per antonomasia: non sono proprio in grado di relazionarmi bene con un gruppo vasto di persone e trovo più gratificanti le amicizie 1 a 1 o a vedersi in 2-3 persone che si conoscono prima singolarmente...
... mi viene in mente questo: sei sicuro che oltre queste persone che definisci superficiali o attratte da argomenti diversi dai tuoi, non ci sia dell'altro?
Te lo chiedo perché, riprendendo come esempio quel paio di amiche che io avevo al liceo, durante tutto il primo anno pensavo di loro cose sbagliate. Le vedevo molto diverse da me, interessate a cose diverse. Poi invece, per qualche caso fortuito, sono usciti fuori dei punti in comune e da lì è stata un'escalation. Dunque se alcuni possono giudicarti superficialmente, anche a te può succedere con loro. Il che è del tutto normale, perché comunque anche nelle conoscenze c'è una sorta di selezione naturale, non priva però di errori di valutazione. Poi rimane il fatto che nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a uscire con gente con cui si trova a disagio solo per uscire, questo solo tu puoi saperlo... però, per quanto, mi pare strano che in tutta la tua scuola ci siano solo civette e gente che si droga, e che dietro questo non si sia mai nulla di valido. Forse c'è qualcuno, un po' nascosto, che non vedrebbe l'ora di trovare un amico come te.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da SZangy » ven giu 24, 2016 3:13 pm

Bianca ha scritto:Tu pensa che sesso, droga, fumo e cavolate varie, come li conoscono i tuoi compagni, non li conosco neppure io.
Sono certa che altri compagni, ignorano come te, gran parte di questi argomenti, oppure non li approvano, non per questo si sentono tagliati fuori dai discorsi.

Certo, metti tre cretinette assieme e di cosa vuoi che parlino?
La tua presenza, avrebbe potuto fare la differenza, se tu fossi un po' più sicuro di te, di quello che sai è di quello che vuoi.
Su Aven ti sai districare benissimo.
Se mi avessero almeno approvato - avrebbero deciso di cambiare prima o poi argomento. E non é successo.
Riguardo alla sicurezza su se stessi, beh, con depressione e introversione la distruggono del tutto.
Edward ha scritto:Premettendo che io sono l'anti-comitiva per antonomasia: non sono proprio in grado di relazionarmi bene con un gruppo vasto di persone e trovo più gratificanti le amicizie 1 a 1 o a vedersi in 2-3 persone che si conoscono prima singolarmente...
... mi viene in mente questo: sei sicuro che oltre queste persone che definisci superficiali o attratte da argomenti diversi dai tuoi, non ci sia dell'altro?
Te lo chiedo perché, riprendendo come esempio quel paio di amiche che io avevo al liceo, durante tutto il primo anno pensavo di loro cose sbagliate. Le vedevo molto diverse da me, interessate a cose diverse. Poi invece, per qualche caso fortuito, sono usciti fuori dei punti in comune e da lì è stata un'escalation. Dunque se alcuni possono giudicarti superficialmente, anche a te può succedere con loro. Il che è del tutto normale, perché comunque anche nelle conoscenze c'è una sorta di selezione naturale, non priva però di errori di valutazione. Poi rimane il fatto che nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a uscire con gente con cui si trova a disagio solo per uscire, questo solo tu puoi saperlo... però, per quanto, mi pare strano che in tutta la tua scuola ci siano solo civette e gente che si droga, e che dietro questo non si sia mai nulla di valido. Forse c'è qualcuno, un po' nascosto, che non vedrebbe l'ora di trovare un amico come te.
Se vogliamo prendere lo stesso esempio, io conosco solo la mia classe e al di fuori si limitano ai stessi compagni che hanno amicizie comuni con elementi della mia stessa classe...quindi mi é impossibile conoscere altra gente completamente estranea da persone che giudico -al MOMENTO- inadatte. Perché se c'è una cosa che NON faccio é escludere la persona odiata solo perché la odio, io alla fine sono cordiali con tutti, con la mia classe, quando posso fare qualcosa.
E come se per la maggior parte della gente non riesca a trovare qualcosa di interessante di me, che possa portarla a conoscermi di piu.
E riguardo al disagio in un gruppo/gente...credo che influenti molto anche l'umore al momento...perché alla fine se sono triste temo di essere noioso, ma se sono troppo felice temo di essere inopportuno.

Ed é una cosa che ci sto parlando durante le sedute di terapia....
Sono cosciente che le persone possono sia odiarmi che amarmi, che non tutti sono superficiali, che non tutti sono stupidi. Ma così peggiora l'autocolpevolezza di essere proprio tu il problema...
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » ven giu 24, 2016 3:36 pm

Se tu prendi con consapevolezza l'autocolpevolezza, puoi trovare motivo e volontà di tirarti fuori.
Sicuramente il problema sei ANCHE TU.
Nel senso che non puoi aspettarti che gli altri si impegnino in un lavoro di relazione per instaurare o migliorare i rapporti con te, sei tu che lo devi fare per primo.
Intanto, non temere le figuracce, tutti ce ne possiamo fare.
Non temere di dire cose sbagliate, tutti le diciamo.
Avere tanti timori, non fa che aumentare la tua insicurezza, la tua timidezza, la tua depressione.
Aumentare la stima in te stesso, ti rafforza il carattere e ti rende sicuro.
Se tu ti impegnassi in questo senso, la tua situazione, anche relazionale, migliorerebbe di molto.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Valkyrie » lun giu 27, 2016 10:48 am

SZang anche se un argomento ti sembra che non ti interessi non vuol dire che non devi provare uguale ad avere una conversazione:| poi specialmente sul fumo e droga, che quando vogliono possono essere dei gran bei argomenti:D neanche a me interessavano, ma poi un giorno a scuola avevo parlato con una mia compagna (drocata) che mi era stata lì a spiegare e aveva più o meno risolto tutte le domande che avevo in testa:D alla fine era uscita una gran bella conversazione:D

poi intanto inizia a conoscere meglio le persone che ti stanno attorno, anche se non ti vanno molto a genio; se una persona vede che qualcuno si interessa a lei, è più consona ad aprirsi, ed in poco tempo si sentirà a proprio agio anche a discutere di argomenti un po' più "complicati" e "delicati" che ti riguardano. se tu non mostri interesse per primo nessuno lo farà nei tuoi confronti:| passeresti sempre per una persona "fredda" ed a cui non interessa niente; tu vorresti mai parlare con qualcuno così???

(ti prego non dire cose tipo "giudico quelle persone indegne", perché per quanto possa anche essere vero, è una cosa bruttissima da dire... e nessuno dovrebbe essere giudicato o essere definito indegno, è orribile:|)

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da SZangy » lun giu 27, 2016 11:29 am

Eh, il fatto é proprio questo: mi impegno, e la situazione non cambia molto. Cerchi sempre di essere gentile, disponibile, aperto alla discussioni, ma la cosa non cambia molto.
E difficile da spiegare, davvero, non voglio far sembrare di essere uno di quelle tante persone che non fa altro dalla mattina alla sera a lamentarsi delle persone, apertamente poi.
Rimane tutto nella mia testa, che poi mi rendere conto che forse - se non vedo collaborazione dall'altra parte - sono energie perse.
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Valkyrie » lun giu 27, 2016 11:33 am

ma non lo sono energie perse:| a volte può voler dire aspettare taaaaaaaaaaaaaaanto tempo O.O ma con il gruppo di teatro???

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » lun giu 27, 2016 4:00 pm

Zang, Valky ti ha dato ottimi consigli....
Se tu ti sforzi di farti vedere interessato agli argomenti altrui, gli altri, un po' per volta, faranno lo stesso con te.,,
In questo modo la conoscenza reciproca si approfondisce e si può finire per trovarsi simpatici.

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