Asessualità nascosta o condivisa?

Per tutto ciò che riguarda l'asessualità e gli asessuali.
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Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da WarDogKinzoku » mar lug 18, 2017 10:56 pm

Oggi mentre passeggiavo con i miei amici ho incontrato quella che io chiamo (senza offendere nessuno) "la coppia più bella del Mondo".
Sono due amici dei miei genitori che sono entrambi molto sensibili e innamorati, sembrano quasi due ragazzini (quando lei lo guarda i suoi occhi sembrano due fanali).
Non hanno figli e io li ho sempre immaginati tipo "abbracciati sul divano sotto la coperta di lana con un barattolo di gelato mentre guardano la TV.
Appena ci siamo allontanati un po' i miei amici hanno cominciato con discorsi del tipo "eh, non ci saranno usciti i figli" o "Sarà sterile, chissà come scopano forte" e chi più ne ha più ne metta.
Ho provato a dire che magari la loro relazione non era basata su quello, perché amore e sesso sono due cose distinte... E non ho nemmeno finito la frase che già hanno cominciato a guardarmi male...
Siamo un gruppo relativamente aperto (siamo un mix di religiosi, atei e agnostici e alcuni sono pure omosessuali), ma comunque per loro è difficile pensare a una relazione basata solo sull'amore.
Il fatto che io sono demisessuale (molto tendente all'asessuale direi, ma non abbastanza per definirmici al 100%) lo sa solo la mia migliore amica (a breve torna mio fratello che abita lontano e sto aspettando per parlargliene di persona).
Il problema è che non so se avrò mai la forza di dirlo ad altre persone (tolti naturalmente gli altri utenti di AVEN e mie ipotetiche ragazze future).
Diciamo che mio fratello ha una sessualità complessa che i miei genitori non hanno ancora accettato completamente, questo ha fatto si che puntano molto su di me "a livello riproduttivo" mettiamola così, quindi non so se lo sapranno mai... Perché non riesco ad aprirmi con loro su questo fatto, un po' anche perché so che non prendono bene la cosa.
Non riesco ad aprirmi con i miei amici perché so che da un lato non capirebbero facilmente che è normale (lo legherebbero a traumi emotivi, malattie ecc...) e a maggior ragione con gente che conosco poco o niente.
Voi altri come siete messi? (è pura curiosità)

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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da Bianca » mar lug 18, 2017 11:56 pm

Per quanto ne so io, sono messi quasi tutti come te.
Magari lo sa un amico che al momento non ha reagito bene, ovvero, ha commentato la confidenza con una di quelle frasi sceme del tipo: non hai ancora incontrato quella giusta .

Eccetto qualche caso raro, nessuno lo dice ai genitori, nella convinzione che non capirebbero.
In effetti, l'asessualita è molto difficile da comprendere.

Allo stesso tempo però, tu non puoi farti carico di tutte le aspettative dei tuoi genitori, giustificando l'impegno con il fatto che tuo fratello ha una sessualità complessa.
Tu hai il diritto di fare le scelte che più ti sono congeniali, senza essere condizionato dalle pretese altrui.

Alle tue eventuali partners dovrai semplicemente chiarire che la tua vita non è basata sull'attività sessuale.
Poi, come Demi, di fronte ad un serio innamoramento, la tua situazione potrebbe anche subire dei mutamenti.

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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da WarDogKinzoku » mer lug 19, 2017 12:04 am

Diciamo Bianca che nel mio caso è una sorta di interruttore sepolto sotto a un miliardo di interruttori che sono tutto quello che è l'attrazione sensuale... So che c'è... Ma non ti so dire quando e se si accenderà e allo stesso tempo non intacca minimamente i miei sentimenti (è anche per questo che, come ho già scritto, in un certo senso mi troverei meglio con una ragazza asessuale... Perché è meglio reprimere una mia voglia di un momento che rischiare di rendere pesante la faccenda a lei)
Ultima modifica di WarDogKinzoku il mer lug 19, 2017 12:10 am, modificato 1 volta in totale.

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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da Bianca » mer lug 19, 2017 12:10 am

Quindi tu hai ancora molto da scoprire e verificare a proposito della tua sessualità.
Credo che le cose più utili siano confrontarsi e fare qualche piccola esperienza.
Mettersi nella condizione di provare qualcosa e vedere che cosa succede.

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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da WarDogKinzoku » mer lug 19, 2017 12:17 am

Diciamo che con 'Shy (l'unica persona con cui ho avuto un'attrazione di quel tipo) 3 volte ho avuto lo stimolo di arrivare ad una nostra maggiore intimità (sono qui per accettarmi, riscoprirmi e togliermi dubbi, non ha senso mentire) e diciamo che più che l'atto sessuale in se, le cose che mi sono rimaste più impresse dentro sono lo scambio di sguardi, le parole dette e quelle "non dette, ma percepite", ricordo i suoi respiri... Non te lo so spiegare bene, forse perché per me lei è stata l' unica (o forse unica), non so

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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da WarDogKinzoku » mer lug 19, 2017 12:49 am

E non è nemmeno un fattore relativo alle occasioni, perché mi è capitato ti trovarmi sia con una delle mie ex che era molto aperta dal punto di vista sessuale (diciamo che era un "vizio" di famiglia, la prima volta che sono andato a casa sua la madre mi ha dato una scatola di preservativi e mi ha detto "lo so che è come la mamma"....) sia con una ragazza conosciuta da poco in gita.
Nel primo caso non ho fatto niente perché non mi andava (non mi viene in mente un altro termine), avevo molta voglia di coccole, ma di fare sesso proprio nulla, non mi andava.
Nel secondo caso l'idea mi disgustava (e era una ragazza molto carina fisicamente parlando). Non ho detto ne di si ne di no, sono andato dritto in bagno a rimettere (oggi non succederebbe più, ma l'idea mi disgusta ancora parecchio). Ho fatto finta che era dovuto al fatto che avevamo bevuto molto e la cosa è saltata (anche se in realtà quella sera non ho toccato alcolici, ero quello che "doveva recuperare gli altri se la faccenda degenerava").

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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da Delirio » mer lug 19, 2017 8:42 am

Mmmh...
Io ho sempre vissuto tutte le mie relazioni a livello molto intimo, non mi verrebbe proprio naturale andare a raccontare ad amici o parenti la componente sessuale di una mia relazione, nemmeno se non fossi asex.

Quindi, il problema di dirlo a parenti ed amici non me lo pongo proprio, non mi interessa e sono convinta che non debba interessare nemmeno a loro.

Per quanto riguarda il "fattore riproduttivo", bèh, il fatto di essere asessuale o demisessuale, non ti preclude certo dal poter far sesso.
Immagino che se tu avessi una relazione seria, profonda e coinvolgente, potresti provare attrazione sessuale di nuovo, o comunque decidere di sforzarti per avere un figlio, se lo vuoi.
Ma anche un asex "puro", se volesse un figlio, immagino potrebbe scendere a compromessi per averlo.

Almeno, io credo che lo farei.
Certo, farei presente al partner dello sforzo che faccio e del fine che ha, in modo da non illuderlo di un possibile protrarsi dell'attività sessuale slegata dal concepimento.

Il problema nella riproduzione, più che l'asessualità è il rifiuto categorico del sesso, l'avversione o il non riuscire a farlo.
L'asessualità e le sue sfumature, in se, ti danno più che altro il problema del trovare "la materia prima" con cui fare un figlio, se lo vuoi... :roll:

Dovrebbero accavallarsi una serie di eventi fortuiti! Ihih! :lol:
Intanto dovresti trovare una persona che ami e che ti ama.
Dovrebbe poi volere un figlio da te.
Dovrebbe, se sessuale, accettare il tuo poco interesse nel sesso, accettando il compromesso (suo) di non farlo quasi mai, o (tuo) di farlo sapendo che per te è uno sforzo e non ti va. In questo caso però, con queste premesse, da parte sua non credo ci sarebbero problemi nel fare un figlio.
Se fosse asex, neanche a dirlo, il problema dell'accettazione della tua asessualità/demisessualità non ci sarebbe, però dovrebbe combaciare l'idea di usare il sesso come mezzo per avere un bambino.
Se demisessuale, bèh, forse sarebbe la soluzione migliore... Semplicemente, se volete un figlio, vivete la vostra storia senza usare protezioni, e vedete che succede. Certo, le probabilità sarebbero inferiori a quelle di una persona sessualmente più attiva; se proprio non viene sto figlio, allora vale lo stesso discorso dell'asex, usare il sesso come mezzo, ma credo che per un demi sia più accettabile, dato che lo farebbe con la persona che delle volte, anche se non spesso, gli crea attrazione sessuale e con cui ha già avuto rapporti spontanei.

Le aspettative dei genitori... capisco bene cosa intendi.
Io son figlia unica, e mio padre ogni tot di tempo mi ripete che vuole un nipote e che devo trovarmi un ragazzo, che sarebbe ora.

Io, ora come ora, non ho la propensione ad avere figli.
I motivi son vari e non starò a raccontarli, però resto comunque aperta a futuri cambiamenti.

Che faccio quando dice così? Niente, non gli dico certo che non voglio avere figli, sennò scoppierebbe la prima guerra intergalattica.
Non sono affari suoi, quindi lascio il discorso vago, facendo intendere che in un futuro molto remoto potrei avere un figlio, e lo lascio lì con le sue aspettative.
Tanto poi faccio come mi pare.

Mi ha già influenzata anche troppo, nella vita, facendomi fare quel che voleva, di certo non farò un figlio per compiacere lui.
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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da ShyFire » mer lug 19, 2017 8:49 am

Anche io ne ho parlato solo con la mia migliore amica poco fa e ha capito tutto, mentre tipo 3-4 anni non capiva cose le stavo dicendo. Con lei quindi ho accennato il fatto di preferire l attrazione estetica e romantica a quella sessuale, poi ho fatto un discorso generale parlando di varie cose.

Con i genitori no, non riuscirei a parlarne, come nemmeno ai parenti, fratelli ecc

Capisco cosa ti manca, anche a me mancavano quelle cose dopo alcune delusioni. Non sei l'unico che ragiona così, per fortuna (:

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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da gio74 » mer lug 19, 2017 9:57 am

Del, capisco benissimo le "pressioni" del tipo, "e il nipotino quando glielo facciamo?" , "e i confetti quando c'e li mangiamo ?"... A parte, che io credo, che pure se fossi molto attivo sessualmente, non cambierebbe il mio punto di vista sul matrimonio, di fronte a queste "pressioni", ritengo inutile andare a spiegare tutto il discorso sull'asessualità, non capirebbero semplicemente.

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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da WarDogKinzoku » mer lug 19, 2017 11:10 am

Delirio ha scritto:Il problema nella riproduzione, più che l'asessualità è il rifiuto categorico del sesso, l'avversione o il non riuscire a farlo.
L'asessualità e le sue sfumature, in se, ti danno più che altro il problema del trovare "la materia prima" con cui fare un figlio, se lo vuoi... :roll:

Dovrebbero accavallarsi una serie di eventi fortuiti! Ihih! :lol:

Intanto dovresti trovare una persona che ami e che ti ama.
Dovrebbe poi volere un figlio da te.
Dovrebbe, se sessuale, accettare il tuo poco interesse nel sesso, accettando il compromesso (suo) di non farlo quasi mai, o (tuo) di farlo sapendo che per te è uno sforzo e non ti va. In questo caso però, con queste premesse, da parte sua non credo ci sarebbero problemi nel fare un figlio.
Se fosse asex, neanche a dirlo, il problema dell'accettazione della tua asessualità/demisessualità non ci sarebbe, però dovrebbe combaciare l'idea di usare il sesso come mezzo per avere un bambino.
Se demisessuale, bèh, forse sarebbe la soluzione migliore... Semplicemente, se volete un figlio, vivete la vostra storia senza usare protezioni, e vedete che succede. Certo, le probabilità sarebbero inferiori a quelle di una persona sessualmente più attiva; se proprio non viene sto figlio, allora vale lo stesso discorso dell'asex, usare il sesso come mezzo, ma credo che per un demi sia più accettabile, dato che lo farebbe con la persona che delle volte, anche se non spesso, gli crea attrazione sessuale e con cui ha già avuto rapporti spontanei.

Le aspettative dei genitori... capisco bene cosa intendi.
Io son figlia unica, e mio padre ogni tot di tempo mi ripete che vuole un nipote e che devo trovarmi un ragazzo, che sarebbe ora.

Io, ora come ora, non ho la propensione ad avere figli.
I motivi son vari e non starò a raccontarli, però resto comunque aperta a futuri cambiamenti.

Che faccio quando dice così? Niente, non gli dico certo che non voglio avere figli, sennò scoppierebbe la prima guerra intergalattica.
Non sono affari suoi, quindi lascio il discorso vago, facendo intendere che in un futuro molto remoto potrei avere un figlio, e lo lascio lì con le sue aspettative.
Tanto poi faccio come mi pare.

Mi ha già influenzata anche troppo, nella vita, facendomi fare quel che voleva, di certo non farò un figlio per compiacere lui.
Diciamo che il problema sta nel fatto che non ho la minima intenzione di avere figli (e non penso che cambierà facilmente come cose), mentre per loro è una vera e propria missione, la vedono come la loro aspirazione nella vita e, come è successo a te, mi hanno sempre influenzato (o forse la parola migliore è costretto...) un po' troppo, quindi da un lato tendono a pressarmi molto sperando che capisco che è la cosa "giusta". A volte papà è quasi arrivato alle mani (io sono alto 1,75 e peso 66kg... Il suo braccio è quasi una mia coscia per darvi un'idea).
ShyFire ha scritto:Capisco cosa ti manca, anche a me mancavano quelle cose dopo alcune delusioni. Non sei l'unico che ragiona così, per fortuna (:
Sai è bello che anche per te è una fortuna ^^
gio74 ha scritto:ritengo inutile andare a spiegare tutto il discorso sull'asessualità, non capirebbero semplicemente.
Esatto Gio... Non capirebbero veramente... Per loro se faccio qualcosa che per loro non è normale è soltanto un mio modo di evadere e risultare "diverso"

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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da Bianca » mer lug 19, 2017 1:03 pm

Tutti molto ben disposti nei confronti dei genitori............. e giù critiche a non finire............

Da quello che riferite voi, a volte ho l'impressione che i vostri genitori non sappiano nè che cosa si fanno, nè che cosa dicono...........

Vi prego, un pò di comprensione anche per loro...........

Devo dire comunque, che la mamma che rifila la scatola di preservativi al ragazzo della figlia, mi sembra una vera signora, aperta, intelligente, moderna.
Probabilmente è di quelle che vanno in giro vestite come le figlie, senza accorgersi di essere ridicole.

War, c'è una cosa che fa andare i papà fuori di testa, tanto da farli arrivare alle botte: la strafottenza; quell'atteggiamento arrogante, prepotente, di sfida che impedisce qualsiasi ragionamento ulteriore.
Allora, io dico, dal momento che voi vorreste comprensione, ed è giusto, datela anche.
Se i genitori hanno in testa che la felicità futura dei loro figli, risiede esattamante nelle scelte che hanno fatto loro, ovvero, fidanzata/o, matrimonio, figli, che per loro sono nipotini, da lì non li muovi.
Con il tempo impareranno ad accettare scelte diverse, prendendo coscienza che i figli hanno dei diritti, non sono nostri e devono essere assolutamente liberi di scegliersi il loro futuro.
Ma è un processo graduale, che non avviene attraverso, urli, discussioni, mandarsi a quel paese, pianti disperati, lancio di piatti.

Mai dimenticare che ci si ama e questo vale per tutti.

PS: War, ma quanto sei originale?

PPS: Del, ma che bei propositi!

PPPS: Gio, mica farai rientrare anche me tra quelli che esercitano pressioni????

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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da WarDogKinzoku » mer lug 19, 2017 4:06 pm

Bianca ha scritto:PS: War, ma quanto sei originale?
Non mi reputo "originale", non sono proprio il figlio che "vorrebbero"... E quando io dico la mia (tendo sempre a rimanere calmo, ma naturalmente può capitare a tutti di avere un momento "un po' più no") spesso non è quello che loro pensano.
Per esempio sono nato in una famiglia molto cristiana, mi hanno fatto studiare anche a pagamento dalle suore, mi portavano in chiesa tutte le domeniche.... Ma non ho mai sentito un legame con Dio. Col passare del tempo, dopo una ricerca mia interiore e non (ho letto 27 testi sacri differenti con varie traduzioni a volte) sono arrivato al mio essere agnostico. Per loro io non sono agnostico, perché devo essere per forza cristiano... Il mio è "un modo per fare il diverso".
Spesso creo legami di amicizia forti con ragazze mie coetanee, ci scriviamo giornalmente, condividiamo molto tempo insieme ecc... Ma allo stesso tempo non c'è un innamoramento di fondo... Per loro è "è innamorato, ma non si fidanza per fare il diverso"
Incontro la mia ex ragazza.... La cosa mi mette a disagio e cerco di andarmene...(mentre stavamo insieme amoreggiava con altri 7 ragazzi...) Loro cercano di trattenerla e prolungare il discorso... Perché è carina, dolcissima bla bla bla e sono io che "devo fare il diverso che non si innamora" (e sono stato abbastanza diretto sul fatto che abbiamo litigato male e che siamo stati insieme e ci siamo lasciati per colpa sua)
Da piccolo mi piaceva molto il mare, crescendo ho perso interesse (preferisco la montagna), per loro io vado pazzo per il mare, ma "per fare il diverso dico che non mi piace"

Posso fare non so quanti altri esempi.... Ma penso che ho reso l'idea

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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da ZilRaag » mer lug 19, 2017 4:52 pm

War, c'è un termine, o meglio, un modo di dire, che sembra quasi tabù usare, e che invece significa proprio "affermare di non essere cis-etero": coming out.
(Io non sono molto d'accordo con l'usarlo, perché ci andiamo ad appropriare di esperienze che ci appartengono solo in parte, ma, questo è un altro paio di maniche)

Dunque: dirlo, o non dirlo? Coming out o non coming out?

Io, personalmente, credo che se non avessi rivelato la mia non appartenenza all'eteronormatività ed allo standard imposto al mio genere (perché. poi, asex, bisex, gay... per la maggior parte delle persone, basta non essere cis-etero per essere oggetto di chiacchericcio), mi sarei continuato a sentire in trappola, a recitare una parte, a dover avere la vita che altri volevano da me, e non quella che volevo io.
Ho fatto finta per anni di essere ciò che non ero (e, spesso, per non "creare problemi in famiglia", vedo che tu hai un problema simile), con relazioni, anche imbarazzanti, pur di "sembrare normale".
Devo ringraziare anche l'esistenza di gruppi come questo che mi hanno dato la possibilità di incontrare dal vivo altri simili, e la cosa mi ha dato un coraggio enorme.
Va detto che il mio primo "coming out", l'ho fatto quando avevo 37 anni, una casa e un lavoro. La cosa aiuta.
Da lì a pochi anni avrei partecipato a una manciata di sfilate del Pride, ho rilasciato qualche intervista e scritto qualche articolo sull'asessualità, ho aperto due blog e fondato un collettivo.
Ma questa è stata la mia storia, e ognuno ne ha una diversa.

Quello che ti posso dire è: se non sei sicuro al 100% di quello che fai, non fare coming out.

E se decidi di farlo, devi sapere bene di cosa stai parlando anche in termini generali!
Una delle ragioni per le quali non mi piace il termine "coming out" nel nostro contesto, è che manca la conoscenza dall'altra parte: se una ragazza dice alla madre "sono lesbica", la madre sa cosa è una lesbica. Nel nostro caso, no. Dobbiamo dirglielo, e dobbiamo dirglielo nel modo più corretto possibile.
Purtroppo o per fortuna, oggi anche i genitori hanno Internet a disposizione, e un nanosecondo dopo che avrai cambiato stanza, i tuoi saranno su Google a cercare cosa cazzo sei diventato nel frattempo. Un particolare postulato della sfiga, vorrà che i tuoi vadano a finire non in una pagina friendly, che spiega tutto per filo e per segno, ma all'articolo di Tempi che diceva che gli asex "minacciavano la vita" o a quelli che ci trattano come un'attrazione da side show ("ecco quelli che non scopano, ma come faranno?") o sul blog di qualche furbega che sostiene che dall'asessualità si guarisca "tramite una semplice cura a base di testosterone". Anche per le donne, evidentemente.

Un'ultima cosa: la frase "fai così perché ti credi migliore degli altri", me la sono sentita dire qualche milione di volte. Spiegare che, in realtà, io mi sia sentito per anni peggiore degli altri, non porta a nulla. Perché, certe volte, è proprio inutile provare a spiegarle certe cose.
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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da WarDogKinzoku » mer lug 19, 2017 5:11 pm

ZilRaag ha scritto:la vita che altri volevano da me, e non quella che volevo io.
[...]
Un'ultima cosa: la frase "fai così perché ti credi migliore degli altri", me la sono sentita dire qualche milione di volte. Spiegare che, in realtà, io mi sia sentito per anni peggiore degli altri, non porta a nulla. Perché, certe volte, è proprio inutile provare a spiegarle certe cose.
Un problema è proprio questo forse... Ho passato una vita che "non era la mia", mi sono sempre sentito sbagliato, perché non c'era un motivo religioso, etico o altro... Era il mio modo di essere, è il mio modo di essere, sognavo di essere come gli altri perché mi sentivo contro natura.
AVENit mi ha aiutato molto sotto questo aspetto, sto imparando ad accettarmi per come sono e a capire che il mio modo di essere non è sbagliato, ma bellissimo.
Grazie per i consigli, ne farò tesoro ^^

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Re: Asessualità nascosta o condivisa?

Messaggio da SeBax » mer lug 19, 2017 5:59 pm

Alcune cose dette de te War mi hanno colpito per similitudine con fatti o eventi della mia vita.
Anche se non mi sforzo molto di apparire "conforme" spesso mi è stato detto di avere pensieri e un carattere "atipico".
questo ovviamente può esserti detto sia positivamente che negativamente.
Mi è succuesso di avere in amicizia persone che mi dicevano di apprezzare questa originalità, ma quando l'amicizia diventava più turbolenta, chissà perchè le cose che prima erano in qualche modo positive diventano appigli per potermi attaccare e magari anche ferire.
Poi sono cose che possono succedere anche alla persona più normale e quindi banale del mondo... ed è per questo che per chi magari è un po' più originale o "artista" è condannato.

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