Violenza sulle donne

Per le discussioni più serie, di carattere etico, politico, morale, religioso e quant'altro. Si raccomanda la serietà e il rispetto delle opinioni altrui.
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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da J.P.Klondike » dom mar 12, 2017 7:55 pm

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da Bianca » dom mar 12, 2017 9:04 pm

No, non nascono con l'amore.
Una persona che si innamora di te, non diventa automaticamente una tua proprietà.
L'amore non è violenza, è rispetto.
Devo dirti che è la prima volta che mi ritrovo a fare questi discorsi.
L'amore come possesso, non è mai stato argomento di discorsi da fidanzati, nè per noi, nè per i nostri amici.
C'erano alcune cose che si davano per scontate, come la fedeltà, la solidarietà, la certezza di stare insieme per sempre.
Il concetto di possesso, non era minimamente contemplato.

Oggi, tutti hanno paura del per sempre, tutti hanno paura di diventare schiavi.
Ma perché?

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da SoItIs » lun mar 13, 2017 11:12 am

J.P.Klondike ha scritto:Soltis quando parli di ricatto morale prendi a pieno quello che secondo me è il più grande catalizzatore di questa violenza. L'idea di possedere il partner, il sentirsi in diritto di imporre se stessi sopra il prossimo, il credere che l'amore annulli la libertà e l'indipendenza personale. Quasi come se poiché ti amo, e mi ami, tu non hai più diritto a te stessa, al tuo essere individuo con idee e diritti personali.

Questo comportamento l'ho notato con allarmante frequenza durante tutta la mia vita. La violenza è soltanto un appendice, uno sfociare estremo di un comportamento comune nelle relazioni amorose. Ho visto uomini ricattare donne, per poi alla prima occasione buona lasciarle o tradirle, e ho visto donne minare la vita privata di uomini che volevano tornare single.

E lacosa mi ha sempre sconvolto perché per tutti son sempre state cose normali, normali comportamenti umani. Io quando in altri 3D chiedevo a Bianca e Delirio comesi facesse a fidanzars mi riferivo anche a questo. Io non riesco a capire questo imporre se stessi nella vita di qualcuno, invaderla con le proprie emozioni. Il "fare innamorare una donna" nel mio cervello è sempre stata una violenza. So che io sono estremo e nel torto, quello che provo è solo una (chiamiamola stortura), però mi ha permesso di osservare molti di questi comportamenti dall'esterno, e analizzarli con la ragiome, lontano dai vortici emotivi dell'amore.
condivido pienamente, hai colto il nocciolo della questione. Sul perchè si perpetuino questi comportamenti: si agisce per mera disperazione, tutto è meglio che stare da soli, costi quel che costi. Ci si attacca alle persone, che siano "amiche" o "amanti" per fuggire la paura della solitudine, illudendosi di evitare la noia ma ritrovandosi unicamente con sensi di vuoto. Oggi "è quell* giust*", domani ci si lascia, dopodomani "quest* è quell* giust*, lo so!" e via di questo passo. In quest'ottica è quasi inevitabile indorare la pillola, ricorrendo a man bassa all'idealizzazione, con tutte le conseguenze. Questo in estrema sintesi.

No, non sei estremo e non provi una mera stortura, semplicemente non accetti passivamente i vari condizionamenti e possiedi una maggiore sensibilità che ti permette di "vedere" non solo dietro alle facciate, ma anche di intuire le correlazioni. È un fuggire la via facile, comoda, preconfezionata. A rischio di essere considerati "alieni".

@ Bianca: lascia stare il "tutti", che come ho già più volte scritto le generalizzazioni non portano a nulla, se non ad aridi giudizi.
Molti, troppi invero, non hanno paura del "per sempre" o di diventare "schiavi" (anche qui, perchè ricorrere sempre agli estremi?). I rapporti oggigiorno seguono le leggi del consumismo: di fronte ad un'offerta bulimica perchè prendersi la briga di investire nella manutenzione dei rapporti? Perché mai riparare, se è facile buttare via e ricomprare? "L'amore", la relazione non va come abbiamo immaginato? Egoisticamente tiriamo i remi in barca, voltiamo le spalle e iniziamo una storia nuova. Pur di fuggire la solitudine, mossi dalla disperazione. Apaticamente, giacché pochi si prendono la briga di interrogarsi sul proprio agire per cambiare.

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da Bianca » lun mar 13, 2017 3:12 pm

Saranno pure aridi giudizi, ma prova a chiedere in giro..........
No, non hanno paura del per sempre, perchè sanno che oggi, il girarsi le spalle dopo poco tempo, è molto più accettato di un tempo, ma quando lo vivono in prima persona, capiscono che è un'esperienza dolorosa.
Non hanno paura della "schiavitù", perchè le regole, si impongono prima e valgono per entrambi: ciascuno ha i suoi spazi, ai quali non ha nessuna intenzione di rinunciare.
Prima, non era così, perchè nel momento in cui, da single si passava ad essere in due, era pacifico cambiare le proprie abitudini.
Nessuno ne faceva una malattia, nessuno si sentiva defraudato o messo in gabbia.

Guarda che l'offerta bulimica, non esiste proprio e non è facile voltare le spalle (nè sbattere la porta...) e ricominciare.
Ognuno di noi ha delle esigenze, non vi corrisponde chiunque; non tutti offrono ciò di cui abbiamo bisogno e non si tratta soltanto di porre rimedio alla solitudine, ma di impostare un'esistenza.

Non penso che molti agiscano con leggerezza, come dici tu.
Le relazioni, sono sempre imprese importanti, difficili e quando ci sono i presupposti perchè vada bene, bisogna coccolarla, accarezzarla, proteggerla.

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da SoItIs » lun mar 13, 2017 5:47 pm

Guarda, non "chiedo in giro" e non scrivo "per sentito dire", semmai parlo con le persone, questo si.
Gli "aridi giudizi" a mio parere sono quelli che si basano sulle generalizzazioni, i "tutti" e "nessuno" cos'altro sono, se non fare di un'erba un fascio?

Secondo te non esiste l'offerta bulimica? Lasciando stare le statistiche, che vedono una maggioranza di persone di sesso femminile in quasi tutte le società occidentali, basta appunto parlare con ragazze più o meno giovani che a ragione si lamentano del fatto che i loro coetanei, e pure uomini più attempati, i famigerati sempiterni adolescenti, spesso e volentieri oltre ad avere in mente solo il sesso, non si fanno tanti problemi a scaricarle bellamente o sparendo nel nulla (pessima pratica in generale, a poco serve abbellirlo con il neologismo "ghosting", la sostanza non cambia) o facendo sapere alla malcapitata di turno che non era altro che una prova "tecnica".
Vale ovviamente anche il contrario, anche se certo in misura minore. E lasciamo pure stare che il/la malcapitat* che ci casca è perlomeno ingenu*, è sin troppo facile giudicare. Aperta parentesi, tutto questo è farcito da menzogne, inganni, non detti, alias manipolazioni a gogò, sempre sotto l'egida strapazzata del "il fine giustifica i mezzi", sensi di colpa? Zero di zero, prevale l'edonismo. Su questo forum qualcuno tempo fa ha sintetizzato che spesso una relazione amorosa è considerata quale mero prezzo da pagare per ottenere ed eventualmente assicurarsi la disponibilità di praticare sesso.

Molti agiscono con estrema leggerezza, non si pongono problemi, l'empatia? mero ammennicolo. Cos'altro aspettarsi d'altro canto quando nel complesso regna sovrana la superficialità? Quando la mera esteriorità diviene misura di tutto, quando l'autoreferenzialità (ricordi che citavo la "selfie surgery"? questa altro non è che uno sviluppo estremo di questa tendenza) conduce ad egoistici narcisismi? Quando è considerato inutile o impossibile scoprire l'interiorità, bollando ad esempio una persona come "difficile"? Fortunatamente esistono le eccezioni, persone che non seguono il "mainstream", che disdegnano il comodo incedere, e che per inciso, spesso e volentieri fanno più fatica a trovare un* partner.

Le relazioni dovrebbero essere sempre imprese importanti che richiedono assiduo impegno. La realtà tuttavia spesso e volentieri segue un andazzo ben diverso, anche qua è utile dare un'occhiata al rapporto statistico tra matrimoni e divorzi/separazioni, ed all'andamento della durata media, si può dire che il quadro è desolante. C'è poco da fare, la libertà richiede responsabilità per non condurre all'anarchia, è cosi per tutte le faccende umane. Che poi il consumismo domini ormai ogni aspetto della vita umana non è nulla di nuovo e nemmeno un mio pensiero originale; in fin dei conti oggigiorno la Vita stessa, compreso il suo concepimento, è oggetto di compravendite che seguono le leggi di mercato.
Ognuno di noi ha delle esigenze, non vi corrisponde chiunque; non tutti offrono ciò di cui abbiamo bisogno e non si tratta soltanto di porre rimedio alla solitudine, ma di impostare un'esistenza.
Ecco, vedi, questa tua affermazione non la condivido. Certo, ogni persona ha aspettative ed esigenze, il "mettersi in gioco" implica anche lo sforzo di superare se stessi, ecco la prima difficoltà, superabile; per fortuna "non tutti offrono ciò di cui abbiamo bisogno" in caso contrario sarebbe ben triste; tra l'altro parli di "bisogni" e "non si tratta soltanto di porre rimedio alla solitudine".
Sui bisogni e le aspettative riposte nelle altre persone che inevitabilmente conducono a ricatti ho già scritto; sulla solitudine: perchè "porre rimedio"? Rimediare significa "sanare una condizione sfavorevole o negativa", da quanto scrivi traspare tout-court la diffusa concezione negativa della solitudine, considerata una malattia da cui fuggire ad ogni costo. Aperta parentesi: è questo negativo "ad ogni costo" il filo sottile che conduce sino alla violenza. Che poi la storia che una relazione amorosa sia "l'unione di due solitudini" è quanto di più sbagliato ci possa essere. Infine, "impostare un'esistenza": mi suona tanto da forzatura, dirigere, stabilire, determinare. Forse "vivere un'esistenza", da soli, insieme ad uno o più partner, spontaneamente, è una meta più desiderabile e gratificante. "Fondersi senza confondersi", ecco qualcosa su cui discutere.

Ricorro anch'io al "tutto" per riallacciarmi all'argomento del 3d: tutto è correlato, anche la violenza morale e fisica non nasce dal nulla e non è neppure un fenomeno isolato. Sbagliato sottovalutarla, sbagliato ignorare le dinamiche intrinseche. Ad esempio il "possesso": lo si sottovaluta, lo si considera normale, lo si accetta passivamente (stesso dicasi per la gelosia). Ora è chiaro che vi sono dei gradienti, delle sfumature, le logiche "on-off" non valgono, è altrettanto chiaro che si tratta di dinamiche che si aggravano col passare del tempo, con le conseguenze del caso. Possedere una persona stride con "l'amare una persona": presuppone sempre una mancanza di fiducia nel partner, erode la reciproca libertà, conduce a ricatti e mania di controllo. Abbinata a scarsa autostima ed ad un labile autocontrollo conduce a reazioni ed a comportamenti estremi.
Tutto è correlato: le donne sono quotidianamente ridotte ad un oggetto del possesso maschile nelle varie pubblicità sessiste ; il possesso non è solo maschile, si ritrova anche nei rapporti madre-figl*, domina spesso i rapporti familiari, le dinamiche sono pressoché simili. La diffusione a più livelli fa si che, fosse anche solo per la quantità, si abbia la percezione che sia qualcosa di normale, inevitabile. Questo era così anche in passato, il "una volta si stava meglio" lascia il tempo che trova.
Discutiamone, e.. assertività, please :)

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da Bianca » lun mar 13, 2017 7:08 pm

Sai cosa penso, dopo aver letto tutto quello che hai scritto, due volte?

Che sei una persona difficile, anche se la tua interiorità mi è lampante.

NB: non tutti offrono ciò di cui abbiamo bisogno, non vuol dire che si cercano caratteristiche che riempiano i NOSTRI vuoti.
Significa ritenere indispensabili: LAVORO, SERIETA', IMPEGNO, CORRETTEZZA, ONESTA', EDUCAZIONE, CULTURA.
Altro che offerta bulimica!

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da SoItIs » mar mar 14, 2017 10:25 am

Tò, ecco un giudizio monolitico, un ricorso ad un mero aggettivo, il peggiore a parer mio che si possa affibbiare ad una persona, l'etichetta che mi è stata affibbiata talmente tante volte che ne ho perso -volutamente- il conto. "sei una persona difficile", ecco, con questo tronchi senza appello ogni discussione, ogni scambio di idee ed opinioni, e meno male che ho scritto "assertività please".

Ed assertivamente ti scrivo che posso anche accettare di essere definito difficile, a patto che a definirmi così sia una persona che mi conosce, che stimo e con la quale condivido un piano paritario, e che sia il risultato di un percorso consapevole. Personalmente ritengo sia sempre corretto ed utile non ricorrere a giudizi frettolosi per rispetto , se proprio proprio, si può scrivere che una persona è complessa, ma non complicata, intendendo appunto che scomodandosi è proprio la complessità delle reciproche personalità a costituire un arricchimento. "La tua interiorità è lampante". Addirittura. Non mi sorprende, non dopo quanto hai scritto nei tuoi post, non ultimo l'aneddoto della farmacista matta, a tuo dire additata e schernita a colpi di risatine dai clienti. Anche in questo caso, una asettica etichetta, sfociante nella stigmatizzazione della malattia, nell'annullamento della persona malata ad opera di pregiudizi. Anche in questo caso: perchè non interessarsi alla persona? Magari per scoprire che è vittima di una malattia neurologica?

Mi ricordi quell* che dopo aver scambiato con me si e no 2 frasi di circostanza pensano di avermi inquadrato (lasciamo pure stare i famigerati "amici degli amici"), salvo poi restare sorpresi se non stizziti ed offesi quando -inevitabilmente- non rispetto il copione affibbiatomi.

Tornando al thread, anche per rispetto di chi lo ha formulato e di chi sta leggendo: l'argomento è la violenza sulle donne, nei vari post è stata giustamente anche contemplata la violenza morale e fisica in generale. Le etichette, questo attribuire un comodo significato, questo giudicare senza conoscere, questo ridurre, semplificare, capace di alimentare soffocanti sensi di colpa e duraturi sensi di inadeguatezza. È questo l'humus fertile da cui dipana la violenza morale, che ripeto, non è comprimibile negli opposti "c'è-non c'è" "on-off". La stessa diffusa idealizzazione sino alla oggettivazione delle persone affondano le loro radici nello stesso pantano e non vanno presi sottogamba,
creare un simulacro e/o ridurre una persona ad un mero oggetto di cui disporre (meccanismo potente di manipolazione morale) affranca dai sensi di colpa arrecando danni pesanti alla psiche della vittima.
Ignorare i meccanismi di base, ragionare per scompartimenti stagni porta a sottovalutarne la portata, facendo si che la violenza sia ritenuta alla stregua di un che di inevitabile, quasi fisiologico; porta ad indignarsi dinanzi al fatto eclatante di cronaca, ma non a porsi i necessari dubbi ed interrogativi.

Rifletti su questo, se vuoi. Confrontarsi, discutere, è questo lo spirito di un forum. Non implica seguire una linea, le critiche costruttive sono utili e portano ad opinioni differenziate. Personalmente esprimo il mio punto di vista, punto. Non ambisco ad educare e non m'interessa ottenere plausi. Rispetto reciproco, questo lo considero imprescindibile. Questo è, senza malanimo alcuno.

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da J.P.Klondike » mar mar 14, 2017 3:31 pm

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da SoItIs » mar mar 14, 2017 5:00 pm

OT: i Mogwai, Gizmo & compagni pelosotti, awesome! Aggiungerei azzeccatissimo ed assertivo... unica perplessità, che dici, le istruzioni, le leggerebbe mai qualcuno u.u? Mmm, meglio salvare qualche albero, almeno dona ombra senza chiedere nulla in cambio xD
Vabbuò, torniamo seri ché l'argomento del tuo 3d si presta poco a sollazzi, ahimè.

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da Bianca » mar mar 14, 2017 5:37 pm

Sol, sono contenta che altri, oltre me, ti abbiano definito persona difficile, ma c'è una differenza: quando io capisco che una persona è difficile, non funziona come dici tu: argomento chiuso.
A me scoppia una voglia incontenibile, di capire com'è veramente.
Devo entrargli nel cervello, come il Punteruolo Rosso, nella palma. Anche quando, ahimè, il difficile non mi conosce, non mi stima e non si pone su un piano paritario.

Nessuno è più convinto di me, di quanto siano vicendevolmente arricchenti, personalità diverse.

L'unico scopo della mia affermazione "Sei una persona difficile, anche se la tua interiorità mi è lampante", era quello di farti arrabbiare.

Leggere quello che scrivi, è faticoso; capirlo è un'impresa; risponderti, è un terno al lotto. Eppure, vedi che non ci rinuncio?

Per quanto riguarda la farmacista che ti sta tanto a cuore, devo dirti, che non tutte le persone si possono interpellare sui loro casi personali, nè ci si può interessare di tutti coloro che presentano problematiche.
Sì, probabilmente è vittima di una malattia neurologica, ma ci sono persone che lavorano con lei, sicuramente più esperte di me, le quali, potrebbero già aver preso provvedimenti, con scarso successo.
All'interno di un luogo pubblico, quando una persona addetta alle vendite, fa una scenata ad un cliente o ad un collega, sbraitando, intervenire può non essere la cosa più opportuna; si tace, ci si guarda e non si vede l'ora di andarsene.

La violenza non è mai inevitabile e nessuno è autorizzato a ridurre una persona ad oggetto.
Mi sembra che siano concetti scontati.
Così come è scontato che in un forum, ciascuno esprima il suo pensiero.

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da Lavendair » mar lug 09, 2019 8:38 pm

C'è una cosa che ho trovato anche in questo topic e che salta fuori OGNI VOLTA che si parla del tema "violenza sulle donne".

Ma guarda che anche le donne picchiano gli uomini, sai?!

Ebbene vorrei spendere due parole su questa ridicola obiezione che serve a null'altro se non a sviare l'attenzione dal problema in questione (la violenza sulle donne) spostandola su un altro argomento (la violenza sugli uomini) che annulla la discussione sul vero problema.

E la cosa mi manda sempre fuori dai gangheri. Ogni volta che si parla di un problema che riguarda le donne c'è sempre il fenomeno (spesso è un maschio, ma non sempre) che si sente in dovere di spostare l'attenzione sull'unico argomento che è sempre più importante di qualsiasi altro: io maschio valgo di più di tutte voi femmine messe insieme.

Non sto dicendo che non esistano donne che picchiano gli uomini, MA dico che non è questa la sede per parlarne (anche perché statisticamente si tratta per lo più di episodi di autodifesa... e quindi a ben pensarci si torna di nuovo al problema iniziale).

Esempio: se si sta discutendo del costo vergognoso degli assorbenti e qualcuno se ne esce con "ma guarda che anche i rasoi per uomo costano tanto, sai?!" io ti mando legittimamente a quel paese perché non sto parlando di problemi tuoi, ma dei miei.

E la cosa peggiore è che spesso sono le donne stesse a sentirsi in dovere di puntualizzare che anche le donne picchiano gli uomini. Quasi come se si dovessero giustificare, scusare per avere avuto, per un momento, l'ardire di attirare l'attenzione su un problema che le riguarda.

Succede sempre. SEMPRE. SEMPRE

Trovo vergognoso che un problema serio, anzi una questione di vita e di morte per molte donne, debba essere ridimensionato se non annullato per far spazio a quei due/tre casi di violenza (per lo più innocua, per altro) su uomini. Nonostante la cronaca sia piena di casi di donne uccise dai loro attuali o ex uomini mentre i casi di uomini uccisi dalle loro donne si contano sulle dita di una mano il vero problema è l'uomo che viene malmenato o offeso.

Senza contare che parificare la violenza delle donne a quella degli uomini, oltre a negare l'evidente disparità fisica che ha il suo peso, equivale anche a negare millenni di storia umana in cui gli uomini hanno sempre esercitato il loro controllo sulle donne con varie forme di cui la prevaricazione fisica è solo una delle tante: con il matrimonio (matrimonio riparatore vi dice niente?!?), con la negazione del diritto all'indipendenza economica, con il controllo sul loro stesso corpo (divieto di esercitare l'aborto, e non stiamo parlando di medioevo), con la negazione di un'identità giuridica (ricordo che il diritto di voto alle donne in Italia risale al solo 1945) e ancora oggi è vietato alle donne dare il proprio cognome ai propri figli... se queste non sono forme di violenza...
Equiparare la violenza di poche donne a quella di un'intera società maschilista e patriarcale equivale a negare un'intera struttura sociale che permea l'umanità a livello mondiale.
La cosa peggiore della violenza sulle donne è che trova giustificazione in questa struttura patriarcale che minimizza il problema e, spesso, lo sposta su di lei. Basti vedere in questo topic quanti dei partecipanti hanno spostato il problema dal comportamento di lui alle ragioni per cui lei sopporta... questo perché la violenza da parte dell'uomo è sempre giustificata, mai messa in discussione. Semmai il problema è lei che se ne sta lì a prenderle...
E poi, improvvisamente, non si sa bene come, la questione diventa lei che picchia o offende lui.

Ripeto: esistono donne che picchiano gli uomini. Ma sono una eccezione non la regola, anzi, spesso è semplice autodifesa, non la manifestazione di un problema sociale che si trascina da millenni.

E comunque non se ne parla qui.
„Ognuno di noi è schiavo di quel che dice e padrone di quel che tace.“ — Arturo Pérez-Reverte

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da Bianca » mer lug 10, 2019 8:42 pm

A me sembra che i casi di violenza FISICA delle donna verso l'uomo, siano talmente sporadici, da non meritare neppure di essere presi in considerazione, tenendo conto della differenza di forza e del fatto che spesso, come dici tu, siano soprattutto tentativi di difendersi.

Quello che sarebbe invece da prendere in considerazione, è la forza delle parole che una donna sa dire e il profondo disprezzo che riesce ad esprimere anche soltanto con una sguardo.

Ma non è questo il posto per farlo.

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da AnDieWelt » ven lug 12, 2019 1:23 pm

Stargazer, decidere quale sia il "vero problema", non spetta a te.
E nemmeno di cosa si parla o no in determinata sede.

Non la capisco proprio questa mentalità nel corso di una discussione del delegittimare pareri contrari in quanto tali. Questo ammazza il dibattito, vorrei rispondere nel merito ma penso sia tempo buttato se i presupposti sono questi.


Tengo a sottolineare tuttavia che vorrei non dover leggere specialmente espressioni di questo tipo:
Stargazer ha scritto:
mar lug 09, 2019 8:38 pm
per far spazio a quei due/tre casi di violenza (per lo più innocua, per altro) su uomini.
Bianca ha scritto:
mer lug 10, 2019 8:42 pm
A me sembra che i casi di violenza FISICA delle donna verso l'uomo, siano talmente sporadici, da non meritare neppure di essere presi in considerazione
Tenere a mente che in questo stesso forum, che ci crediate o no, potrebbero esserci uomini che sono stati vittime di violenza fisica e/o psicologica da parte di donne e questo genere di affermazione oltre ad essere poco cortese non è permessa da regolamento al punto 2.b, pertanto è malincuore mio dovere richiamare entrambi.
"Che cos'è la castità? Non è la castità una follia? Ma questa follia venne a noi e noi ad essa. Noi abbiamo offerto a questa ospite albergo e cuore: ora essa dimora in noi - e ci resti finche vuole!"

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da Bianca » ven lug 12, 2019 1:40 pm

Nella mia espressione, non volevo dire che non esistono i casi di violenza da parte di donne verso uomini; ci sono eccome ma mi sembra che, da parte dell’uomo, ci sia principalmente violenza fisica, mentre, da parte della donna, ci siano soprattutto violenza verbale e psicologica.

Inoltre, volevo anche sottolineare che questo argomento ha un titolo preciso e circostanziato.
Comunque, terrò presente quanto tu hai messo in evidenza.

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Re: Violenza sulle donne

Messaggio da AnDieWelt » ven lug 12, 2019 2:12 pm

Non dubito delle tue buone intenzioni né entro nel merito della veridicità di quanto sostieni, Bianca, tuttavia preciso che è l'espressione "non meritano di essere presi in considerazione" ad essere formalmente problematica.

Da quanto risulta al mio fallace giudizio, tutte le risposte sono state piuttosto in-topic, se fosse diversamente da così invito a segnalarle e a discuterne privatamente.

Così come privatamente, vi è concesso contestare il reclamo, qualora lo riteniate opportuno.
"Che cos'è la castità? Non è la castità una follia? Ma questa follia venne a noi e noi ad essa. Noi abbiamo offerto a questa ospite albergo e cuore: ora essa dimora in noi - e ci resti finche vuole!"

-Così parlò Zarathustra-

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