Amicizie e le avversità della vita

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SZangy
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da SZangy » mar giu 07, 2016 10:03 pm

Bianca ha scritto:Zang, perché dovresti essere insultato?
La compagna, dal momento che appari come ragazza, non credo avesse malignità nel suggerirti abiti femminili e trucco e sicuramente ne ha parlato con le amiche in modo benevolo.
Purtroppo, bisogna dire che questa ragazza non ha capito e non conosce quello che tu senti.
Forse, pensa soltanto che tu non sia ambizioso e non riesca a darti un'identità in armonia con il tuo corpo.
Ti sei risposta da sola. Pensa che non mi prenda cura di me stesso, che mi trascuro. E cosa c'è di peggio di pensare una cosa simile? E la cura di sè non ha genere, così come l'importanza di fare i fatti propri.
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Bianca
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » mar giu 07, 2016 10:06 pm

Non è accettabile che tu dica che non puoi farci niente.
Tu devi avere potere sulla tua mente.
Capisco che tu possa essere condizionato da esperienze negative che hai vissuto tuo malgrado, ma tu non puoi abdicare e la tua volontà deve svolgere il suo ruolo.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Matty » mar giu 07, 2016 10:08 pm

SZangy ha scritto:Non sapevo che titolo dare e da quando che sono diventato mod che ho preferito essere presente per il forum come tale che come "utente standard". Ma ultimamente ho un serio dubbio che non riesco a migliorarlo, e magari questo può essere d'aiuto.
Quanto vi sentite "liberi" di parlare con i vostri amici?
Anche di cose molto personali, e di cose che avete paura intendo.

Io personalmente con l'andare faccio di tutto per tenermi a "freno": ogni giorno per me é sempre un casino, o l'esatto contrario, totale noia di cui difficilmente riesco a colmarlo anche con i miei hobbies. Anche perché se inizio a parlare di una mia problematica con un'altra persona ho sempre paura che -con l'andare del tempo - si rigidisca con me, perdendola completamente.

E secondo me con gli anni si sarà trasformata come una sorta di paranoia: credere continuamente che quella persona a lungo andare possa odiarti o non sopportarti una volta che apri un determinato argomento, piu personale, solo perché sei disperato e non sai con chi parlare. E provi a scusarti perché alla fine non trae sollievo a nessuno anzi, tu sei la prima persona che sta male.
Perché al di fuori di questo, non ho mai fatto del male alle persone piu vicine a me, anzi, sono sempre stato il primo ad aiutarle ed essere sempre disponibile, anche evitando argomenti scomodi. Tuttavia ho perso amicizie che alla fine si sono anche concluse con un "scusami, ma con scrivere con te mi rende depressa" (eh si, citato testualmente)

Anche se alla fine é solo la mia depressione che porta a questo, volevo sapere un po la vostra.
È proprio per questo che io considero come amici pochissime persone. Le altre sono conoscenti, gente con cui magari ho piacere a scambiare quattro chiacchiere ma con la quale non mi addentrerei mai in discorsi profondi e personali.
Chi ti ha allontanato dopo aver introdotto alcuni argomenti che ti stavano a cuore non posso considerarla una persona amica, certe persone è meglio perderle. Ci può stare l'avere pareri divergenti, ma ci si dovrebbe fermare lì.

Detto questo, come riconoscere chi è in grado di trattare argomenti anche un po' più impegnativi e personali?
Non lo so, ma sinceramente io l'ho sempre capito da solo, non ho mai ricevuto trattamenti discriminatori quando mi sono esposto con argomenti personali, è questione di tempo e frequentazione, ho saputo aspettare anche anni, tanto i miei problemi rimanevano lì, non me li risolvevano di certo gli altri.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da SZangy » mar giu 07, 2016 10:11 pm

Aspetta, qui c'è un po di confusione.
E l'idea di lei, che guardandomi, pensa che mi trascuri. La verità é che un po per l'eccessiva tristezza e un po per l'impossibilità (esempio: trovare vestiti che mi piacciono, pochi negozi interessanti qui), cerco di arraggiarmi con quello che trovo. Ci tengo alla mia igiene e alla mia salute, solo che con una figura femminile questa può aumentare l'attenzione e anche da che tipo di persona ti trovi...
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » mar giu 07, 2016 10:32 pm

Non credo lei pensi che tu sia disordinato.
Forse pensa che con un abbigliamento femminile, tu saresti più carina.
D'altra parte, pensaci un attimo..,,lei è probabilmente lontana dal supporre che tu non accetti la tua identità biologica e quindi, si permette di consigliarti trucco e abiti che valorizzino il tuo fisico, quello che c'è e che si vede.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Raffinato » mar giu 14, 2016 7:22 pm

E' un tema interessante. Recentemente ho avuto modo di ascoltare un podcast che cercava, a mio avviso con grande saggezza, di dare la definizione di amicizia.
Più che altro invitava a capire che generi di amici ci circondano.
Si parlava di tre categorie di amici che gravitano intorno a noi:
-amici intimi;
-buoni amici;
-amici occasionali.
La vera linea di demarcazione tra un amicizia intima e tutto il resto è la fiducia e l'affidabilità; il poter esprime se stessi con trasparenza senza essere giudicati, senza che l'altro faccia gossip alle spalle o che "tradisca" i "segreti" rivelati. Ecco amici intimi se ne contano sulle dita di una mano: sono "merce"rara.
A mio modo di vedere come ho detto più volte, credo che la parola amicizia sia una di quelle più abusate; tutti si dichiarano amici ma sulla base di quali esperienze di condivisione ?
Penso che ci siano pochi amici ma tante conoscenze e diffido dalle persone che ti definiscono amico per averti visto un paio di volte al bar o in biblioteca.
Quindi si può essere se stessi, esporre un nostro problema od una nostra preoccupazione ma è importante condividerla con una persona che ha titolo e merito di essere chiamato amico intimo, cioè una persona degna di fiducia.
Credo che se c'è paura di essere accettati forse non siamo in presenza di un amico ma di una mera conoscenza oppure un'amicizia occasionale che non ha ancora le basi per poter diventare qualcosa di affidabile.
I buoni amici sono quegli amici con cui abbiamo interessi in comune da condividere, un hobby, una passione, il lavoro, la scuola insomma ci si trova veramente bene a certe condizioni , ci si conosce da anni ma non ci sono le condizioni di rivelare i nostri aspetti più profondi o personali. E' anche vero che una buon amico può con il tempo diventare un amico intimo.

Penso che stia a noi cercare di identificare che tipi di amici sono i nostri amici per evitare delusioni o farci aspettative inutili. Certo è che è una bella sfida per tutti. :D
Una piccola parentesi, per esperienza esistono purtroppo anche falsi amici, che non sono amici ovviamente ma sono persone che pensano di trarre qualche utile personale dall'essere amichevole ma il tutto si rivela presto una bolla di sapone perchè una volta cessata l'utilità temporanea si allontanano rapidamente con qualche scusa banale e magari facendo gossip alle spalle. Questi è meglio perderli che trovarli oppure in alternativa il perderli è un guadagno :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » mar giu 14, 2016 10:44 pm

Bella la tua analisi dell'amicizia e interessante la suddivisione che fai.
Noi spesso facciamo l'errore di definire amici certe persone, senza fare distinzioni.
In realtà, quelli che valgono sono gli amici intimi, tutto il resto è contorno, piacevole compagnia in occasione di un pranzo,
o di una serata.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Winterhoff » ven giu 17, 2016 4:42 am

Non si puo' sempre parlare di amici occasionali per le persone con cui si trascorre una serata o due, pero'. Io, almeno, ho avuto diverse esperienze in cui persone con cui ho condiviso pochissimo tempo mi hanno raccontato i loro problemi piu' intimi e personali, e io le ho sempre considerate legate a me molto piu' intimamente rispetto ad altre persone con cui magari ho condiviso anni di "amicizia".
道可道,非常道。名可名,非常名。无名天地之始。有名万物之母。故常无欲
以观其妙。常有欲以观其徼。此两者同出而异名,同谓之玄。玄之又玄,众妙之
门。
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » ven giu 17, 2016 11:59 pm

Se nell'amicizia occasionale momentanea, la persona si apre e racconta cose molto personale, è perché probabilmente, ha
visto in te un individuo degno di fiducia.
Mi ricordo che durante un viaggio di ritorno dall'India, una ragazza mi raccontó un sacco di cose su di lei.
Era stata un mese, come faceva ormai da un po' di anni, con mamma e nonna, nel villaggio di Say Baba.
Doveva essere un personaggio affascinante, perché lei era proprio convinta e mi raccontava che lui tutti i giorni, materializzava i diamanti.
Sono quegli incontri in cui hai la certezza che l'altra persona, non la vedrai mai più e quindi diventa possibile anche fare certe confidenze.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Edward » gio giu 23, 2016 1:12 pm

Zang, provo a risponderti con la mia esperienza.
Io ho iniziato ad avere degli amici autentici solo in seconda liceo, prima ero una persona molto sola che anche quando provava ad avere amicizie più profonde della semplice conoscenza non ci riusciva perché non trovava la sintonia e la disponibilità ad andare oltre a discorsi frivoli.
Queste amicizie autentiche sono state graduali: non ho riconosciuto in loro immediatamente un feeling, ma con il tempo e certe occasioni che si sono presentate. Inizialmente le frequentavo durante le ore di scuola, poi dopo la simpatia reciproca é capitato che queste persone hanno cominciato ad aprirsi con me su questioni molto private e delicate... Così ho capito che erano disposte a parlare e che avevano profondità, e anche io mi sono sentita di aprirmi. É stato comunque graduale: all'inizio non avrei mai parlato per esempio di tutti i problemi che avevo in famiglia o delle mie idee più profonde, perché pensavo si sarebbero spaventate o che mi avrebbero giudicata pesante.
Dunque ora, quando conosco qualcuno, mi baso sempre su questo criterio: ci si frenquenta per vari motivi che vanno dalla simpatia alla condivisione di passioni, poi - se accade, perché non é detto - arriva il momento in cui si fa un discorso emotivamente più profondo, un discorso in cui entrambi ci apriamo. Allora da quel momento inizio a capire che forse c'è la possibilità di instaurare un'amicizia basata davvero sull'affetto ed interesse per l'altro. Comunque, in ogni caso, ci vado sempre con calma, perché certi discorsi possono esser emotivamente pesanti da affrontare per entrambi e non tutti sopportano il carico. Secondo quello che ho vissuto, le amicizie vivono di un equilibrio strano tra leggerezza e profondità: se sono sempre leggere, sono amicizie più superficiali, se sono profonde é meglio, ma bisogna cercare anche di non riversare troppo sull'altro perché potrebbe sentirsi sopraffatto dal discorso.
La reciprocità, poi, é importantissima: alcune mie amicizie sono finite perché dall'altra parte c'erano persone che erano molto disposte ad aprirsi ma non mi ascoltavano molto quando io avevo qualcosa da dire.
Detto questo, secondo me un amico che ti vuole bene non ti dirà mai "mi fai venire la depressione", al limite smorzerà i toni se si sono fatti pesanti: una delle mie migliori amiche attuali é proprio così, una donna profonda e sensibile, ma anche capace di farmi ridere quando vede che mi sto prendendo troppo sul serio.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » gio giu 23, 2016 3:49 pm

Che bella la valutazione di questa amica!
È disponibile, senza fartelo pesare; sa farti ridere , senza essere superficiale; ti ascolta senza trovarti noiosa; valuta responsabilmente quello che le dici, senza drammatizzare.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da SZangy » gio giu 23, 2016 7:39 pm

Edward ha scritto:Zang, provo a risponderti con la mia esperienza.
Io ho iniziato ad avere degli amici autentici solo in seconda liceo, prima ero una persona molto sola che anche quando provava ad avere amicizie più profonde della semplice conoscenza non ci riusciva perché non trovava la sintonia e la disponibilità ad andare oltre a discorsi frivoli.
Queste amicizie autentiche sono state graduali: non ho riconosciuto in loro immediatamente un feeling, ma con il tempo e certe occasioni che si sono presentate. Inizialmente le frequentavo durante le ore di scuola, poi dopo la simpatia reciproca é capitato che queste persone hanno cominciato ad aprirsi con me su questioni molto private e delicate... Così ho capito che erano disposte a parlare e che avevano profondità, e anche io mi sono sentita di aprirmi. É stato comunque graduale: all'inizio non avrei mai parlato per esempio di tutti i problemi che avevo in famiglia o delle mie idee più profonde, perché pensavo si sarebbero spaventate o che mi avrebbero giudicata pesante.
Dunque ora, quando conosco qualcuno, mi baso sempre su questo criterio: ci si frenquenta per vari motivi che vanno dalla simpatia alla condivisione di passioni, poi - se accade, perché non é detto - arriva il momento in cui si fa un discorso emotivamente più profondo, un discorso in cui entrambi ci apriamo. Allora da quel momento inizio a capire che forse c'è la possibilità di instaurare un'amicizia basata davvero sull'affetto ed interesse per l'altro. Comunque, in ogni caso, ci vado sempre con calma, perché certi discorsi possono esser emotivamente pesanti da affrontare per entrambi e non tutti sopportano il carico. Secondo quello che ho vissuto, le amicizie vivono di un equilibrio strano tra leggerezza e profondità: se sono sempre leggere, sono amicizie più superficiali, se sono profonde é meglio, ma bisogna cercare anche di non riversare troppo sull'altro perché potrebbe sentirsi sopraffatto dal discorso.
La reciprocità, poi, é importantissima: alcune mie amicizie sono finite perché dall'altra parte c'erano persone che erano molto disposte ad aprirsi ma non mi ascoltavano molto quando io avevo qualcosa da dire.
Detto questo, secondo me un amico che ti vuole bene non ti dirà mai "mi fai venire la depressione", al limite smorzerà i toni se si sono fatti pesanti: una delle mie migliori amiche attuali é proprio così, una donna profonda e sensibile, ma anche capace di farmi ridere quando vede che mi sto prendendo troppo sul serio.
Ed, come ben saprai non ho una classe molto collaborativa: se in primo liceo avevo un piccolo gruppetto di amici dove tutto sommato mi rispettavano, ora ho il totale menefreghismo semplicemente perchè ho iniziato ad avere gusti differenti da loro e, tutto sommato, ero -e sono- depresso. Nessuno vorrebbe una persona depressa, single, con interessi limitati e/o non comuni (perchè si, non ho mai avuto problemi a parlare su cose che non mi piacciono, ma sono molto limitato, appunto.)...

Ma é anche vero che é una questione di età, o almeno nel mio caso: continuo ad essere circondato da persone che non pensano se non a cosa fumano, cosa bevono, se quella persona la si conosce e se é fidanzata. Poi alcuni miei compagni sono intoccabili, sono montati e troppo distanti. Altri figli di papà. E le uniche persone che parlo ora e solo tramite uno schermo e una - solo una - ci parlo ma ho fatto gia la mia figuraccia in gruppo, chiuso al 90% e con lo sguardo triste (avrei anche problemi personali in corso però).

Alla fine? Continuo a credere nelle amicizie, forse, che non inizieranno da ora. E che dovrò abbituarmi a fingere proprio per evitare di essere troppo sincero con la gente.
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » ven giu 24, 2016 7:24 am

Se tu vuoi degli amici, più tu ti atteggi ad originale e più li tieni lontani.
Non devi fingere di essere quello che non sei, forse basta che tu smussi gli eccessi che possono mettere gli altri in difficoltà.
Hai delle doti di fantasia e creatività, puoi essere apprezzato per quelle e attraverso un po' di amabilità puoi fare superare
l'atteggiamento depresso che ti caratterizza.
Tutto questo, beninteso, se avere amici ti interessa.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Edward » ven giu 24, 2016 9:57 am

Bianca, trovo che tu sia ingiusta con quelle considerazioni. La cosa peggiore che può capitare a una persona in difficoltà è sentirsi dire che è colpa sua. Il danno e la beffa.
Per quanto ho avuto modo di conoscere Zangy, lui è effettivamente una persona che non pensa come gli altri. È un originale, in un certo senso, suo malgrado. I vestiti non contano molto, sono solo vestiti e non sono ciò che lo caratterizzano. Quello che potrebbe fare è fingere di essere un'altra persona, ma non mi sembra un gran consiglio. Il problema, al momento, mi sembra di più la depressione, che invade la vita in ogni aspetto e non fa vivere una vita serena. Non avere amici, in questo senso, non aiuta a quell'età.

Zang, sì io sono stata fortunata a trovare degli amici in seconda liceo: sono persone che sono state in grado di andare oltre al fatto che fossi un po' strana, forse perché erano un po' strane anche loro. Ma ricordo bene com'era prima... e non esisteva nemmeno internet come valvola di sfogo o campo dove trovare altre persone! Io purtroppo non ho l'arma segreta per essere popolare e simpatica a tutti, dunque oltre a quello che ho già detto non saprei come consigliarti...

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da SZangy » ven giu 24, 2016 11:02 am

Ma é anche vero che quello che dice Bianca - per la maggior parte della gente - é vero: Si preferisce restare sul sobrio, su un qualcosa condivisibile per tutti. E per questo che non me la cavo nei gruppi - o in linea generale, con persone introverse/che hanno difficoltà a socializzarsi-.
Idem con l'abbigliamento: piu é strano, piu é paragonato all'inappropriato o trascurato. E sappiamo tutti che il 80% delle persone si veste con cosa trova per primo nell'armadio, o in base alla stagione o tempo atmosferico.
Quindi se una persona supera queste cose, é gia una persona che guarda al di fuori dell'aspetto esteriore, o l'apprezza, e capace di avere riflessioni piu profonde.

Alla fine i pregi e difetti si notano solo quando conosci la persona da SOLA. E molte persone che conosco da SOLE riescono a apprezzarmi, o ci provano, quando poi in gruppo seguono sempre chi é piu attivo o con argomenti frivoli. Chi riuscirebbe a conoscere una persona tra un circolo che va da due a dieci persone, se non di piu?
E internet se da una parte ha unito le persone, da un'altra sta lentamente omologando una grande parte di gente ad essere superficiale, cinica, e piena di opinioni ma senza confronto diretto. Ma la sua conseguenza naturale.

Che dire...il successo sociale alla fine é complesso come quello lavorativo e personale. E che la mia depressione rovina la mia personalità.
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