Amicizie e le avversità della vita

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SZangy
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Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da SZangy » mar giu 07, 2016 3:32 pm

Non sapevo che titolo dare e da quando che sono diventato mod che ho preferito essere presente per il forum come tale che come "utente standard". Ma ultimamente ho un serio dubbio che non riesco a migliorarlo, e magari questo può essere d'aiuto.
Quanto vi sentite "liberi" di parlare con i vostri amici?
Anche di cose molto personali, e di cose che avete paura intendo.

Io personalmente con l'andare faccio di tutto per tenermi a "freno": ogni giorno per me é sempre un casino, o l'esatto contrario, totale noia di cui difficilmente riesco a colmarlo anche con i miei hobbies. Anche perché se inizio a parlare di una mia problematica con un'altra persona ho sempre paura che -con l'andare del tempo - si rigidisca con me, perdendola completamente.

E secondo me con gli anni si sarà trasformata come una sorta di paranoia: credere continuamente che quella persona a lungo andare possa odiarti o non sopportarti una volta che apri un determinato argomento, piu personale, solo perché sei disperato e non sai con chi parlare. E provi a scusarti perché alla fine non trae sollievo a nessuno anzi, tu sei la prima persona che sta male.
Perché al di fuori di questo, non ho mai fatto del male alle persone piu vicine a me, anzi, sono sempre stato il primo ad aiutarle ed essere sempre disponibile, anche evitando argomenti scomodi. Tuttavia ho perso amicizie che alla fine si sono anche concluse con un "scusami, ma con scrivere con te mi rende depressa" (eh si, citato testualmente)

Anche se alla fine é solo la mia depressione che porta a questo, volevo sapere un po la vostra.
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Nygaard » mar giu 07, 2016 5:07 pm

SZangy ha scritto:Non sapevo che titolo dare e da quando che sono diventato mod che ho preferito essere presente per il forum come tale che come "utente standard". Ma ultimamente ho un serio dubbio che non riesco a migliorarlo, e magari questo può essere d'aiuto.
Quanto vi sentite "liberi" di parlare con i vostri amici?
Anche di cose molto personali, e di cose che avete paura intendo.

Io personalmente con l'andare faccio di tutto per tenermi a "freno": ogni giorno per me é sempre un casino, o l'esatto contrario, totale noia di cui difficilmente riesco a colmarlo anche con i miei hobbies. Anche perché se inizio a parlare di una mia problematica con un'altra persona ho sempre paura che -con l'andare del tempo - si rigidisca con me, perdendola completamente.

E secondo me con gli anni si sarà trasformata come una sorta di paranoia: credere continuamente che quella persona a lungo andare possa odiarti o non sopportarti una volta che apri un determinato argomento, piu personale, solo perché sei disperato e non sai con chi parlare. E provi a scusarti perché alla fine non trae sollievo a nessuno anzi, tu sei la prima persona che sta male.
Perché al di fuori di questo, non ho mai fatto del male alle persone piu vicine a me, anzi, sono sempre stato il primo ad aiutarle ed essere sempre disponibile, anche evitando argomenti scomodi. Tuttavia ho perso amicizie che alla fine si sono anche concluse con un "scusami, ma con scrivere con te mi rende depressa" (eh si, citato testualmente)

Anche se alla fine é solo la mia depressione che porta a questo, volevo sapere un po la vostra.
Concordo, infatti evito di parlare di cose molto personali cogli altri, tanto non capirebbero e soprattutto non gliene fregherebbe nulla! Sto sempre sul vago o comunque mi sbilancio solo su argomenti che rientrano nei binari della normalità e dell'ovvietå, altrimenti addio!
Purtroppo è così, le persone che possono capirci ed aiutarci (al di fuori dell'asessualità intendo) sono pochissime e non tutti hanno la fortuna di incontrarle...
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » mar giu 07, 2016 5:32 pm

È vero, trovare persone di cui ci si possa davvero fidare, è molto difficile.
Se abbiamo bisogno di confidarci, soltanto per essere ascoltati, rischiamo di parlare con qualcuno completamente disinteressato e che non ha la minima voglia di starci ad ascoltare.
Se abbiamo bisogno di consigli o anche solo considerazioni, è difficile che arrivino idee intelligenti o che confermino che siamo stati capiti.
Il rischio poi, che vadano a raccontare in giro gli affari nostri, spesso non è da escludere.

Ci sono anche persone molto affidabili, con le quali ci si può confidare, ma sono molto rare.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da SZangy » mar giu 07, 2016 5:58 pm

Ma il mio problema deriva da proprio quelle affidabili...sarà la mia bassa fiducia con il mondo, ma é una paura continua!
Di persone disponibili ci sono, ma quando arrivi ad una situazione critica basta poco per perdere tutto.
Mentre quelle che sono poco attente alla mia vita come alla mia amicizia - le lascio perdere. sempre.
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » mar giu 07, 2016 6:10 pm

Tu devi riuscire a capire se una persona è affidabile oppure no.
In genere, si dimostra vicendevolmente di essere affidabili, con la riservatezza, il silenzio, la disponibilità, la capacità di comprendere le difficoltà e le debolezze dell'altro, con dei consigli che non sono imposizioni, ma suggerimenti, che, anche se non seguiti, non intaccheranno minimamente la profondità del rapporto, ma verranno tollerati e compresi.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Nygaard » mar giu 07, 2016 6:22 pm

SZangy ha scritto:Ma il mio problema deriva da proprio quelle affidabili...sarà la mia bassa fiducia con il mondo, ma é una paura continua!
Di persone disponibili ci sono, ma quando arrivi ad una situazione critica basta poco per perdere tutto.
Mentre quelle che sono poco attente alla mia vita come alla mia amicizia - le lascio perdere. sempre.
Segui i consigli di Bianca perché sono corretti!

All'inizio è difficile capire se una persona riesce a parlare di tutto o solo delle cose ovvie, però se stai attento a come tratta gli argomenti ti rendi conto se è affidabile o meno, ossia se puoi parlarle delle tue cose più intime senza esser giudicato/tradito. Per esempio ho un'amica con la quale all'inizio parlavo di tutto, anche di argomenti abbastanza poco discussi dalle altre persone...ho aspettato però prima di aprirmi con lei, e ho fatto bene perché per alcune cose si trasforma diciamo in bigotta (anche se non è il termine giusto) e quindi ho capito che non è la persona giusta con la quale condividere le mie emozioni ed esperienze più interiori.
È difficile da spiegare a parole, però spero che tu abbia capito :)
La difficoltà sta solo all'inizio, ma poi lo capisci se una persona è affidabile o no, credimi! ;)
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » mar giu 07, 2016 6:35 pm

Può darsi che la tua amica abbia quella reazione di fronte a certi argomenti, perché molto vincolata ad alcuni principi dai quali non riesce a slegarsi.
Un conto peró, é irrigidirsi su questioni molto delicate, un conto è giudicare l'interlocutore.
Un confidente giusto, non fa mai questo errore, se vuole che l'altra persona si senta libera di affrontare qualsiasi argomento con sincerità e con la certezza di essere compreso, non giudicato.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Nygaard » mar giu 07, 2016 6:45 pm

Bianca ha scritto:Può darsi che la tua amica abbia quella reazione di fronte a certi argomenti, perché molto vincolata ad alcuni principi dai quali non riesce a slegarsi.
Un conto peró, é irrigidirsi su questioni molto delicate, un conto è giudicare l'interlocutore.
Un confidente giusto, non fa mai questo errore, se vuole che l'altra persona si senta libera di affrontare qualsiasi argomento con sincerità e con la certezza di essere compreso, non giudicato.
Esattamente, molte persone sono molto legate a dei principi acquisiti da bambini, e non se ne rendono conto, e dunque rifiutano a priori un certo tipo di argomenti
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Scissorhands » mar giu 07, 2016 6:47 pm

SZangy ha scritto:Non sapevo che titolo dare e da quando che sono diventato mod che ho preferito essere presente per il forum come tale che come "utente standard". Ma ultimamente ho un serio dubbio che non riesco a migliorarlo, e magari questo può essere d'aiuto.
Quanto vi sentite "liberi" di parlare con i vostri amici?
Anche di cose molto personali, e di cose che avete paura intendo.

Io personalmente con l'andare faccio di tutto per tenermi a "freno": ogni giorno per me é sempre un casino, o l'esatto contrario, totale noia di cui difficilmente riesco a colmarlo anche con i miei hobbies. Anche perché se inizio a parlare di una mia problematica con un'altra persona ho sempre paura che -con l'andare del tempo - si rigidisca con me, perdendola completamente.

E secondo me con gli anni si sarà trasformata come una sorta di paranoia: credere continuamente che quella persona a lungo andare possa odiarti o non sopportarti una volta che apri un determinato argomento, piu personale, solo perché sei disperato e non sai con chi parlare. E provi a scusarti perché alla fine non trae sollievo a nessuno anzi, tu sei la prima persona che sta male.
Perché al di fuori di questo, non ho mai fatto del male alle persone piu vicine a me, anzi, sono sempre stato il primo ad aiutarle ed essere sempre disponibile, anche evitando argomenti scomodi. Tuttavia ho perso amicizie che alla fine si sono anche concluse con un "scusami, ma con scrivere con te mi rende depressa" (eh si, citato testualmente)

Anche se alla fine é solo la mia depressione che porta a questo, volevo sapere un po la vostra.
Guarda io tendenzialmente non mi fido molto della gente.Probabilmente anche nel mio caso è un po una paranoia..ma ho avuto modo di notare che la gente molte volte non ti ascolta e se magari provi a confidarti traduce a suo modo.Questa cosa mi ha sempre irritato abbastanza perchè alla fine magari quello che tu volevi fargli capire viene travisato e se malauguratamente è anche una persona chiacchierona vengono fuori film assurdi in cui ti ritrovi protagonista a tua insaputa. Poi ti ripeto,un po sarà anche la mia difficoltà a fidarmi ma molte volte la gente o è stupida o è cattiva per cui preferisco non parlare di cose intime e come dice Ny cerco di rimanere vago e parlare del più e del meno.
Le confidenze cerca di farle a chi sai che ti può capire davvero o comunque che ti ascolterebbe davvero e non tanto per,in maniera tale che sia in grado di sostenere qualunque tuo sfogo senza accusarti di deprimerla/o..certo è più difficile trovarle ma ci sono.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da SZangy » mar giu 07, 2016 6:51 pm

Bianca ha scritto:Può darsi che la tua amica abbia quella reazione di fronte a certi argomenti, perché molto vincolata ad alcuni principi dai quali non riesce a slegarsi.
Un conto peró, é irrigidirsi su questioni molto delicate, un conto è giudicare l'interlocutore.
Un confidente giusto, non fa mai questo errore, se vuole che l'altra persona si senta libera di affrontare qualsiasi argomento con sincerità e con la certezza di essere compreso, non giudicato.
Non é piu amica...appena ho fatto coming come FTM mi ha letteralmente mandato a quel paese.
E si é irrigidita dopo questioni su questioni che ha come detto lei, "sopportato". E gia con questo termine si può dire che l'errore é nel principio: mi sono fidato di una persona sbagliata.

Il problema é che conservo rabbia e paura su queste cose anche con le nuove conoscenze, per paura di fallire di nuovo.
Scissorhands ha scritto:
Guarda io tendenzialmente non mi fido molto della gente.Probabilmente anche nel mio caso è un po una paranoia..ma ho avuto modo di notare che la gente molte volte non ti ascolta e se magari provi a confidarti traduce a suo modo.Questa cosa mi ha sempre irritato abbastanza perchè alla fine magari quello che tu volevi fargli capire viene travisato e se malauguratamente è anche una persona chiacchierona vengono fuori film assurdi in cui ti ritrovi protagonista a tua insaputa. Poi ti ripeto,un po sarà anche la mia difficoltà a fidarmi ma molte volte la gente o è stupida o è cattiva per cui preferisco non parlare di cose intime e come dice Ny cerco di rimanere vago e parlare del più e del meno.
Le confidenze cerca di farle a chi sai che ti può capire davvero o comunque che ti ascolterebbe davvero e non tanto per,in maniera tale che sia in grado di sostenere qualunque tuo sfogo senza accusarti di deprimerla/o..certo è più difficile trovarle ma ci sono.
Nemmeno io mi fido della gente, ma se loro non hanno problemi io sono completamente me stesso. Sarà un errore gia in partenza, ma non è colpa mia visto che sono loro a dirmi che posso sfogarmi ect ect...
Fortunamente non ci sono molte voci in giro su di me - semplicemente perché non esco spesso e so cosa dire, al massimo sapranno che sono "lesbica" ma nient'altro, forse solo membri della mia classe avranno capito che c'è dell'altro vedendomi dal primo al terzo anno dai jeans e scollature "normali" a completi neri e maschili e con seno quasi assente. Ma nulla di allarmante, mi do dello sfigato da solo :mrgreen:
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Nygaard » mar giu 07, 2016 7:07 pm

SZangy ha scritto:
Bianca ha scritto:Può darsi che la tua amica abbia quella reazione di fronte a certi argomenti, perché molto vincolata ad alcuni principi dai quali non riesce a slegarsi.
Un conto peró, é irrigidirsi su questioni molto delicate, un conto è giudicare l'interlocutore.
Un confidente giusto, non fa mai questo errore, se vuole che l'altra persona si senta libera di affrontare qualsiasi argomento con sincerità e con la certezza di essere compreso, non giudicato.
Non é piu amica...appena ho fatto coming come FTM mi ha letteralmente mandato a quel paese.
E si é irrigidita dopo questioni su questioni che ha come detto lei, "sopportato". E gia con questo termine si può dire che l'errore é nel principio: mi sono fidato di una persona sbagliata.

Il problema é che conservo rabbia e paura su queste cose anche con le nuove conoscenze, per paura di fallire di nuovo.
Scissorhands ha scritto:
Guarda io tendenzialmente non mi fido molto della gente.Probabilmente anche nel mio caso è un po una paranoia..ma ho avuto modo di notare che la gente molte volte non ti ascolta e se magari provi a confidarti traduce a suo modo.Questa cosa mi ha sempre irritato abbastanza perchè alla fine magari quello che tu volevi fargli capire viene travisato e se malauguratamente è anche una persona chiacchierona vengono fuori film assurdi in cui ti ritrovi protagonista a tua insaputa. Poi ti ripeto,un po sarà anche la mia difficoltà a fidarmi ma molte volte la gente o è stupida o è cattiva per cui preferisco non parlare di cose intime e come dice Ny cerco di rimanere vago e parlare del più e del meno.
Le confidenze cerca di farle a chi sai che ti può capire davvero o comunque che ti ascolterebbe davvero e non tanto per,in maniera tale che sia in grado di sostenere qualunque tuo sfogo senza accusarti di deprimerla/o..certo è più difficile trovarle ma ci sono.
Nemmeno io mi fido della gente, ma se loro non hanno problemi io sono completamente me stesso. Sarà un errore gia in partenza, ma non è colpa mia visto che sono loro a dirmi che posso sfogarmi ect ect...
Fortunamente non ci sono molte voci in giro su di me - semplicemente perché non esco spesso e so cosa dire, al massimo sapranno che sono "lesbica" ma nient'altro, forse solo membri della mia classe avranno capito che c'è dell'altro vedendomi dal primo al terzo anno dai jeans e scollature "normali" a completi neri e maschili e con seno quasi assente. Ma nulla di allarmante, mi do dello sfigato da solo :mrgreen:
Che significa FTM ?
Perdonami per l'ignoranza..
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da SZangy » mar giu 07, 2016 7:29 pm

ithaca ha scritto: [*]FtM o Uomo Trans: (female to male transsexual, trans man) una persona transessuale, che si identifica come maschio, ma è nata con sesso biologico femminile. Se una persona FtM è sessualmente attratta dai maschi, si identifica di solito come omosessuale (anche se nata femmina), mentre si identifica come eterosessuale se attratta dalle femmine.

Ah, e aggiungo che gli spettegolezzi non sono il problema piu grave, ma solo quando si é abituatati ad avere un cerchio strettissimo di persone. E anche dalla persona. Per esempio, una mia compagnia di classe che non fa altro che dirmi che devo indossare gonne e trucco, alla fine scopro che ne ha parlato a tante ragazze sue amiche. Eppure non ho ricevuto insulti da queste persone.
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Nygaard » mar giu 07, 2016 7:46 pm

E come si fa dopo tutto quello che succede a fidarsi ancora delle altre persone? Voi ci riuscite qualche volta?
Io ormai purtroppo non ho più fiducia negli altri, e mi dispiace perché un tempo ne avevo, ma sono sempre stato considerato poco e a volte male. Ormai ho sviluppato una sorta di misantropia: appena vedo una persona (sconosciuta) per esempio in autobus, in treno, o in giro, provo dentro una sorta di disgusto (lieve per ora), cioè la vedo già negativamente...mi dà fastidio!
Siamo stati sfortunati ad incontrare gente discutibile, o vale per tutti?
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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Bianca » mar giu 07, 2016 9:40 pm

Zang, perché dovresti essere insultato?
La compagna, dal momento che appari come ragazza, non credo avesse malignità nel suggerirti abiti femminili e trucco e sicuramente ne ha parlato con le amiche in modo benevolo.
Purtroppo, bisogna dire che questa ragazza non ha capito e non conosce quello che tu senti.
Forse, pensa soltanto che tu non sia ambizioso e non riesca a darti un'identità in armonia con il tuo corpo.


Ny, bisogna fidarsi degli altri e non considerare tutti traditori, se no, si vive male.
Anche la persona che vedi di sfuggita, per un'unica volta, perché giudicarla in modo così negativo?
Perché deve darti fastidio il solo fatto che esista?
Pensa che può essere una persona che vale e non lasciarti condizionare da una negatività che non ha senso di esistere e non ti fa onore.

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Re: Amicizie e le avversità della vita

Messaggio da Nygaard » mar giu 07, 2016 9:48 pm

Bianca ha scritto:Ny, bisogna fidarsi degli altri e non considerare tutti traditori, se no, si vive male.
Anche la persona che vedi di sfuggita, per un'unica volta, perché giudicarla in modo così negativo?
Perché deve darti fastidio il solo fatto che esista?
Pensa che può essere una persona che vale e non lasciarti condizionare da una negatività che non ha senso di esistere e non ti fa onore.
Pensi che voglia provare quelle sensazioni? Non mi piacciono per niente, ma le sento comunque anche se mi concentro e ragionando mi dico che sono insensate...che ci posso fare?
L'uomo vuole sempre ciò che non può avere, e appena lo ottiene non lo vuole più.

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