Il fine giustifica determinate azioni?

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Il fine giustifica determinate azioni?

Messaggio da axelay » mar set 18, 2018 9:42 am

Ma secondo voi, è meglio commettere un errore piccolo per non farne uno cento volte più grande, come se fosse una medicina disgraziata, oppure gli errori non giustificano mai il fine di qualcosa????

Spesso ho incontrato persone che mi hanno dato suggerimenti del genere, forse adesso inizio a comprenderli, in parte.

Ma sono confuso, al riguardo.
Ho soltanto timore che, se non facessi in questo modo, potrei combinare guai, prima o poi.

Non è un buon periodo per me!

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Bianca
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Re: Il fine giustifica determinate azioni?

Messaggio da Bianca » mar set 18, 2018 7:15 pm

Caro axe, rispondere al tuo quesito, è difficile, perchè non si conosce il fine che si vuole conseguire e tramite quali azioni raggiungerlo.
Un fine buono può autorizzare azioni discutibili, se queste azioni si fermano allo stretto indispensabile, non calpestano altri, non creano dolore.

Un errore non è un'azione deliberatamente scelta; si chiama così perchè è qualcosa che si fa per sbaglio, perchè non si valutano con esattezza le proprie azioni.
Se è un atto studiato, programmato e scelto ma è sbagliato, il compierlo non viene giustificato dal fatto che può evitarne uno più grave.

Noi possiamo scegliere se comportarci bene oppure no, ma ne dobbiamo essere consapevoli.

Però, ne puoi parlare, essere più preciso e specifico.
Non sei tornato su Aven per rasserenarti?

Se vuoi, esponi i tuoi dubbi, le tue confusioni.
Succede a tutti di non sapere cosa fare in determinate situazioni.

Lo sai che qui nessuno avrà nei tuoi confronti giudizi negativi.

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Re: Il fine giustifica determinate azioni?

Messaggio da nicole » mar set 18, 2018 9:12 pm

Buona sera, secondo il mio punto di vista nessuno si fa tanti scrupoli ultimamente per raggiungere qualcosa di qualsiasi tipo, nel bene e nel male. Viviamo in un mondo molto opportunista, quindi nessuno se dovrebbe fare scelte si chiederebbe prima se posso far del male a qualcuno o no. Forse chi ha un po' piu' di sensibilita' troverebbe il modo meno duro ma lo farebbe lo stesso. Un mondo opportunistico per me. A questo punto anche io farei cosi'. Prima se stessi e poi gli altri. La vita è la nostra e poi arrivano gli altri.

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Re: Il fine giustifica determinate azioni?

Messaggio da Bianca » mar set 18, 2018 10:32 pm

Hai ragione, purtroppo molti vivono all'insegna dell'opportunismo, secondo un ragionamento molto egoistico e poco umano: tratto bene chi mi può servire e uso cattiveria e/o indifferenza con chi non riveste per me alcuna importanza.
E' molto triste vedere questi atteggiamenti.

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Re: Il fine giustifica determinate azioni?

Messaggio da axelay » mer set 19, 2018 10:37 am

Mi è difficile parlarne, perchè mai avrei immaginato di trovarmi un giorno a fare certi ragionamenti che, anche se sono per molti il pane quotidiano, per me sono nuovi e fuori dal mio modo di essere, almeno fino ad oggi.

Perdonatemi se uso un altro modo per raccontarvi ciò...
Non è che mi piace farlo così, sia ben inteso....

Mi trovo si una barca che inizio ad odiare. La sento nemica. E il mio equipaggio non mi fa stare sereno.
In più il mare è in burrasca e ci sono sempre temporali.

La nave sta cadendo a pezzi e non ho più voglia di ripararla. Un giorno stavo finanche lasciandola alla deriva, o almeno così avevo pensato.

Adesso non voglio fare il pirata con le navi altrui e con altri equipaggi. Ho paura di trovarmi un capitano che mi inviti a salire a bordo, e poi di trovarci in mezzo ad una rissa tra equipaggi.

Per questo preferirei veleggiare su qualche piccola barca che si trova sempre disponibile nascosta in qualche caletta, lontano da tutti.
Avere un attimo di libertà per poi tornare di nuovo a bordo.

Ora un capitano non abbandona mai la sua barca, e non dovrebbe salire su altre. Ma se poi il capitano diventasse pazzo?

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Re: Il fine giustifica determinate azioni?

Messaggio da Bianca » mer set 19, 2018 2:01 pm

Il tuo modo di raccontare è, comunque, abbastanza chiaro.
Tu sei incerto tra l’abbandonare la barca o rimanerci sopra trovando dei ripieghi.
Le due scelte hanno dei rischi che tu conosci benissimo e richiedono coraggio.
Sono tagli, ferite profonde.
Credo di poterti dire che non troverai la serenità, comunque tu scelga di fare.
Perché tu non sei un superficiale, non sei un menefreghista e non sei un amorale.
Si riverseranno su di te rimorsi e rimpianti comunque.
Nell’abbandonare la barca tu perderai anche quelle piccole felicità di cui godi ora.
Nel trovare un ripiego, tu sarai sempre tormentato da sensi di colpa ed avrai difficoltà a guardare in faccia con sicurezza, le persone a cui ora dai molto, nella buona e nella cattiva sorte.
Per quel poco che ti conosco, mi sento di dirti di scegliere di svegliarti ogni mattina con la volontà e il desiderio di riparare la barca, sostituire il legno marcio, ridipingere la prua, governare con tenacia il natante che tu, in passato, hai voluto costruire, anche in mezzo alle burrasche.
Ma soffro per la tua frustrazione che capisco molto bene.
Vorrei tu potessi trovare nelle tue insoddisfazioni e ritrovarlo sempre, il motivo per essere soddisfatto di quello che sei e di quello che fai.
Temo che, eventuali ripieghi peggiorino la situazione.

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Re: Il fine giustifica determinate azioni?

Messaggio da axelay » gio set 20, 2018 10:09 am

È il lato peggiore di un uomo che, in certe situazioni, si fa strada. Quando poi non riesci più a vedere quel collante, l'amore vero, che tiene il tutto, la barca la vedi crollare a pezzi.

Purtroppo sono un uomo come tanti uomini.

Con la sola differenza che forse sono solo un grandissimo testardo.

Perchè credo che le cose possano sempre migliorare.

Insomma vado avanti con le illusioni.
Ho avuto pochissimo tempo fa un alterco dove stavo veramente mandato tutto a rotoli.

Ma difronte a insistente richiesta di perdono, è stato un dovere, per me, perdonare.

Ho solo paura che la prossima volta non riuscirò a farlo.
Ho solo una voce interiore che mi dice: guarda cosa è accaduto a chi ha fatto determinate scelte. Impara dai loro errori, per non commetterli.
Anche se poi, a dire il vero, non so più quale è la verità.

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Re: Il fine giustifica determinate azioni?

Messaggio da Bianca » gio set 20, 2018 1:44 pm

Purtroppo il rischio è proprio quello di smarrire la retta via, cosa capitata anche a Dante.
Anche lui era un uomo come gli altri per quanto concerne l’errare ma forse, era anche un testardo come te; come te, lasciava spazio alle illusioni, le coltivava per non lasciare che si dissolvessero.
È una perdita di tempo coltivare illusioni? È un inganno che poi si sconterà con rimpianti?
Ognuno di noi valuta a suo modo.
Per tutto c’è un prezzo da pagare ma io credo che il poter dire domani: io ho sempre amato, sia il motivo che cancella i rimpianti.
Non ti perdoneresti l’aver fatto soffrire chi non ha nessuna colpa, nè ti perdoneresti il non aver saputo amare abbastanza, fino in fondo.
Sentiti responsabile della felicità di altre persone, anche quando il prezzo che devi pagare tu, è molto alto.

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Re: Il fine giustifica determinate azioni?

Messaggio da axelay » gio set 20, 2018 4:54 pm

E quando poi queste illusioni ti suggeriscono che potresti essere più felice, magari in un futuro migliore su una barca nuova di zecca?
Io sono del cinico parere che tutte le barche prima o poi si distruggono o vanno in pezzi.

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Re: Il fine giustifica determinate azioni?

Messaggio da Bianca » gio set 20, 2018 8:03 pm

Niente e nessuno mai potrà darti la certezza della felicità.
Ce la dobbiamo costruire noi, giorno per giorno, con quello che abbiamo in mano, con le persone che abbiamo la fortuna o la sfortuna di avere, con i sentimenti che sappiamo alimentare, nella certezza che ogni situazione ha un senso.
Pensa a chi si dedica per tanti anni ad un familiare ammalato, ad un figlio handicappato......non è rassegnazione, è amore.

E' vero, la tua barca può rischiare di rovesciarsi, di andare in pezzi ma devi esserci tu sopra.

Le illusioni possono farti credere di avere la possibilità di costruire un futuro più felice ma hai troppe cose da distruggere affinchè questa situazione possa vagamente prospettarsi.

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