La poesia del giorno

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blueberyl
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Le vostre POESIE preferite

Messaggio da blueberyl » dom gen 28, 2007 5:08 pm

Avevo in mente già da un po' di tempo di aprire questo topic :-) : visto che mi pare che altri utenti abbiano avuto la stessa mia esigenza di leggere e far conoscere poesie 'non fai da te', colgo al volo l'occasione...
E confido nella vostra partecipazione :wink:
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silly61
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Messaggio da silly61 » dom gen 28, 2007 7:03 pm

Eccomi qui con una bella poesia di Pascoli

La mia sera

Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c'è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!
Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell'umida sera.
E', quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell'ultima sera.
Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell'aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l'ebbero intera.
Nè io ... che voli, che gridi,
mia limpida sera!
Don ... Don ... E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra ...
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch'io torni com'era ...
sentivo mia madre ... poi nulla ...
sul far della sera.
B.M.

steno
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Messaggio da steno » lun gen 29, 2007 8:08 pm

bella silly mi ha ricordato di colpo il liceo ciao stefano

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Messaggio da Haliwood » ven feb 02, 2007 12:21 pm

non amo le poesie , sinceramente non le capisco mai :? però se dovessi sceglierne una che spicchi sulle altre direi il passero solitario di giacomo leopardi

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silly61
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Messaggio da silly61 » lun feb 05, 2007 3:20 pm

Il passero solitario




D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell'aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.
Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia vóto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirornmi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.
B.M.

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Messaggio da Haliwood » lun feb 05, 2007 11:58 pm

questa è l'unica che ricordo ancora a memoria , da quando la imparai alle elementari

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blueberyl
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Messaggio da blueberyl » mar feb 06, 2007 12:10 am

Quando i Diamanti sono una Leggenda,
E i Diademi - Una Favola -
Spille e Orecchini per Me,
Semino, e Coltivo per venderli -
E sebbene io sia scarsamente considerata,
La mia Arte, un Giorno d'Estate - ebbe Sostenitori -
Una volta - fu una Regina -
E un'altra - una Farfalla -

Emily Dickinson
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Messaggio da Ermy » gio feb 08, 2007 5:20 pm

"Sic transit gloria mundi",
"Come fa l'ape indaffarata",
"Dum vivimus vivamus",
Blocco il mio nemico!
Oh "veni, vidi, vici!"
Oh caput da capo a piè!
E oh "memento mori"
Quando sono lontana da te!

Urrà per Peter Parley!
Urrà per Daniel Boon!
Tre evviva, signore, per il gentiluomo
Che per primo osservò la luna!

Peter, riponi il sole;
Pattie, sistema le stelle;
Di' a Luna, che il tè è pronto,
E chiama tuo fratello Marte!


Posa la mela, Adamo,
E vieni via con me,
Così avrai una deliziosa
Colta dall'albero di mio padre!

Mi arrampico sul "Colle della Scienza"
"Scruto da lassù il paesaggio";
Una veduta così trascendentale,
Mai scorsi prima!

A Legiferare
Il mio paese mi offre di andare;
Prenderò le scarpe di gomma,
Caso mai il vento dovesse soffiare!

Nel corso degli studi,
Mi fu svelato
Che la gravitazione, per sbaglio,
Cadde da un albero di mele!

La terra su di un asse
Si diceva una volta che girasse,
Una sorta di ginnastica
In onore del sole!

E fu il prode Colombo,
Navigando sull'onde,
Che annunciò alle nazioni
Dove avrei abitato!

Essere mortale è fatale -
L'eleganza è fine,
La disonestà, eroica,
L'insolvenza, sublime!

I nostri padri stremati,
Caddero a Bunker Hill;
E malgrado gli innumerevoli dì,
Pure stanno ancora dormendo, -

La tromba, signore, li desterà,
Sogno di vederli risorgere,
Ciascuno col solenne moschetto
In marcia verso il cielo!

Un codardo si fermerà, Signore,
Finché la lotta sia conclusa;
Ma un immortale eroe
Metterà il berretto, e correrà!

Addio, Signore, me ne vado;
Il mio paese mi chiama;
Concedimi, Signore, nel partire,
Di asciugare le mie lacrime.

In segno d'amicizia
Accetta questa "Ballata",
E quando la mano che la scrisse
Sarà ormai oltre la luna,

La memoria dei miei resti
Sarà di conforto;
Dunque, addio, Tuscarora,
E addio, Signore, a te!
(E.Dickinson)

secondo voi Emily aveva sentito parlare di aven? :D
Vieni via oh piccolo umano,
verso le acque e l’immenso spiano.
Alla fata la mano darai
perché il mondo è più pieno di pianto
di quanto capire potrai.


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Messaggio da blueberyl » gio feb 08, 2007 7:41 pm

secondo voi Emily aveva sentito parlare di aven?
Sì, lo confermo, sa tutto degli utenti di Aven!! :D
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Messaggio da silver » lun feb 19, 2007 2:55 pm

Tutte le poesie di Leopardi :)

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Messaggio da blueberyl » dom feb 25, 2007 6:04 pm

Noi saremo
Paul Verlaine

Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi
che certo guarderanno male la nostra gioia,

talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?
Andremo allegri e lenti sulla strada modesta

che la speranza addita, senza badare affatto
che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?

Nell'amore isolati come in un bosco nero,
i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,

saranno due usignoli che cantan nella sera.
Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,

non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene
accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.

Uniti dal più forte, dal più caro legame,
e inoltre ricoperti di una dura corazza,
sorrideremo a tutti senza paura alcuna.

Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
per noi ha stabilito, cammineremo insieme
la mano nella mano, con l'anima infantile
di quelli che si amano in modo puro, vero?
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Messaggio da silly61 » dom feb 25, 2007 7:08 pm

L'aquilone

C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d'antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.

Son nate nella selva del convento
dei cappuccini, tra le morte foglie
che al ceppo delle quercie agita il vento.

Si respira una dolce aria che scioglie
le dure zolle, e visita le chiese
di campagna, ch'erbose hanno le soglie:

un'aria d'altro luogo e d'altro mese
e d'altra vita: un'aria celestina
che regga molte bianche ali sospese...

sì, gli aquiloni! È questa una mattina
che non c'è scuola. Siamo usciti a schiera
tra le siepi di rovo e d'albaspina.

Le siepi erano brulle, irte; ma c'era
d'autunno ancora qualche mazzo rosso
di bacche, e qualche fior di primavera

bianco; e sui rami nudi il pettirosso
saltava, e la lucertola il capino
mostrava tra le foglie aspre del fosso.

Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino
ventoso: ognuno manda da una balza
la sua cometa per il ciel turchino.

Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza,
risale, prende il vento; ecco pian piano
tra un lungo dei fanciulli urlo s'inalza.

S'inalza; e ruba il filo dalla mano,
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano.

S'inalza; e i piedi trepidi e l'anelo
petto del bimbo e l'avida pupilla
e il viso e il cuore, porta tutto in cielo.

Più su, più su: già come un punto brilla
lassù lassù... Ma ecco una ventata
di sbieco, ecco uno strillo alto... - Chi strilla?

Sono le voci della camerata
mia: le conosco tutte all'improvviso,
una dolce, una acuta, una velata...

A uno a uno tutti vi ravviso,
o miei compagni! e te, sì, che abbandoni
su l'omero il pallor muto del viso.

Sì: dissi sopra te l'orazïoni,
e piansi: eppur, felice te che al vento
non vedesti cader che gli aquiloni!

Tu eri tutto bianco, io mi rammento.
solo avevi del rosso nei ginocchi,
per quel nostro pregar sul pavimento.

Oh! te felice che chiudesti gli occhi
persuaso, stringendoti sul cuore
il più caro dei tuoi cari balocchi!

Oh! dolcemente, so ben io, si muore
la sua stringendo fanciullezza al petto,
come i candidi suoi pètali un fiore

ancora in boccia! O morto giovinetto,
anch'io presto verrò sotto le zolle
là dove dormi placido e soletto...

Meglio venirci ansante, roseo, molle
di sudor, come dopo una gioconda
corsa di gara per salire un colle!

Meglio venirci con la testa bionda,
che poi che fredda giacque sul guanciale,
ti pettinò co' bei capelli a onda

tua madre... adagio, per non farti male.
B.M.

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Messaggio da blueberyl » lun feb 26, 2007 11:50 pm

Edgar Allan Poe – "I recessi ombrosi"


I recessi ombrosi dove in sogno io vedo
i più vaghi uccelli canori,
son come labbra, e tutta la tua melodia
di parole cui il labbro da forma.

I tuoi occhi, gemme nel cielo del cuore,
desolati si posano allora,
o Dio!, sulla mia mente funerea,
luce di stelle su un nero drappo.

Il tuo cuore, il tuo cuore! Mi ridesto
e sospiro, e dormo per sognare
di quella verità che l'oro non può mai comprare,
e di quelle futilità che sempre può, invece.
"E' in noi un Regno che esiste ma non possediamo, ed è lo stesso che possediamo senza che esso esista"

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Località: dalla mia spelonca d'argento, col polso legato alla fanciulla turchese

Messaggio da Ulalume » mar feb 27, 2007 8:54 am

divina questa poesia....complimenti per la scelta :wink:

mi permetto solo di modificare un pezzo (cambia così tanto, in realtà!) che è riportato nell'edizione originale del 1845- una delle versioni pressochè definitive di questa poesia che fu comunque rimaneggiata..

La poesia completa è questa:


I recessi ombrosi dove in sogno io vedo
i più vaghi uccelli canori,
son come labbra, e tutta la tua melodia
di parole cui il labbro da forma.

I tuoi occhi, gemme nel cielo del cuore,
desolati si posano allora,
o Dio!, sulla mia mente funerea,
luce di stelle su un nero drappo.

Il tuo cuore, il tuo cuore! Mi ridesto
e sospiro, e dormo per sognare
di quella verità che l'oro non può mai comprare,
e di quelle futilità che sempre può, invece.

Mac

Messaggio da Mac » gio mar 01, 2007 12:29 am

...
Ultima modifica di Mac il gio apr 24, 2008 2:16 am, modificato 1 volta in totale.

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