Dom Aseksualov, una “casa” virtuale per gli asessuali russi

Per tutto il materiale divulgativo mediatico riguardante l'asessualità, nonché le iniziative e i progetti rivolti alla diffusione della visibilità.
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ZilRaag
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Dom Aseksualov, una “casa” virtuale per gli asessuali russi

Messaggio da ZilRaag » ven apr 28, 2017 5:18 pm

Siccome mi hanno detto che sono buono, posto un altro articolo da carrodibuoi.it :D


Vkontakte, il social network “made in Russia”, ospita, al momento, circa 320 gruppi che riguardano l’asessualità. Il gruppo Dom Aseksualov (la Casa degli Asessuali) è di gran lunga il più numeroso, con oltre 5000 iscritti.

“Sono state create diverse comunità, negli ultimi tempi –spiega Anastasia, una delle amministratrici, in un’intervista al sito welkermedia- La società ha fatto diventare l’asessualità una moda, e io credo che questa cosa sia molto discutibile”.

"Dopo una fase iniziale nella quale c’era molta cooperazione tra i membri, adesso", prosegue Anastasia, “le cose sono cambiate, ognuno vuole imporre la sua opinione, e ci sono conflitti tra asessuali ed antisessuali”.

La maggior parte delle richieste ultimamente arrivano da persone molto giovani, tra gli 11 ed i 16 anni, ma queste non vengono accettate. La comunità viene però invasa da uomini più anziani che la inondano di materiale come immagini pornografiche. “Dobbiamo stare molto attenti a quello che succede”

“L’idea che sta dietro al sito, rimane la stessa: creare uno spazio dove le persone potessero chiacchierare, fare amicizia e, magari, trovare anche l’anima gemella. La nostra missione non è cambiata, stiamo cercando di unire le persone che abbiano una particolarità in comune (gli asessuali), o una scelta (gli antisessuali)”. Nota: probabilmente, qui l'articolo chiama “antisessuali” le persone caste e non coloro che hanno una repulsione verso il sesso.

Esistono rubriche per “fare amicizia”, sia per gli “eteroasessuali” che per gli “omoasessuali”.

Considerando quella che è la situazione in Russia, e quella che è la cultura machista dominante in questo momento nel Paese, molti asessuali non si accettano per quello che sono. “la maggior parte di loro –conclude Anastasia- vorrebbe essere normale. Ma l’atteggiamento delle persone verso l’asessualità, lascia molto a desiderare. Un sacco di gente non sa di questo fenomeno ed anche se ne sono a conoscenza, non ci credono comunque. Per alcuni è piuttosto difficile capire che qualcuno può essere diverso dagli altri. In ogni modo, veniamo accettati meglio degli omosessuali. Come illuminare le persone sull’asessualità? C’è un sacco di lavoro da fare. Per esempio alle persone dovrebbe essere insegnato a pensare per se stesse, a riflettere sulle vere ragioni di questo fenomeno, ed evitare di imporre i loro idee e i loro valori come l’unico dogma”.

Altra nota: le parole messe in bocca ad Anastasia le ho tradotte quanto più possibile letteralmente. Non so perché abbia evitato di parlare dell'”elefante nella stanza”, cioé i diritti delle persone non cis-etero in Russia, se non passandoci solo vicino, né so come la pensi in materia. Quando lei dice che gli asex “vorrebbero essere normali”, è stato usato quel termine nell’articolo originale. E lo stesso quando chiama l’asessualità un “fenomeno” anziché un orientamento. Ci possono essere migliaia di ragioni per aver usato questi termini, tra i quali, potrebbe essere possibile che l’intervista originale sia stata concessa direttamente in inglese, quindi non nella sua lingua madre, e di conseguenza con una “povertà” di vocaboli a disposizione. O siano stati usati dal traduttore dal russo all’inglese. Non possiamo saperlo. Al momento di scrivere, io non so quale sia l’esatta condizione degli asex in Russia. Le uniche cose che posso dire è che il fatto che gli asessuali abbiano una loro “casa” non può che renderci tutti felici. Ma se, e sottolineo se, fossero l’unica minoranza sessuale a potercela avere, la cosa mi farebbe un po’ vergognare di appartenervi.

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Re: Dom Aseksualov, una “casa” virtuale per gli asessuali ru

Messaggio da Bianca » ven apr 28, 2017 6:14 pm

Ma chi l'avrebbe mai detto!
Sicuramente gli asessuali sono visti meglio nei paesi dell'est, degli omosessuali, che pare abbiano ancora la vita difficile.
Probabilmente, in Russia, lo stesso Putin pensa che sia meglio non farlo che farlo "sbagliato".

Quindi in Russia abbiamo già gli antisessuali, ovvero gente che è "contro " l'attività sessuale.
Ma pensa un po'...

I numeri riportati nell'articolo, sono notevoli e il fatto che 5000 asessuali abbiano addirittura una "casa", fa capire l'importanza che viene data a questo orientamento.

Se diventa una moda dichiararsi asessuali o antisessuali, rappresenta un problema, perché può aumentare la confusione e rendere meno credibili coloro che sono caratterizzati da un reale orientamento.

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Re: Dom Aseksualov, una “casa” virtuale per gli asessuali ru

Messaggio da Delirio » sab apr 29, 2017 4:42 pm

Mmh, le parole di questa donna mettono in ballo tanti argomenti interessanti.

Provo ad esprimermi a blocchi, cercando di evitare un minestrone, ihih.

“Sono state create diverse comunità, negli ultimi tempi –spiega Anastasia, una delle amministratrici, in un’intervista al sito welkermedia- La società ha fatto diventare l’asessualità una moda, e io credo che questa cosa sia molto discutibile”.
La questione, che l'asessualità stia diventando una moda, la sto ritrovando spesso.
Anche in alcuni servizi televisivi che vidi negli scorsi anni, veniva trattato il tema dell'asessualità, ma proprio quest'impostazione, di farlo passare come una moda, non mi ha mai dato la spinta a indagare ed unirmi alla comunità asessuale.

Ne deriva un immagine deviata dell'asessualità: la moda è fatta di scelte, l'asessualità non lo è.
Se la mettiamo in questi termini, è paradossale anche solo accostare la parola asessualità alla parola moda.
L'asessualità è un modo di essere, un orientamento, non può quindi essere un fenomeno modaiolo, perché la moda presuppone una scelta consapevole e determinata.
Se io seguo una moda, non seguo quelle che sono le mie pulsioni e le mie caratteristiche, ma quelle che qualcun altro ha scelto per me, decretandole come fenomeno di massa per essere trendy.

Sai, è qualche anno che sento gli stessi discorsi anche per quanto riguarda gli altri orientamenti: mi riferisco a gay, lesbiche e bisex.

Ho spesso sentito dire ad amici e ragazzini più giovani di me, che ormai essere di un orientamento non cis-etero è una moda, un modo per rendersi speciali, particolari e fighi.

"Dopo una fase iniziale nella quale c’era molta cooperazione tra i membri, adesso", prosegue Anastasia, “le cose sono cambiate, ognuno vuole imporre la sua opinione, e ci sono conflitti tra asessuali ed antisessuali”.
L'antisessualità, mi sembra abbastanza inutile che io la commenti, ma tanto lo faccio comunque! Ihih!

Allora: io non l'approvo.
La trovo discriminante, inutile, e pure controproducente per la visibilità stessa dell'asessualità.

Se il nostro obbiettivo è la visibilità del movimento asex anche al di fuori della comunità asex, mi pare davvero inefficente attaccate coloro che hanno un orientamento diverso da noi, perché è ovvio che se qualcuno si sente attaccato, si mette sulla difensiva, isolandosi il più possibile da coloro che lo assalgono.

Se poi ci metti che ad assalire, nel caso dell'antisessualità, è una minoranza nei confronti di una maggioranza, bèh, viene da se che gli antisessuali si creano il loro stesso ghetto, considerando gli altri inferiori e facendosi quindi rinchiudere in una categoria negativa per reazione alla loro stessa negatività nel giudicare quelli diversi da loro.

Da cosa nasca l'antisessualità, spesso me lo sono domandato, e anche leggendo in giro, ho trovato varie motivazioni, alcune più comprensibili di altre, seppur le trovi comunque ingiustificate.

C'è chi sviluppa un odio per il sesso e i sessuali per una presunta superiorità, in quanto si sente meno istintivo, meno bestiale di loro, nel non avvertire l'attrazione sessuale che esso considera come un residuo infimo dell'evoluzione, un istinto ancestrale e animale, che in lui è sparito, esibendo quindi un evoluzione ulteriore che lo discosta ulteriormente dal mondo.

Mi è capitato di leggere persone che affermano questo credo, ma pur rispettando la loro visione, non riesco a giustificarli.

Comprendo meglio coloro che sviluppano in odio per il sesso e i sessuali in seguito a brutte esperienze, a discriminazioni, ad un continuo sentirsi esclusi, diversi e non capiti, se non addirittura presi in giro.

Oppure quelli che si incattiviscono per un continuo scontro con quelle che sono le loro aspettative, il loro desideri, e quello che è il reale, che non ne permette la realizzazione.
Esempio banale: un asex romantico che desidera una vita di coppia, ma non riesce a realizzare questo suo desiderio.

Comunque, qualsiasi sia il motivo, l'antisessualità non è un qualcosa che io condivido o appoggio.

Noi vogliamo rispetto, ma lo stesso rispetto, dobbiamo sempre essere disposti a darlo anche agli altri.

La maggior parte delle richieste ultimamente arrivano da persone molto giovani, tra gli 11 ed i 16 anni, ma queste non vengono accettate. La comunità viene però invasa da uomini più anziani che la inondano di materiale come immagini pornografiche. “Dobbiamo stare molto attenti a quello che succede”
Per i ragazzini che chiedono "asilo": la questione è difficile.
Non saprei nemmeno io come comportarmi.

Un ragazzino, di certo, è una mente molto influenzabile e malleabile, l'inserirlo in una comunità in in età critica, potrebbe iper sviluppargli una coscienza di gruppo che sovrasti quella che è la sua coscienza individuale e precludergli quindi un contatto sincero e privo di influenze con se stesso, le sue pulsioni e le sue caratteristiche.

D'altra parte, è positivo che anche i più giovani sappiano dell'esistenza dell'asessualità ed eventuali persone simili a loro, in modo da vagliare anche quest'ipotesi, "potrei essere asessuale", senza sentirsi soli, non compresi, strani, innaturali.

È un diverbio difficile, voi che ne pensate?

Per i tizi che entrano per prendere in giro o postare pornografia, non spreco parole.

“L’idea che sta dietro al sito, rimane la stessa: creare uno spazio dove le persone potessero chiacchierare, fare amicizia e, magari, trovare anche l’anima gemella. La nostra missione non è cambiata, stiamo cercando di unire le persone che abbiano una particolarità in comune (gli asessuali), o una scelta (gli antisessuali)”. Nota: probabilmente, qui l'articolo chiama “antisessuali” le persone caste e non coloro che hanno una repulsione verso il sesso.
Bèh, sì, ci sta che intenda quello.
Diciamo che se così fosse, più che unire persone con un orientamento comune, il loro scopo è unire persone con un atteggiamento comune nei confronti del sesso.

Non ci vedo nulla di sbagliato, soprattutto perché fra i loro obbiettivi c'è anche quello di aiutare nelle conoscenze e nel formarsi di relazioni.

Considerando quella che è la situazione in Russia, e quella che è la cultura machista dominante in questo momento nel Paese, molti asessuali non si accettano per quello che sono. “la maggior parte di loro –conclude Anastasia- vorrebbe essere normale.
Questa è una cosa diffusa, non solo in Russia.
Per un uomo, essere disinteressato al sesso mette in crisi la sua stessa immagine di maschio, perché c'è appunto lo stereotipo condiviso del maschio come "cacciatore sessuale", che diventa quasi la caratteristica primaria per essere considerato uomo.

È lo scontro fra l'individuo e il retaggio socio-culturale vigente.

Ci vorrebbe più libertà nel poter essere se stessi, meno stereotipi, meno apparenza e più sostanza.

Ma l’atteggiamento delle persone verso l’asessualità, lascia molto a desiderare. Un sacco di gente non sa di questo fenomeno ed anche se ne sono a conoscenza, non ci credono comunque. Per alcuni è piuttosto difficile capire che qualcuno può essere diverso dagli altri.
Questo, bene o male, lo abbiamo sperimentato un po' tutti noi, purtroppo.
Quando viene messo in discussione un argomentono come l'attrazione sessuale, in molti non sono disposti a capire o non ci riescono.

Come illuminare le persone sull’asessualità? C’è un sacco di lavoro da fare. Per esempio alle persone dovrebbe essere insegnato a pensare per se stesse, a riflettere sulle vere ragioni di questo fenomeno, ed evitare di imporre i loro idee e i loro valori come l’unico dogma”.
Quello che questa donna afferma è semplice, ma logico, servirebbe un cambiamento culturale, così che ognuno abbia la libertà di poter ascoltare se stesso e assecondare chi è veramente, senza pressioni o imposizioni.

ZilRaag ha scritto:Altra nota: le parole messe in bocca ad Anastasia le ho tradotte quanto più possibile letteralmente. Non so perché abbia evitato di parlare dell'”elefante nella stanza”, cioé i diritti delle persone non cis-etero in Russia, se non passandoci solo vicino, né so come la pensi in materia.
Mmh, credo stesse trattando di asessualità e basta, senza entrare nei casi particolari o inserire l'omoromanticismo o le eventuali questioni di genere, ecc..

Non lo trovo tanto un "elefante nella stanza", nel senso che, in questo caso, l'attenzione è posta sull'asessualità in generale, non tanto sugli orientamenti romantici che la particolarizzano.

Diciamo che i diritti degli omo in questo caso sono omessi, ma non perché non siano importanti, ma perché l'attenzione è posta sull'asessualità.
Di "casa degli asessuali" si parla, non degli orientamenti non cis-etero.

ZilRaag ha scritto:Quando lei dice che gli asex “vorrebbero essere normali”, è stato usato quel termine nell’articolo originale.
Sì, e mi è capitato spesso di leggere di asessuali che "vorrebbero essere normali".
Non trovo che abbia detto uno strafalcione, purtroppo, è la verità: tanti asex hanno avuto brutte esperienze o non si sentono accettati o faticano a realizzare i loro desideri, quindi non è così strano che alcuni sperino di "essere normali" o si sentano "strani" o "sbagliati".

La questione è che la società da un modello di comportamento approvato, se non ti attieni ad esso, che viene posto erroneamente come modello di normalità, sei strano o sbagliato e ti dovresti adattare.

Questa è un impostazione sbagliata, ce crea tanti disagi nelle persone, disagi che possono sfociare anche nella speranza o nella pretesa disperata di mutare se stessi per adattarsi al tanto acclamato modello normale, a discapito della propria essenza.

La verità è che la normalità non esiste, siamo tutti diversi e tutti perfetti a modo nostro, con le nostre particolarità e differenze.
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Re: Dom Aseksualov, una “casa” virtuale per gli asessuali ru

Messaggio da Bianca » sab apr 29, 2017 10:32 pm

Bisogna mettere subito le cose in chiaro...
L'asessualita è un orientamento e la si possiede già quando si è nella pancia della mamma, volenti o nolenti.

L'antisessualità, è la scelta di rifiutare il sesso, fatta per moda, traumi, fare un dispetto a qualcuno, essere originali, risparmiare sui preservativi, evitare discendenti e chissà quante altre cose.
Prenderà piede questa cosa? Può darsi, staremo a vedere.
Per intanto, a me non sembra che asessuali e antiasessuali possano convivere, non fosse che per il fatto che i secondi possono decidere di abbandonare la postazione, i primi no.

Figurati che io ho sentito dire, che a causa del fatto che le donne sono in carriera, non vogliono avere figli ed occuparsi di casa e marito, gli uomini diventeranno tutti gay.

È ovvio che più la società rende difficile la vita alle persone con caratteristiche diverse da quelle della massa e più chi si distingue, male accetta la sua diversità.

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